Il Teatro Eliseo si accinge a spegnere le sue prime cento candeline ma lo sguardo certamente non è solo rivolto ad una nostalgica rievocazione del passato: inesauribile energia creativa e linfa vitale pervadono la nuova stagione dello storico teatro di via Nazionale con una calibratissima miscela di prosa tradizionale e drammaturgia contemporanea, una grande attenzione dedicata ai migliori artisti emergenti ed uno sguardo rivolto alla cultura in tutte le sue declinazioni - scienza, letteratura, poesia, arte, musica, cinema, cucina - ed attento a tutte le generazioni. Alcuni dei protagonisti in arrivo sui palcoscenici di Eliseo e Piccolo Eliseo? Il padrone di casa Luca Barbareschi, Gabriele Lavia, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Michele Riondino, Giorgio Tirabassi, Lello Arena, Carrozzeria Orfeo, Ficarra e Picone, Licia Maglietta, Eros Pagni e tanti altri… scopriamo i dettagli di una stagione 2018/2019 da non perdere, attraverso le parole del direttore artistico Luca Barbareschi.

La presentazione della nuova stagione teatrale Argot Studio 2016/2017, dal titolo evocativo, “La felicità è una cosa semplice”, testo originale con il quale si è aperta la conferenza stampa, racconta lo stile di questo spazio, una residenza e laboratorio per chi vi lavora come hanno sottolineato Tiziano Panici e Francesco Frangipane, direttori artistici Argot Studio. Nello spirito del teatro un’ampia offerta formativa e di laboratori e una stagione teatrale articolata tra classici riscritti, “classici contemporanei” di “lunga durata”, e programmazioni per un fine settimana per compagnie giovani o nuove nel panorama romano.

Dalla parte della parola, arguzia, moti surreali, un’ironia per certi versi strampalata, testo che si affida questa volta a gesti, sguardi, smorfie, a bisbiglii che ne cambiano il senso. Un Gili singolarmente umoristico che però nella trama conserva tutto il gusto dello scavo, nell’assurdità della vita di cui nemmeno gli angeli conosco il senso.

Domenica, 07 Febbraio 2016 13:56

Leo - Teatro Argentina (Roma)

Dal 25 gennaio al 20 febbraio al Teatro Argentina si parte alla scoperta del Genio di un bambino che il mondo conoscerà come Leonardo da Vinci, "Leo", da un’idea di Alberto Nucci Angeli e Lorenzo Terranera, per la regia di Francesco Frangipane. Un gioco teatrale sull’essere bambino più che per i bambini, sul bisogno e la straordinarietà di coltivare il sogno, l’infanciullimento non come regressione ma come conquista. Uno spettacolo sulla fragilità di Leonardo e non sul suo genio, con una messa in scena fiabesca tra incanto ed inquietudine, marchingegni e sorprese. Un testo denso di grandi emozioni.

Domenica, 17 Gennaio 2016 20:59

Angeli - Teatro Argot Studio (Roma)

Debutta in prima assoluta al Teatro Argot Studio di Roma, dal 12 al 24 gennaio, "Angeli", spettacolo scritto e diretto da Filippo Gili; in scena Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace, un progetto firmato Uffici Teatrali e prodotto da Argot Produzioni. Mercoledì 20 gennaio alle ore 19.00 nel foyer del teatro il consueto appuntamento con l’autore e l’aperitivo offerto da Banana Trash (cucina fusion nippo-brasiliana).

Venerdì, 23 Ottobre 2015 17:50

Il Misantropo - Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Dal 15 al 18 e dal 22 al 24 ottobre. Francesco Frangipane propone una sua rivisitazione de “Il Misantropo” di Molière, testo attualissimo, in quanto indaga le intramontabili fragilità della comunità umana. “Un palcoscenico vivente in cui tutti i personaggi esibiscono i propri esperimenti riusciti, trucchi smascherati e acrobazie maldestre proprie dell'arte del vivere sociale. Una meravigliosa occasione per raccontare la società in cui viviamo e per mettere in mostra vizi e virtù dell’uomo attraverso le mille pieghe dell’animo umano.”

Il Teatro Argot Studio è pronto ad accogliere il suo pubblico per la nuova stagione teatrale 2015/2016: Il Folle Volo Continua… Una presentazione originale alla stampa della nuova stagione articolata tra spettacoli di “lunga durata” e progetti, rassegne e laboratori, unendo il classico e soprattutto la rilettura e riscrittura di testi noti a novità in prima nazionale. Presentazione all’ insegna dello spettacolo con le musiche del Maestro Paolo Vivaldi, caratterizzate da note struggenti e di grande raffinatezza.

Uno spettacolo di indubbia qualità ha aperto mercoledì 15 luglio la XXII edizione della storica rassegna teatrale dell’Estate Romana “I Solisti del Teatro”, ospitata come sempre dai meravigliosi giardini dell’Accademia Filarmonica Romana. Liberamente ispirato alle memorie di Misia Sert, il monologo interpretato da Lucrezia Lante della Rovere è tratto da confidenze, messaggi e lettere di Proust, Stravinsky, Diaghilev, Debussy, Tolouse Lautrec, Ravel, Picasso su Marie Sophie Olga Zenaide Godebska (in arte semplicemente Misia), la regina dei salotti parigini del XVIII secolo.

Domenica, 26 Aprile 2015 17:14

Amleto - Teatro Comunale Ridotto (L'Aquila)

Una riscrittura prima che una rilettura, asciugata, depurata, spogliata di ogni ornamento che rischi il decorativismo. Filippo Gili si concentra sulla parola e gioca tutte le componenti dello spettacolo, assottigliandole ma affilandole allo stesso tempo, per tagliare la ridondanza. Il suo Amleto non è attualizzato; è attuale perché coglie l’universale e lo spettacolo scuote perché ha una forza interiore che non ha bisogno di vestirsi di potenza. La mano della regia, senza schiacciare l’interpretazione, guida e disegna la trama, plasma gli interpreti e si vede. Si riconosce senza tentennamenti. Ne esce un lavoro armonico con una parola molto lavorata, ruminata dagli attori, che alla fine convincono perché sono convinti. Hanno interiorizzato il messaggio e lo vivono nell’azione non frontale. Il pubblico è immerso nello spettacolo che si muove con continuità tra platea e palcoscenico, senza semplici incursioni, né ammiccamenti, e neppure strattonando lo spettatore.

Con l’occasione del debutto dell’"Amleto” a Montalto di Castro, nel teatro che fa parte del circuito dei teatri regionali, abbiamo incontrato nuovamente il regista Filippo Gili per un viaggio dietro le quinte e nei laboratori di un artista. «E’ un progetto che nasce con Daniele Pecci. Quando Daniele mi ha chiesto se volevo curare la regia di un Amleto con lui protagonista, è stato come ritrovarsi un ombrello sotto la pioggia. Era quello che attendevo. Ed è quello che abbiamo cercato di fare. Mettere un ombrello sotto le infinite chance di una lettura di un testo infinito. Un ombrello che copra una sola parte di mondo, il palcoscenico della rappresentazione, ma spoglio di letture forzate, unicamente teso al gioco di analizzare perché, all’alba del ‘600, nacque un uomo che vide il mondo uscire dai suoi binari.»

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