Iliade, Odissea, Eneide. Pensiamo alla letteratura, a queste opere che tutti noi abbiamo incrociato almeno una volta nella vita, a scuola. E al fatto che il primo genere con cui si misurarono i progenitori degli scrittori odierni sia stato l’epica. Storie di dei, di popoli. Storie di eroi. Il bisogno di un eroe da ammirare, da venerare, insomma, è vecchio quanto il mondo. Con il tempo, poi, gli eroi di invenzione non ci sono bastati più. E abbiamo cominciato a venerare quelli viventi. La lista sarebbe infinita: personaggi televisivi, popstar, calciatori, icone dello sport. Uno su tutti? Michael Schumacher, il sette volte campione del mondo di Formula 1 che oggi, dopo essere sopravvissuto ad anni di corse sulle auto più veloci della Terra, lotta tra la vita e la morte per colpa di un incidente sugli sci.

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