Raffaello Lettera a papa Leone X

Scritto da Domenica, 29 Marzo 2020

Il libro con l’introduzione di Valerio Terraroli, uscito il 19 marzo scorso, per Skira editore per la collana Skira MiniSaggi, presenta la celebre lettera di Raffaello a papa Leone X sulla protezione e conservazione degli edifici antichi e la rinascita di Roma, scritta nel 1519 da Raffaello Sanzio e Baldassar Castiglione e indirizzata a papa Leone X. La missiva avrebbe dovuto essere la prefazione di una raccolta di disegni degli edifici della Roma imperiale eseguita dal pittore su incarico del pontefice. In un momento nel quale fioriscono le pubblicazioni sull’artista questo libro ha il merito di farcelo conoscere dalla sua stessa penna e di portare alla divulgazione un documento-manifesto della cultura rinascimentale, programma di urbanistica che, per la morte subitanea sia di Raffaello sia del Pontefice che lo aveva incaricato come primo soprintendente della storia, rimase solo sulla carta, almeno in quei termini. Roma rinascerà, ma con il volto barocco.

Un romanzo definito leggero dal libraio che me l’ha consigliato, graffiante come una commedia noir francese, senza tragedia finale, ma doloroso. Storia di resilienza al dolore con un tentativo fallito di riapertura alla vita, per portarci dentro un lungo viaggio in fondo all’io: il risveglio grazie al lavoro.

Un romanzo scritto come uno spettacolo, decisamente originale, non certo per la storia né per la scrittura quanto per la presentazione, la concezione con protagonisti che hanno volti di personaggi famosi, con la ‘partecipazione’ dello psicanalista Renato Mannheimer, che scrive la postfazione. E’ la storia di un amore anzi una costellazione di amori intrecciati ai giorni nostri ed è una travolgente normalità come racconta il sottotitolo che conquista. Una storia ‘leggera’ da fiction con più piani di lettura e un lavoro ipertestuale notevole, non solo per i significati nascosti contenuti, i rimandi simbolici – a cominciare dal titolo – quanto per i piani che si intersecano: quello musicale e cinematografico con ogni capitolo che ha un rimando. Scrittura veloce e ammiccante con note molto colte ed un lavoro di ricerca enciclopedico. Alla fine del libro anche una spiegazione delle canzoni, così come all’inizio di ogni capitolo c’è la scheda del film citato. Un libro che è anche un ‘oggetto’ artistico con schizzi e disegni. Un libro difficile da raccontare che è da leggere ma in qualche modo da vivere con una sorta di esperienza immersiva.

Raccolta poetica che trae origine nel titolo da una delle 11 composizioni poetiche, uscita nel 1957, dopo l’anno problematico e orribile, il 1956, spartiacque per una riflessione politica e sulla società. Libro di grande e inaspettato successo per la poesia, suscitò non poche polemiche. Raccoglie liriche strepitose, folgoranti per la capacità lirica di immortalare una realtà talora banale e volgare. Raffinate e disturbanti quel tanto da essere un autentico invito alla riflessione, capaci di scuotere le coscienza dal torpore di una vita comoda e inconsciamente scomoda e pigra.

Sulle ali dell’avventura è un romanzo di formazione, insieme una favola ecologica, scritta da Nicolas Vanier con la collaborazione di Virginie Jouannet, già autore e regista di Belle&Sebastien e dell’omonimo film.

Singolare il titolo che annuncia l'ultima parte del libro, un viaggio di sola andata, senza voltarsi indietro, com'è d'altronde la natura della vita circense. Un romanzo che racconta la grande ascesa del mondo del circo, dal circo equestre, lo spettacolo del dressage da cui ha avuto origine e i suoi cambiamenti che costringono la comunità nomade a cambiare luogo.

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