Antichissimo presente con tre registi al debutto al Teatro Greco: Davide Livermore, Muriel Mayette-Holtz e Tullio Solenghi. In scena Laura Marinoni, Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi: tre prime donne molto amate a Siracusa. “Donne e guerra”, questo il tema di attualità scelto per questa edizione con la volontà di ribadire la classicità alias l’universalità della tragedia greca. La stagione gioca sui confini fra tragedia e commedia come rappresentazione della vita e va oltre la rappresentazione delle tragedie per costruire un percorso.

Domenica, 02 Dicembre 2018 18:04

Le Rane - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 27 novembre al 9 dicembre. Dopo lo straordinario successo dello scorso anno al Teatro Greco di Siracusa, tornano “Le Rane” di Aristofane con Ficarra e Picone, in una nuova edizione pensata per i teatri all’italiana. Riuscire a far ridere con un testo di 2500 anni fa, questa è la missione dei due celebri comici: ci riusciranno?

La Compagnia Castalia, in occasione del 25° anniversario dalla sua nascita, porta in scena un altro grande capolavoro della commedia classica: “Le donne al Parlamento”, di Aristofane, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro. Ne "Le donne al Parlamento", Aristofane affronta temi di grande attualità: la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale. Quando la commedia va in scena ad Atene, nel 393 a. C., la città, sfiancata da 40 anni di guerra, è allo sbando materiale e spirituale. In questa situazione, l'autore immagina che le donne, stanche dell'inettitudine degli uomini, attuino un “colpo di stato” e assumano il potere. Una volta al governo, decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia. Tutti attingeranno in parti uguali al patrimonio collettivo, amministrato dalle donne, che avranno in comune tutti gli uomini e potranno fare figli con chiunque. Ma l’utopia protofemminista dell’eroina Prassagora, non potrà realizzarsi e, in un'esplosione di contraddizioni e comicità, il grande sogno si trasforma in un incubo grottesco.

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