Contrasti cromatici che impongono dubbi irrisolti, irrisolvibili; meglio l'autore o l'interprete? Se parliamo di canzoni non saprei, è come premiare chi mette la cornice a un quadro e non chi l'ha plasmato, per questo tendo a non guardare Sanremo e tantomeno i vari talent che affollano il tubo catodico.

Terminato da poco il liceo, desideravo intraprendere in modo professionale una passione fino a quel momento solo accennata e amatoriale. Ero alle prime armi, avendo frequentato unicamente corsi di recitazione per ragazzi. Mi guardavo intorno un po’ spaesata, non capivo quale fosse la strada migliore da percorrere. Finché, all'improvviso, la mia attenzione venne totalmente assorbita da un seminario sul metodo di recitazione di Tadashi Suzuki, artista giapponese di fama mondiale. Era tenuto da Mattia Sebastiano Giorgetti, che successivamente mi avrebbe diretto in svariati spettacoli. Inizialmente non compresi la preziosità di ciò che si stava rivelando ai miei occhi, c'era solo la percezione che là dentro si nascondesse qualcosa di esplosivo: bastava trovare il coraggio di aprire quel baule e avrei imboccato la via del teatro, i segreti del palcoscenico dal punto di vista più pratico e insieme più estatico.

La forma del romanzo tradisce, in modo per altro rivelato dall’autrice alla fine, in un capitoletto storico, un’autobiografia che è altresì l’affresco di un’epoca. Il libro è infatti una metafora, la traversata del deserto, il passaggio, la sfida e non un semplice viaggio dove il deserto è uno spazio di solitudine, di sospensione della vita, allegoria della condizione esistenziale del migrante, colui che non è né da una parte né dall’altra. Non solo, il profugo, una volta giunta a destinazione, per lungo tempo spesso resta in una condizione di precarietà, di estraneità e di sospensione appunto tra due rive.

 

La traversata del deserto
di Marinette Pendola
Arkadia/narrativa
Euro 13,00

 

Leggi la recensione integrale sul Chiasmo del Mediterraneo.

Con l’occasione dell’arrivo del coreografo di origine italiana, Leonardo Montecchia, a Tunisi, lo abbiamo incontrato per conoscerlo. Insieme alla compagnia tunisina di danza di Selim Ben Safia - la cui voce sarà presto su questi spazi - presenterà il primo novembre lo spettacolo ''Hors-lits'', un concetto del tutto nuovo ed originale di concepire la danza contemporanea con l'obiettivo di promuovere la creatività tunisina e favorire gli scambi tra artisti della scena internazionale. Questo nuovo format prevede che gli spettatori partecipino all'evento spostandosi da una casa all'altra durante ogni performance: tre case distinte, tre atti, un solo pubblico ed ingresso gratuito. La conversazione si è svolta in francese perché Leonardo, malgrado la sua origine italiana, capisce la nostra lingua ma ha difficoltà a scriverla (la versione originale è disponibile sul blog Il Chiasmo del Mediterraneo). Su SaltinAria, in esclusiva, il testo in italiano.

Un romanzo e un affresco storico lungo mezzo secolo della vita di Tunisi, una ricostruzione minuziosa della topografia della città, dei luoghi, della vita quotidiana, di quel melting pot che era soprattutto e che forse non è più la Tunisia. Attraverso tre generazioni di donne, la storia di una famiglia e di una società in continua trasformazione, dal mondo aristocratico dei tempi del Bey fino agli anni neri della seconda Guerra mondiale e gli episodi di nazismo che hanno scosso profondamente la società locale dove la presenza ebraica era forte e storicizzata; quindi lo zenith della bella vita, come racconta l’autrice, negli Anni ’50, mentre cresce l’insofferenza per la presenza francese; fino all’Indipendenza, lo stesso anno in cui nella vicina Algeria comincia l’inferno della guerra con la Francia.

Fabrizio Corona? No grazia

Scritto da Lunedì, 18 Agosto 2014

Perché dovremmo essere clementi verso una persona che diceva cose come questa: "Chi osa sfidarmi non ha nessuna possibilità di uscirne illeso", "La mia vita è una sfida contro tutto e tutti e il vincitore sono sempre io", oppure "Io non soffro di manie di superiorità, io sono davvero superiore"?

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