La ricchissima rassegna Le vie dei Festival, diretta da Natalia Di Iorio, ritorna con la sua XXIV edizione dal 23 settembre al 22 ottobre al Teatro Vascello, al Teatro Tordinona, al Cinema Greenwich e a Ostia, al Teatro del Lido; il festival è realizzato dall’Associazione Cadmo con il contributo dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio e del Mibact, mentre quest’anno, per la prima volta, viene a mancare il sostegno del Comune di Roma.

Dal 19 al 23 aprile è andato in scena al Teatro India lo spettacolo Un quaderno per l’inverno, scritto da Armando Pirozzi e interpretato da Alberto Astorri e Luca Zacchini. La regia è curata da Massimiliano Civica, le scene da Luca Baldini e i costumi da Daniela Salernitano.

"Altamente volatile" è una favola nera che racconta a ritmo di commedia la caccia spietata e paradossale ad un capro espiatorio, anarchico e epicureo, colpevole solo di voler godersi la vita, da parte di una umanità sempre meno umana. In dieci brevi quadri il racconto attraversa le buffe e amareggiate esistenze di una trentina di personaggi, distanti nel tempo e nello spazio, disposti a tutto pur di restare avvinghiati al loro sogno di vita. E finendo inevitabilmente per odiare chi di un sogno di vita non sa che farsene.

Lunedì 16 febbraio debutta al Teatro Studio “Eleonora Duse”, ALTAMENTE VOLATILE, saggio del III anno del Corso di Recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, diretto da Massimiliano Civica.

Massimiliano Civica

Dopo aver diretto allestimenti shakespeariani di assoluto pregio e sfavillante originalità, come “Il mercante di Venezia” che gli valse il Premio Ubu per la miglior regia nel 2008 o il magistrale “Un sogno nella notte dell’ estate” prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria, Massimiliano Civica in “Soprattutto l’anguria” restituisce vividamente sul palcoscenico un testo inedito del drammaturgo contemporaneo italiano Armando Pirozzi. Attraverso un incedere monologante a tratti surreale e cinicamente stravagante, ci addentriamo tra le intricate pieghe del conflittuale rapporto tra due fratelli - magnificamente portati in scena da Diego Sepe e Luca Zacchini - segnato dalle ferite laceranti del passato e da un presente di distanza e assordante silenzio.

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