Di recentissima uscita (stampati rispettivamente a Marzo, Aprile, Maggio di quest’anno) i tre volumi della romana Donzelli L’Arena del Duce – Storia del Partito Nazionale Fascista a Verona, di Federico Melotto, Szymborska – Un alfabeto del mondo, di Andrea Ceccherelli, Luigi Martinelli e Marcello Piacentini e Scritti sul cinema, di Yasujiro Ozu (curato, quest’ultimo, da Franco Picollo e Hiromi Yagi). Si tratta, come nella tradizione della casa editrice capitolina, di saggi storico politici (L’Arena del Duce) e artistico letterari (i restanti due, si leggano le relative recensioni su questa stessa pagina) di notevole spessore scientifico e documentaristico che potranno arricchire la biblioteca dello storico o quella dell’appassionato e/o studioso di poesia o di cinema. Gli autori e i curatori, tutti docenti di prestigiosi atenei, scrivono nell’ambito delle rispettive tematiche di ricerca, mentre Yasujiro Ozu, probabilmente la più eminente figura del cinema giapponese classico e del realismo cinematografico del paese del sol levante, è uno dei più significativi registi di tutti i tempi e uno dei maestri assoluti della settima arte in tutto il mondo.

Di recentissima uscita (stampati rispettivamente a Marzo, Aprile, Maggio di quest’anno) i tre volumi della romana Donzelli L’Arena del Duce – Storia del Partito Nazionale Fascista a Verona, di Federico Melotto, Szymborska – Un alfabeto del mondo, di Andrea Ceccherelli, Luigi Martinelli e Marcello Piacentini e Scritti sul cinema, di Yasujiro Ozu (curato, quest’ultimo, da Franco Picollo e Hiromi Yagi). Si tratta, come nella tradizione della casa editrice capitolina, di saggi storico politici (L’Arena del Duce) e artistico letterari (i restanti due, si leggano le relative recensioni su queste stesse pagine) di notevole spessore scientifico e documentaristico che potranno arricchire la biblioteca dello storico o quella dell’appassionato e/o studioso di poesia o di cinema. Gli autori e i curatori, tutti docenti di prestigiosi atenei, scrivono nell’ambito delle rispettive tematiche di ricerca, mentre Yasujiro Ozu, probabilmente la più eminente figura del cinema giapponese classico e del realismo cinematografico del paese del sol levante, è uno dei più significativi registi di tutti i tempi e uno dei maestri assoluti della settima arte in tutto il mondo.

Di recentissima uscita (stampati rispettivamente a Marzo, Aprile, Maggio di quest’anno) i tre volumi della romana Donzelli L’Arena del Duce – Storia del Partito Nazionale Fascista a Verona, di Federico Melotto, Szymborska – Un alfabeto del mondo, di Andrea Ceccherelli, Luigi Martinelli e Marcello Piacentini e Scritti sul cinema, di Yasujiro Ozu (curato, quest’ultimo, da Franco Picollo e Hiromi Yagi). Si tratta, come nella tradizione della casa editrice capitolina, di saggi storico politici (L’Arena del Duce) e artistico letterari (i restanti due, si leggano le relative recensioni su queste stesse pagine) di notevole spessore scientifico e documentaristico che potranno arricchire la biblioteca dello storico o quella dell’appassionato e/o studioso di poesia o di cinema. Gli autori e i curatori, tutti docenti di prestigiosi atenei, scrivono nell’ambito delle rispettive tematiche di ricerca, mentre Yasujiro Ozu, probabilmente la più eminente figura del cinema giapponese classico e del realismo cinematografico del paese del sol levante, è uno dei più significativi registi di tutti i tempi e uno dei maestri assoluti della settima arte in tutto il mondo.

Un simpatico libro di 347 pagine scritte da uno che le parole le ama così tanto da usarne perfino troppe, come si legge fin dalla prefazione in cui per quasi due pagine troviamo varianti sul significato della bellezza autunnale, anche un po’ malinconica, ma traboccante di colori e luci fino a che la nebbia non sommerge ogni cosa. L’idea è di offrire un sequel al giornalista Dante Ferretti che in precedente noir si è dedicato con amici e la ragazza a fare il detective, ottenendone pericoli adrenalinici e il risultato di avere fiuto anche più dei poliziotti locali. Questa volta anche e i lettori fidelizzati ne saranno felici, come anche i nuovi che leggono allo scopo di passare il tempo in modo diverso di chi guarda la televisione.

Un libro manuale, pratico e diretto, con il tono del colloquio più che del decalogo. In questo prontuario di istruzioni per l’uso l’autore dialoga in modo immaginario con il lettore, offrendo una parte tecnica ma anche un’occasione di metodologia di lavoro per la gestione del business che può diventare una modalità per gestire la propria vita, attraverso l’idea della creazione e potenziamento dei contatti. La capacità di fare rete non è solo un’attività per venditori ma per chi vuole provare a riorganizzare la propria attività qualsiasi essa sia. Essere coltivatori e non cacciatori è il mood della filosofia dell’ascolto di questo allenatore mentale. Perché? Semplice: a nessuno piace essere cacciati.

Un libro visionario, quasi senza trama, un romanzo non romanzo, poesia in prosa con una scrittura lieve e lirica, anche se di grande semplicità. L’idea è un clima di sospensione, dove ricordi e presente si uniscono brumosi mentre sul fondo resta il gusto amaro del ricordo della guerra ancora vivo, il senso della precarietà e si respira una certa desolazione che nemmeno il gusto del caffè materno può consolare.

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