"In attesa di me" di Selene Pascasi

Scritto da Sabato, 07 Febbraio 2015

Selene Pascasi, avvocato, giornalista, scrittrice e firma de Il Sole 24 Ore, torna in libreria con In attesa di me, edito da Rapsodia. L’opera – sugli scaffali a circa un anno dalla silloge poetica Con tre quarti di cuore (Galassia Arte) – raccoglie, in un racconto e 190 aforismi, le più intense emozioni dell’autrice. Il legale aquilano, già coautrice di un testo giuridico per la Giappichelli e di un lavoro per l’Accademia Americana di Scienze Forensi, sta muovendo passi importanti anche nel mondo della poesia contemporanea, aggiudicandosi diversi premi, nazionali ed internazionali, e classificandosi terza al Primo Premio Nazionale Letterario Bukowski.

Lettere, appunti e discorsi 1945-1987

A cura di Emanuele Bernardi

Introduzione di Umberto Gentiloni Silveri

Martedì 10 febbraio 2015, alle ore 17.30 presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentata l’opera Legittimità e relazione simbolica in George Herbert Mead di Guido Simone Neri (Aracne, 2014). Ne discutono con l’Autore: Rosa Maria Calcaterra, Guido Baggio.

Piccola antropologia del professore universitario

Il quaranta per cento di quanti si iscrivono all’università italiana non arriva a concludere il corso di laurea. Si tratta di una mortalità che non ha riscontri in altri paesi. Le cause invocate per spiegare questa anomalia sono molteplici: ci sono quanti chiamano in causa la mancanza di orientamento fornito dalle scuole superiori, e quanti invocano invece le scelte sbagliate degli studenti.

Mercoledì 4 febbraio 2015, alle ore 17.00 presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea - Palazzo Mattei di Giove (Via Michelangelo Caetani 32 – 00186 Roma), verrà presentata l’opera Praga 1968. La “Primavera” e la sinistra italiana a cura di Francesco Anghelone, Luigi Scoppola Iacopini. Prefazione di Antonio Iodice. Scritti di Luigi Scoppola Iacopini e Tommaso Baris. Interventi di Fausto Bertinotti, Carlo Ripa di Meana e Giovanni Sabbatucci, Bordeaux, 2014. Introduce: Antonio Iodice. Intervengono: Francesco Caccamo, Andrea Ungari. Coordina: Giancarlo Bosetti.

"Le rose di Cordova" di Adriana Assini

Scritto da Domenica, 01 Febbraio 2015

Granada, 1496. Dopo dieci anni d’assedio spagnolo l’ultima roccaforte dei mori capitola. Juana I di Trastámara, terzogenita dei re cattolici Isabel e Fernando, è allora un’adolescente di bell’aspetto, «occhi bruni come il guscio delle castagne e labbra esangui» ; scrive in latino, parla francese, suona il clavicembalo e la spinetta, conosce la filosofia, apprezza la pittura del suo tempo. Poco incline a cedere ai compromessi di corte, però, è anche indisciplinata, volubile, malinconica e ribelle. A diciassette anni, con sessanta navi, millecinquecento uomini e nessun familiare al seguito, Juana parte per le lontane Fiandre per unirsi in matrimonio con il più bel principe d’Europa, Philippe d’Asburgo, figlio dell’imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I. Ma la favola, che per un attimo sembra poterle regalare la felicità, si sgretola in fretta. Umiliata dai continui tradimenti del marito, lacerata dalla propria passione e da una gelosia morbosa, tra sordidi intrighi di corte e di potere, Juana si troverà infatti a combattere contro gli uomini della sua stessa famiglia. Una difesa strenua e accanita, sino al triste epilogo finale con l’incarcerazione, per oltre quarantasei anni, nella fortezza di Tordesillas, in balìa dei suoi aguzzini e marchiata da quell’ingiuria -“la pazzia”- che sola le fu, fino alla morte, fedele alleata.

TOP