Carrozzerie | n.o.t. continua la sua attività di supporto e valorizzazione di progetti creativi e profondamente innovativi sui sentieri del teatro contemporaneo, della danza e delle arti performative, con la direzione artistica di Francesco Montagna e Maura Teofili (candidata quest’anno al Premio Ubu come migliore curatore o organizzatore). Dal 29 novembre al 1 dicembre è stato qui presentato il primo atto del nuovo lavoro del regista Dante Antonelli, “Works of Worship | 4 Atti di Adorazione”, con il gruppo W.O.W., composto dai talentuosi e giovanissimi Claudio Larena, Giovanni Onorato, Arianna Pozzoli e Pietro Turano.

Dopo il successo ottenuto al Roma Fringe Festival 2015 e la vittoria di tre premi come Miglior Spettacolo, Miglior Drammaturgia e Miglior Attrice Protagonista ex aequo alle tre interpreti Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli, è tornato in scena a Roma, dal 26 al 28 novembre alle Carrozzerie | n.o.t., Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab, il primo capitolo della trilogia ispirata al lavoro del drammaturgo austriaco, con la regia di Dante Antonelli.

Dante Antonelli in pochi mesi ha saputo conquistare l'attenzione di pubblico e critica con il suo teatro onesto, provocatorio, audace ed ironico. Il giovane regista romano, con il suo progetto "Fäk Fek Fik - Le Tre Giovani", riscrittura del primo capitolo dei "Drammi Fecali" di Werner Schwab da lui concepita assieme alle tre interpreti protagoniste - Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli -, si è aggiudicato i premi per la miglior drammaturgia, per la migliore interpretazione alle tre attrici e come miglior spettacolo al Roma Fringe Festival 2015. Mentre procede lo studio sul secondo testo della tetralogia dei "Drammi Fecali", "Sovrappeso, insignificante: informe", che approderà sul palcoscenico all'inizio del prossimo anno, Antonelli tornerà in scena con "Fäk Fek Fik" a Roma a fine novembre, il 26, 27 e 28, presso Carrozzerie | n.o.t. e a Milano a febbraio nell'ambito di Apache, linea di teatro contemporaneo giunta alla sua terza stagione al Teatro Litta, ora Manifatture Teatrali Milanesi. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione del teatro ed il suo peculiare modo di concepire la creazione artistica, oltre che naturalmente per scoprire qualche dettaglio dei suoi numerosi progetti in cantiere.

Si è chiusa ieri, con una serata all'insegna della ricercata ed emozionante arte teatrale e della più sincera ed entusiatica condivisione, la quarta edizione del Roma Fringe Festival. 37 giorni di teatro, 82 spettacoli in concorso, 14 eventi speciali, 5 ospiti internazionali: questo è stato il Roma Fringe Festival 2015 che, nei giardini di Castel Sant’Angelo, dal 30 maggio al 5 luglio, ha portato oltre 500 artisti italiani, europei e americani per un totale di oltre 330 repliche.

Dopo 5 settimane di spettacolo tra Teatro, Danza, Performance, Comedy e Installazioni, il 5 luglio nei giardini di Castel Sant’Angelo si svolgerà la finale del Roma Fringe Festival 2015.

Terza settimana di Roma Fringe Festival, siamo ormai entrati nel vivo della competizione e si è alla ricerca del terzo finalista, impresa non facile vista l’ottima qualità degli spettacoli in scena in questi sette giorni sui tre palchi dei Giardini di Castel Sant’Angelo. Ci soffermiamo a parlare del lavoro di Dante Antonelli "Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab", interessante esempio di drammaturgia contemporanea che si fonde con il corpo e la voce di tre giovani attrici e con la musica elettronica di Samovar. L'opera dopo aver debuttato al Teatro Sala Uno di Roma all’inizio dell’anno approda ora in concorso al Fringe.

Con l’apertura del mercato dei popoli ed etnico e delle aree enogastronomiche, il Roma Fringe Festival entra nel vivo della sua programmazione con una nuova settimana di spettacoli ed eventi. Tra grandi eventi a ingresso gratuito, dopo Johnny Palomba e le sue #Recinzioni il 13 giugno, al Roma Fringe Festival il 20 giugno arriva un’imperdibile “Allegro Teatrale - Valerio Aprea legge Francesco Piccolo” con l’accompagnamento di Alessandro Chimienti alla chitarra: una serie di racconti intelligenti ed esilaranti scritti dal Premio Strega e sceneggiatore pluripremiato al David di Donatello e narrati con lo stile inconfondibile di uno dei protagonisti di Boris e Smetto quando voglio.

Venerdì, 26 Dicembre 2014 18:06

Un uomo è un uomo - Teatro Trastevere (Roma)

La Compagnia Marabutti - giovane nucleo teatrale composto da Lorenzo De Liberato, autore e regista, e dagli attori Fabrizio Milano e Stefano Patti - porta in scena al Teatro Trastevere "Un uomo è un uomo", opera firmata nel 1925 da Bertolt Brecht. Una armonica e trascinante commistione di prosa, versi e brani musicali interpretati dal vivo rappresenta l'efficace strumento capace di indurre ad un'autentica riflessione sulla radicale spersonalizzazione dell'individuo, sull'annientamento della sua identità esercitato da un potere cinico e massificante, totalmente sordo alle più basilari esigenze umane. Dinamiche esistenziali devastanti che dall'epoca dell'imperialismo coloniale ritratta nella pièce allungano la propria ombra venefica sino all'attualità sociale ed economica, in cui ciascuno di noi è sempre più ridotto a mero numero seriale, matricola o pedina di un affannoso quanto inutilmente inarrestabile inseguimento del profitto.

Sarà in scena al Teatro Trastevere dal 18 al 21 dicembre la fredda e cinica fotografia dell’imperialismo coloniale di "Un uomo è un uomo" di Bertolt Brecht, nell'adattamento proposto dai Marabutti, giovane compagnia teatrale composta da Lorenzo De Liberato, autore e regista, e dagli attori Fabrizio Milano e Stefano Patti.

Così fan tutteDal 13 al 21 giugno. Un connubio particolarmente riuscito quello tra le sublimi note della più celebre opera buffa di Wolfgang Amadeus Mozart, la regia ricercata ed arguta di Gabriele Lavia e lo straripante entusiasmo, sorretto da innegabile talento e desiderio di mettersi in gioco senza titubanze, dei giovanissimi attori del II e III anno della Q-Academy, la Nuova Accademia Internazionale d'Arte Drammatica diretta da Alvaro Piccardi. Nella deliziosa cornice tardo-liberty del Teatro Quirinetta, divampano gli equivoci amorosi e l'intrigante scommessa volta a smascherare la presunta, incoercibile infedeltà del gentil sesso, ossia gli ingredienti che da oltre due secoli conquistano gli spettatori di "Così fan tutte". Il tutto declinato in una versione recitativa assolutamente moderna e godibile, asciugata nella lunghezza e nei ghirigori rococò e contrappuntata da un irresistibile coro di trenta pulcinella e pulcinelle, irriverenti e sagaci come si conviene alla maschera simbolo per eccellenza della commedia dell'arte partenopea.

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