Un breve romanzo-fiaba quello di Alice dentro il pauroso hotel Pagoda che danza nella notte, una riscrittura di Alice in the Wonderland in chiave contemporanea con un messaggio legato all’attualità. Alice in un paese senza meraviglie perché fa notte e la bellezza pur stravagante e talora inquietante sembra scomparsa in un’Europa impazzita, senza più giovani, dominata da pochi Vecchi, detti anche gli Oligoi, gli Incappucciati, gli Obesi. E nell’hotel Pagoda tutto quello che non vogliamo vedere è conservato. Saranno la piccola Alice e papà Stefano a viaggiare nelle ombre e a far tornare i colori.

Uscito qualche mese fa, Quel poeta di Legnano di Fabrizio J. Fustinoni, racconta la storia di Lorenzo che ha lasciato la moglie dopo il tradimento di lei con il suo migliore amico; lascia anche il lavoro da correttore di bozze per una casa editrice importante e termina di scrivere il suo primo romanzo.

Dopo l’appassionante Sein, una virgola sull’acqua. Ritratto di un’isola bretone leggendaria, la saga continua seguendo il filo conduttore dei fari di Bretagna. Un’avvincente lettura del lato "oscuro” dei fari, che per lungo tempo sono stati punti di riferimento vitali per le navi in balia dell’immensa furia del mare.

Nell’ambito delle iniziative per ricordare il Sessantotto – “Dieci anni in movimento 1968-1977 - non poteva mancare Porci con le ali, un libro, poi un film e quasi un manifesto sessuo-politico dell’adolescenza ai tempi della rivolta studentesca. Un film censurato e contestato che come il libro presenta una gioventù goffa e tutto sommato conformista incapace di essere davvero diversa ed originale, vittima della logica del gruppo e del privato che diventa pubblico. Una sessualità noiosa, esibita, in qualche modo subita come un imperativo al pari della sessuofobia della generazione precedente. Il film non vola ma è imprescindibile per conoscere quel periodo di grande confusione che mette insieme cose diverse.

Un’enorme affluenza di visitatori ha caratterizzato la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che quest’anno, per la prima volta, si è tenuta nel nuovo centro congressi dell’Eur progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas. La manifestazione, che si è svolta a Roma dal 6 al 10 dicembre, traccia un bilancio molto positivo con le centomila presenze registrate

Il Concorso letterario “Una città che scrive” si arricchisce nella seconda edizione del 2018 di una sezione dedicata alla dislessia. L’idea è una coincidenza fortunata: la vittoria di un ragazzo dislessico che ha concorso. Da qui la convinzione che la scrittura sia terapeutica, come molte attività creative e possa giovare a chiunque di noi perché non esiste forse uno standard di normalità e i ragazzi dislessici e con altri problemi scolastici che sembrano insormontabili dimostrano grandi doti di creatività.

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