Con un cast parzialmente diverso da quello d'esordio, "Prima di andar via" di Filippo Gili, con lo stesso autore, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aurora Peres e Silvia Benvenuto diretti da Francesco Frangipane, approda anche al Teatro dell'Orologio dal 25 al 28 febbraio a concludere la "Trilogia di mezzanotte" (presentata, per l'occasione, in senso inverso).

Dal 19 al 21 febbraio. "Dall’alto di una fredda torre" è probabilmente il testo più maturo di Filippo Gili, portato in scena con la regia di Francesco Frangipane, secondo episodio della "Trilogia di Mezzanotte" attualmente in programma al Teatro dell’Orologio di Roma. Gili torna sull’intreccio tra vita e morte, sul gioco del destino, partecipando al dramma etico e psicologico dei personaggi con una singolare capacità di astrazione da ogni giudizio morale. Un testo crudele, più armonico dei precedenti, dove la dinamica della vita è dramma nel senso etimologico, azione, dell’anima prima che dei comportamenti, tragedia per lo più con accenti da commedia. A tratti magistrale l’interpretazione degli attori, con una spontaneità studiata che non si ha neppure nella vita reale.

Dal 19 gennaio al 14 febbraio. Nell’ambito dei percorsi monografici della stagione Cambiamento Reale del Teatro dell’Orologio va in scena la Trilogia di Mezzanotte, composta dai tre spettacoli scritti da Filippo Gili e diretti da Francesco Frangipane. Come in un viaggio a ritroso attraverso il lavoro di Gili e Frangipane, che hanno così iniziato nel 2011 il loro sodalizio artistico, la trilogia si apre con il nuovo e ultimo capitolo, che debutta in prima nazionale: L’ora accanto.

Attraversamenti Multipli è un festival creato da Margine Operativo quindici anni fa e attualmente in corso, fino all'11 ottobre. Per sua definizione è un progetto artistico multidisciplinare che ama muoversi fra le vie del Pigneto e del Quadraro e “nelle zone di prossimità tra arte e vita”. Alla vita, quella reale della cronaca e dei processi, quest'anno i creatori del Festival hanno voluto concedere uno spazio particolare sulle tavole del palcoscenico del Centrale Preneste. Il 4 ottobre è stato presentato Presunta morte naturale - un dramma pubblico, lavoro che persegue l'intento di Margine operativo di indagare i temi del presente attraverso il teatro. Si porta in scena la storia di Stefano Cucchi, o meglio, come in un vero processo alla realtà, si portano in scena le testimonianze di chi quel dramma l'ha vissuto.

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