Una galleria dal nome altisonante che traccia la linea di quel Novecento multiculturale della Tunisi d’antan, presenta la collezione della cosiddetta Scuola di Tunisi le cui propaggini arrivano fino ad oggi.

Inaugurata la nuova illuminazione del museo realizzata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape focalizzato sull’illuminazione dei dipinti e delle opere più che sugli ambienti. L’idea è di inserirsi in armonia con una casa museo, una dimensione storica non creata ad hoc come contenitore espositivo, favorire una fruizione ottimale dell’opera senza forzature e interpretazioni critiche, oltre che promuovere il risparmio energetico. Il nuovo approccio valorizza i dettagli con soluzioni che ricordano i lampadari tradizionali, in versione stilizzata.

Una raccolta di poesie apparsa nel 1934 e l’anno seguente presso José Corti, è una sorta di manifesto surrealista che rappresenta solo un lato della produzione di quello che viene considerato uno dei tre poeti francesi che hanno segnato il Novecento: René Char (insieme a Paul Eluard e Guillaume Apollinaire). In qualche modo è ad un tempo anche la presa di distanza dall’autore e dal Surrealismo.

“Ivanhoe” di Walter Scott

Scritto da Sabato, 15 Aprile 2017

Risuona la faretra, scintillano le lance e gli scudi, i condottieri altamente gridano.

Il ricordo con Massimo Belli

Non più di tre giorni fa ho incontrato a Tunisi Massimo Belli, attore e regista romano del quale è uscita la mia intervista su SaltinAria il giorno stesso. La nostra conversazione, come sempre, non ha potuto prescindere dal teatro e dal cinema e da quel ripiegamento asfittico che Massimo lamenta del mondo italiano di questi anni schiacciato sulle note del piccolo schermo. Il caso ha voluto, tragicamente, che proprio dal Belli abbia appreso della scomparsa di Memè Perlini, che non ho mai incontrato personalmente. Come spesso accade le persone si scoprono o si riscoprono quando vengono meno. In fondo la memoria è l’immortalità laica, il senso e il segno di quello che lasciamo.

Un libro delicato come la sua autrice, che guarda con tenerezza ai sentimenti delle piccole cose. Un lungo verso continuo che affonda nella memoria della casa e della terra, che sa di Toscana antica, di filastrocche, di atmosfere impalpabili eppure fatte di solidità.

Pagina 1 di 2
TOP