L’ultima sorpresa di un grande del Novecento, schivo e discreto, una vicenda narrata con una scrittura asciutta ambientata nella Libia degli anni Trenta, che si conferma di grande attualità.

"Cani sciolti" di Muhammad Aladdin

Scritto da Giovedì, 15 Ottobre 2015

Una sceneggiatura più che un romanzo questa suburra in salsa egiziana, vista dalla parte della gente comune, anzi dei giovani e per questo particolarmente dura. Crudo, impietoso affresco del Cairo di oggi di giovani senza speranza che navigano a vista. Una vita consumata in un limbo di emozioni perfino nel vizio.

Torna Dedo Di Francesco con una delle sue storie delicate e venate di malinconia, una letteratura di intrattenimento ben scritta che difficilmente ormai si produce. Ambientata alla fine della Seconda Guerra Mondiale a Taranto e nei campi di prigionia degli italiani catturati nella battaglia di el-Alamein, come altri racconti di questo autore, è una storia con uno sfondo storico, documentato e ben circostanziato che forse è il pregio migliore che rende le piccole storie di tutti giorni, uniche per chi le vive, comuni per chi le ascolta, credibili e foriere di informazioni preziose.

Passeggiata romana attraverso gli occhi di una donna austriaca ormai “naturalizzata” nella Città eterna che sceglie di condurre il lettore attraverso i luoghi di incontro dai caffè, al ponte dei lucchetti, tra aperitivi alla moda e posti più insoliti, dimore di intrighi e soprattutto domicili letterari, come anche istituzionali. Curiosare nella casa di qualcuno per una giornalista è solo un modo diverso per condurre un’intervista, reale o immaginaria, che fruga nella storia vicina e lontana o si guarda semplicemente intorno.

L’Europa nel mirino dei terroristi

Noir raffinato sulla scena internazionale il nuovo libro di Andrea Carlo Cappi, si nutre dell’attualità politica dimostrando una conoscenza dei meccanismi del terrorismo e della lotta ad esso che spesso si rivela più cruenta dello stesso. Un modo avvincente per avvicinare la gente ad una riflessione su quanto ci sta intorno ma emerge solo nel caso di “esplosioni”. Nessuna morbosità, grande lucidità, una scrittura asciutta ed incisiva.

Un libro scritto come un docufilm in presa diretta, viaggio a Tunisi con qualche escursione, attraverso la lettura sui muri dopo la caduta di Ben ‘Ali. Originale l’approccio di questa giovane traduttrice che parte da un’analisi accurata di parole, frasi, stencil, segni e disegni del mondo dei murales per raccontarci un punto di vista sulle rivolte del sud del Mediterraneo. Valido il corredo di foto. Preziosa la traduzione che diventa una porta su questo mondo per chi non conosce l’arabo; un viaggio di approfondimento per chi mastica un po’ questa lingua.

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