Un diario itinerante dedicato a Roma e al vissuto personale in questa città che diventa metafora dell’essere Capitale, antica ed eterna, per chiunque ne è ospite. Non un libro su Roma ma un libro per Roma che fa dire che Romani non si nasce ma si diventa. Un testo dal quale emerge con una scrittura versatile dallo stile aulico alla parlata delle borgate, intrecciata com’è Roma dove tutto e tutti sembrano mescolarsi, una profonda conoscenza della città, soprattutto quella nascosta, dei monumenti e degli episodi meno noti, meno consueti e una passione dell’autrice per l’arte e il viaggiare. Non è però una guida su Roma, non ne ha l’aria. E’ invece un tributo, in parte un canto nostalgico di chi si separa dopo molto tempo dalla città nella quale ha vissuto vent’anni: solo per un arrivederci perché Roma non muore mai.

"Go Max Go" di Paola Musa

Scritto da Martedì, 26 Aprile 2016

Definito romanzo musicale, a mio parere non solo perché racconta la biografia in forma narrativa del più importante sassofonista jazz italiano, Massimo Urbani, ma perché senza pretese accademiche e tono saggistica, è un romanzo sulla musica come energia vitale, oltre che un affresco della musica tra gli anni Settanta e l'inizio degli anni Novanta, con tutta la carica rivoluzionaria e creatrice che il jazz come visione esistenziale ha portato. È però soprattutto la storia di un ragazzo di borgata che il successo non riesce a a strappare al quartiere e alla sua fragilità. Paola Musa con i toni semplici, a tratti dimessi, che fanno di lei una poetessa dell'umiltà, racconta, ancora una volta, la vita e la sensibilità degli ultimi.

“La planète bleue” di Naïma Amine

Scritto da Mercoledì, 20 Aprile 2016

Racconti brevi alternati a racconti lunghi dal sapore di una volta anche se spesso ambientati più o meno nella contemporaneità di una donna sospesa tra più mondi che ci dicono, al di là delle traversie e dei guai della vita che la vita vale la pena di essere vissuta o che comunque conviene stare a testa alta perché quando tutto è perduto la propria dignità e i sogni si possono e ci possono ancora salvare.

Esce per i Saggi pop di effequ un interessante volume il cui titolo non ha bisogno di essere commentato, concernendo tematiche e argomenti specifici di stringente attualità.

“Agar” Di Albert Memmi

Scritto da Lunedì, 18 Aprile 2016

Un romanzo manifesto dell’autore ebreo tunisino che è considerato il più grande scrittore che la Tunisia ha dato alla lingua francese, autore di oltre 40 opere tra romanzi e saggi. Una storia singolare di grande modernità, tragicamente profetica: un matrimonio misto per nazionalità e religione, scritto nel 1955. Scrittura agile e moderna, attenzione psicologica che colpisce per la sottigliezza, soprattutto se si pensa che è scritta da un uomo degli anni Cinquanta del Novecento.

E’ un libriccino che contiene un saggio suddiviso in sei sezioni, “Il giornalista”, e viene riproposto oggi dalle Edizioni Ensemble di Roma (collana pamphlet), a trent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione avvenuta per la prima volta nel 1986 per i tipi di Laterza.

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