Il 19 settembre 1944 Antonio Giolitti è costretto a sospendere la sua vita di comandante partigiano (intrapresa a Barge il 9 settembre 1943) in seguito alla frattura di una gamba: dopo una serie di traversie viene portato a Aix-les-Bains, dove rimarrà per un periodo più lungo del previsto (per ben due volte i medici devono «riaggiustare » la gamba che non era stata correttamente ricomposta), il che gli impedirà di ritornare a lottare in Italia, come desiderava. Costretto all’immobilità, il primo compito che si assegna è di avviare un diario per tracciare un bilancio della sua vita partigiana. Sono per lui mesi di solitudine, in cui la pagina scritta gli serve per dialogare con la moglie Elena (in Italia con i due figli già nati) e attraverso di lei con se stesso. Il diario è lo specchio di questo dialogo e ci offre il ritratto di un uomo dotato di un fortissimo e personale senso etico: è netto sul piano morale il distacco rispetto alla generazione dei «padri» e forte è la consapevolezza della frattura rappresentata da una guerra necessaria, che è di liberazione, antifascista, e di classe – laddove «classe», nel suo caso di iscritto al Pci, significa soprattutto lottare per costruire una nuova élite dirigente responsabile, in sostituzione di quella che aveva portato il paese alla guerra e al disastro morale.

<<... Quando arriva, la vittima è già coperta da un lenzuolo e c'è un discreto stuolo di caramba e autorità investigative, più o meno importanti, rinchiuse nei cappotti in cachemire dal bavero alzato e borsalino d'ordinanza. Stanno dentro il recinto delimitato da un nastro in politene bianco e rosso. Off limits. Zona cadavere! La polizia ferroviaria l'ha scoperto a lato dei binari. Anche se a dire il vero, la scoperta l'ha fatta un barbone che li ha subito avvertiti, ed ora è lì che rilascia al brigadiere il suo mezzo resoconto. L'ha casualmente incontrato intorno alle due, quando a momenti gli rovina sopra inciampandogli nelle gambe. E quello non s'è nemmeno scusato. Racconta di averlo illuminato con l'accendino. “Eh... proprio una brutta scena che m'è venuto da voltare lo stomaco” dice grattandosi una barba pepe e sale dai riflessi nicotina “sangue... un mucchio di sangue.”...>>

Lunedì 2 marzo 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume di Pier Paolo Piergentili, «Christi nomine invocato». La Cancelleria della Nunziatura di Savoia e il suo archivio (secc. XVI-XVIII), Archivio Segreto Vaticano, 2014. Intervengono: Vincenzo Lavenia, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Alexander Koller.

Nelle librerie dall’11 marzo 2015
Edizioni del Faro

Lunedì 2 marzo 2015 alle ore 18:30 al Teatro Studio “Eleonora Duse” Via Vittoria, 6 – Roma si terrà la presentazione del libro:

L’ACCADEMIA NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA SILVIO D’AMICO NELLE FOTOGRAFIE DI TOMMASO LE PERA

Gli spettacoli dell’Accademia dal ’73 ad oggi raccontati dallo sguardo di Tommaso Le Pera

Omicidi, misteri e la terrificante eredità di un sadico criminale. Presente e passato si fondono in un noir avvincente dal ritmo incalzante con protagonisti personaggi reali del quartiere Brera e dell’Aprica (SO)

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