Un testo conciso e denso che parte da un viaggio come metafora di un incontro, del recupero della memoria, di luoghi non conosciuti ma vissuti indirettamente attraverso la propria storia familiare: meta l’Istria. Scritto quasi paradossalmente oserei dire con leggerezza visto l’argomento doloroso e spinoso che tratta, il male della guerra, eredità pesante che si propaga nelle generazioni, come un lascito che ad un certo punto è necessario aprire e conoscere, il libro è in bilico tra il reportage, il diario di memorie, la storia familiare, una non proprio autobiografia, con alcune pennellate da romanzo. Un testo asciutto, frutto, si intuisce, di un serio studio e ricerca documentata, sebbene conservi un respiro narrativo che non aderisce mai completamente al giornalismo.

La Vita interiore di Alberto Moravia

Scritto da Giovedì, 19 Settembre 2019

La vita interiore (pubblicato da Bompiani per i Grandi Tascabili, edizione del 2000) è un romanzo che conclude la trilogia iniziata con Gli Indifferenti, quindi con La noia, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1978, dopo sette anni di lavoro e riscrittura, un processo complesso che prende di mira la società borghese per svelarne i vizi. In questa terza tappa, dalla quale cominciamo la rilettura di un classico, forse il meno conosciuto, la simpatia per la dissacrazione dei valori borghesi, si accompagna ad una speculare caricatura dei valori rivoluzionari. Il percorso quasi da romanzo di formazione, sebbene insolito, della protagonista, Desideria, conduce a un doppio fallimento, quello di abbandonare il mondo frivolo, malato e corrotto da cui proviene per atterrare in un finto mondo alternativo, che lei stessa riconosce, alle soglie dell’esame di maturità, passaggio fortemente simbolico, un mondo borghese rovesciato.

"Tu reviendras" di Brahim Metiba

Scritto da Giovedì, 05 Settembre 2019

Gli scrittori algerini di espressione francese, la maggior parte per altro, si confermano a mio parere la miglior voce attuale della francofonia per lo stile elegante, incisivo, scorrevole e ad un tempo poetico. Tu reviendras, romanzo autobiografico – non si sa se di finzione - scritto come un diario intimo, dell’ingegnere algerino residente a Parigi, Brahim Metiba, racconta lo scontro fra tradizione e trasgressione: il ritorno a casa di un figlio disconosciuto per la sua omosessualità. Struggente e delicato, è ad un tempo la vicenda della necessità di ritrovare la propria infanzia per continuare, la nostalgia per l’Algeria e insieme la denuncia o forse solo l’amarezza di trovarsi di fronte ad un paese in costruzione – o decostruzione – che, per quanto magnifico, fa male al cuore.

Genio di primissimo piano nell’ambito della storia di tutta la musica moderna, John Coltrane (1926-1967) è il musicista e compositore che maggiormente abbia innovato il Jazz a partire dalla metà degli anni Cinquanta e al pari del suo collega trombettista Miles Davis con il quale, per lunghi anni, collaborò suonando nel primo grande quintetto (1955-1958) diretto da quest’ultimo, formato oltre che da Coltrane e Miles Davis, appunto, da Philly Jo Jones alla batteria, Paul Chambers al basso e Red Garland al piano.

“Il tango” di Luis Borges

Scritto da Lunedì, 22 Luglio 2019

Un ciclo di conferenze del 1965 sul tema del tango, non una storia, una descrizione ma un’evocazione, la ricerca di un senso alla Borges, non una ricostruzione storico-scientifica quanto un senso emozionale. L’affresco che ci restituisce il grande scrittore, in un libro, che resta destrutturato, organizzato come una conferenza, è la visione di una Buenos Aires d’antan. Quella che neppure Borges ha conosciuto direttamente. Il tango è sinonimo di Buenos Aires, suo ambasciatore nel mondo, orgoglio argentino, foriero di conoscenza di una nazione giovane tra vicende gloriose e dolorose. Uno spunto per riflettere su una danza che è molto più di un semplice ballo, “è un pensiero triste che si balla”.

Un romanzo che assomiglia a una docufiction su uno scrittore tardivo, Giuseppe Tomasi Lampedusa, i suoi ultimi anni, divisi tra la malattia a Roma dal 1955 al 1957, e la sua formazione, il suo pensiero politico, nostalgico ma estremamente lucido. Sullo sfondo la vicenda assurda e incredibile del Gattopardo, romanzo postumo di fama internazionale reso immortale dal film di Visconti e rifiutato da Mondadori. Un libro che è soprattutto un inno all’amicizia, come rivela il titolo, citando l’uccello fedele per eccellenza.

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