Mentre la vita corre, il secondo romanzo dell’autrice, è la storia di un amore maturo fatto di sfumature

Uscito il 10 marzo, il giorno prima del confinamento definitivo, per Sperling&Kupfer, Mentre la vita corre è il secondo romanzo di Beatrice Mariani che abbiamo incontrato al telefono per farci raccontare la sua voglia di raccontare storie d’amore con un linguaggio semplice, l’impianto proprio di una sceneggiatura e il desiderio di farsi stupire dalla quotidianità. “Scrivere, per l’autrice, resta un modo per vivere altre vite e per sperimentarsi”, non tanto per raccontarsi.

Alessandro Bini, fiorentino, autore di storie e scrittore ironico di testi cominci per il teatro è uscito in libreria con I Fracassati, romanzo edito da Mauro Pagliai Editore, un quadro senza sconti di un quartiere fiorentino, quello del Mercato Centrale, che conosce molto bene. Un intreccio di storie che si coagulano intorno al bar, vite minute, con gioie e affanni quotidiani, che riflettono però il mondo delle relazioni al tempo di Internet e soprattutto dei sociale e di un mondo mediatizzato, vero bersaglio di Alessandro. Il punto di vista è quello delle relazioni, non solo sentimentali e familiari ma anche lavorative, in un divenire precario e spesso inconsistente. Il romanzo, quasi un reportage, non sviluppa tesi, come se il narratore non ci fosse o meglio lo si scorge nei personaggi, nella voce che racconta, quasi mai realmente esterna, senza diventare un occhio giudicante. La critica però c’è, sottile tra le righe, e prende di mira l’incapacità di saper usare il proprio strumento migliore per vivere, secondo Bini, la ragione, delegando l’autocoscienza. Una lingua parlata che sorge spontanea come un flusso di coscienza, nutrendosi di quello che ascolta, una lingua spontanea, che sembra senza rilettura. Certamente più spontanea di quella studiata ad effetto dei messaggi che sembra diretta ma non lo è.

“Tu m’uccidi, o crudele!” di Giovanni Calvino vince come miglior corto al Gran Galà del cinema e della fiction che si è svolto di recente a Castellammare di Stabia in collaborazione con Film Commission Regione Campania.

Lunedì 14 maggio 2018 – alle ore 18,00 - LAZIO INNOVA S.P.A e NOMA WORLD A.P.S. hanno presentato NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA, film documentario di Alessandra Laganà e Tommaso Marletta, Vincitore del premio di riconoscimento per il valore umanitario dell’opera all’Accolade Global Film Competition 2017 – (CA) USA. Dall’esperienza personale dell’autrice, nasce un film documentario sul rapporto tra Arte e Malattia. E’ una testimonianza sincera che affronta, senza velo e con l’immediatezza della voce narrante della protagonista, sempre in cammino, il tema delicato della prevenzione oncologica del tumore al seno. Un viaggio straordinario per ritrovarsi, per riscoprire l’essenza, per rigettare il superfluo. L’idea progettuale è di un abbraccio emotivo per trasformare il proprio vissuto in una condivisione sociale. Al centro la musica e il suo valore catartico, il suo potere creativo, passione riscoperta e vera vocazione che Alessandra scopre proprio con la malattia, linguaggio comune con il compagno, ingegnere del suono. Dalla musica nasce il film e la possibilità di salvarsi, con la musica termina per rilanciare un progetto di cura attraverso le note.

1 febbraio – 3 giugno 2018

Il Mudec conferma la propria originalità e la vocazione a cercare aspetti non detti anche per i più consumati fruitori di mostre con “Frida. Oltre il Mito”, in programma dal 1 febbraio al 3 giugno 2018, con oltre 200 opere tra dipinti, fotografia e disegni. In questa mostra che è la mostra che tutti si aspettavano dall’apertura del museo, l’attenzione a Frida al di là del personaggio mondano e della curiosità, talora morbosa, sulla sua biografia sentimentale e del dolore: al centro la complessità dell’artista, la prima donna della storia dell’arte che ha fatto del proprio corpo un manifesto. Nell’attenzione alla sua arte una rilevanza centrale è assunta dal recupero del mondo precolombiano del quale fu collezionista e in questo influenzata dal pittore, compagno e marito a più riprese della sua vita, Diego Ribera: non solo curiosità archeologica quanto riflessione e rinnovamento estetico. Mudec ha tra l’altro una collezione permanente di questo tipo di arte.

Una storia singolare di una vocazione precoce messa da parte e riscoperta, in mostra Conversano a Lector in fabula. Conversazione con un genovese, informatico, che dopo una carriera in banca ha scelto di seguire “il fatto del giorno” disegnandolo. Dall’ispirazione di Iacovitti ad una ricerca personale e la voglia di condividerla con i giovani.

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