A Natale molte lettrici e lettori amano lasciarsi cullare da una storia romantica, una di quelle classiche, capace di risvegliare sentimenti e di far spuntare, a volte, una lacrima traditrice. Lazy Book presenta una novità editoriale che sicuramente farà felici le amanti di Jane Austen: Un Natale in mussola di Virginia Cammarata e Jennifer Federica Lombardi. Un racconto lungo, molto lungo, scritto per gli e le amanti del mondo perfetto di “zia” Jane, ricco di balli, sale da tè, mussola, rivali in amore e colpi di scena.

Non sono molti i libri che durante la lettura mi hanno provocato forti emozioni che siano esse di gioia, paura, felicità o angoscia: tra questi romanzi vi è sicuramente da annoverare “La strada” di McCarthy.

Per quanto paradossale possa a prima vista sembrare, le Alpi, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo, non sono sempre esistite.

Lunedì 15 dicembre 2014, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume L’amore ai tempi del fascio. Un carteggio 1932-1939 di Patrizia Salvetti. Intervengono: Beatrice Pisa, Laura Schettini. Coordina: Rosanna De Longis.

Il sentimento di esterofilia in Italia in questo periodo va sicuramente di moda e anche nel campo della letteratura si sente spesso dire che romanzi, scrittori e generi stranieri sono più floridi e brillanti di quelli nostrani: tale affermazione è di una miopia che va drasticamente smentita.
In Italia, nel secolo passato, si sono susseguiti una serie di scrittori che non solo hanno fatto la storia recente del nostro paese, ma che hanno anche arricchito il panorama letterario internazionale. Probabilmente un elemento che non gioca a nostro favore nell'immediata conoscenza delle opere a livello globale è l'utilizzo di una lingua che, se pur meravigliosa, viene parlata solo nel nostro bel paese.

"Horror italiano" di Simone Venturini

Scritto da Domenica, 07 Dicembre 2014

I vampiri (1957) di Riccardo Freda e Mario Bava è comunemente ritenuto il primo horror italiano. Lo stupore dei critici, lo scarso successo di pubblico, l’ambientazione parigina sembravano palesare l’horror come un corpo estraneo al nostro cinema nazionale.

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