“Ci sentiamo di dire che vogliamo stare con il pubblico, e non, viceversa, chiedere al pubblico di stare con noi. Invertire la direzione è importante, ci responsabilizza ancora di più, e ci induce a voler essere sempre vicini al nostro pubblico nei gusti, nelle tematiche, nelle idee. Perché noi siamo quelli diversi da tutti”. La stagione 2017/2018 di MTM Manifatture Teatrali Milanesi è “con te”: 3 teatri, 46 titoli, 270 repliche, 10 produzioni MTM, 11 prime nazionali, 3 progetti speciali.

“Ballano, cantano, senti che brivido…questa è la vita fantastica di St. Tropez” cantava Peppino Di Capri facendo sognare intere generazioni sulle estati da brivido nella magnifica cornice del mare francese. Erano anni in cui la vita era dolce, la ricca borghesia in ascesa dava sfoggio dei simboli del proprio benessere: macchine sportive, case confortevoli, lunghe vacanze nelle spiagge più eleganti, abiti di classe, gite a Cannes, domestici in casa, puntate al casinò. L’esistenza scorreva placida, senza preoccuparsi di politica e di denaro, tra una vacanza al mare e l’altra i mariti facevano affari e le donne si occupavano della casa e dell’educazione dei figli. In mezzo ad un mare di tradimenti, scappatelle e piccole infelicità coniugali. In questa cornice si svolge la vicenda di Suzanna Andler, nata dalla penna di Marguerite Duras, nella traduzione di Natalia Ginzburg, messa in scena al Teatro Litta di Milano dal regista Antonio Syxty. Ne sono protagonisti Caterina Bajetta, Guglielmo Menconi, Elisabetta Scarano, Pietro De Pascalis, Maurizio Salvalalio e Gaetano Callegaro.

Il Teatro Litta ha ospitato dal 9 al 19 marzo in prima nazionale uno spettacolo diretto da Antonio Syxty e tratto dal poema di un suo vecchio amico, Nanni Balestrini, intitolato “Blackout”. Avevo creduto di scovarvi una parte attuale invece lo spettacolo è essenzialmente un inno al passato, curioso e appassionante ma forse eccessivamente retorico. Ci si chiede se ‘lo spirito del ’68 sia tornato’ e questa dozzina di giovani, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, tenta di rispondere. Il regista li ha scelti su internet tra centinaia di candidati per poi sottoporli a dei provini; sconosciuti, sorridenti, entusiasti, hanno dato colore e allegria allo spettacolo, il cui testo però appare poco convincente e troppo ancorato ad una celebrazione enfatica del passato.

Mercoledì, 06 Luglio 2016 20:14

Identikit di Antonio Syxty

Un po' Duchamp e un po' Oscar Wilde, e non si sa bene chi tra i due sommi artisti gli sia maggiormente affine. Certamente c'è in Antonio Syxty il gusto dada della meditazione, provocatoria e spiazzante, sui confini labilissimi tra vero e falso, tra autentico e posticcio. I baffi della Gioconda erano senz'altro posticci, ma siamo poi così sicuri che la “vera” Monna Lisa sia quella leonardesca priva di peluria sul viso? Sicuramente Antonio questa sicurezza non l'ha mai avuta, e la bellezza dei suoi spettacoli dipende anche - forse soprattutto - dalla certezza che a questo mondo non vi è nulla di certo. “Penso dunque sono”, diceva Cartesio con una certa sicumera, e Syxty pronto gli ribatte: “Penso, ma può essere pure che non sono”. Poi c'è Oscar Wilde, e il suo celebre aforisma “o si è un'opera d'arte o la si indossa”. Antonio Syxty, co-direttore artistico del Teatro Litta, nell'indecisione imbocca entrambe le vie: è un'opera d'arte vivente, ma allo stesso tempo l'opera d'arte la indossa sulla propria pelle. E non c'è pericolo che questi complimenti possano incrementare la sua vanità, perché lui è sempre stato la vanità fatta a persona, con tutto ciò che di buono (nel suo caso) comporta l'indugiare nelle bibliche vanità delle vanità.

Manifatture Teatrali Milanesi presenta al Teatro Litta di Milano, sino al 6 marzo, in prima nazionale, “L'amica degli uomini importanti (Vinzenz)”, di Robert Musil. Scritta nel 1923, è l'unica commedia teatrale dello scrittore austriaco esiliato in Svizzera dopo l'annessione dell'Austria; in essa si delinea, tra gli altri, il tema di “L'uomo senza qualità”. L'adattamento e la regia sono di Antonio Syxty che torna a lavorare su un testo di Musil dopo che nel 1996 aveva presentato, in versione integrale, l'altro suo testo teatrale, il dramma “Die Schwärmer” (I fanatici) del 1921.

Domenica, 08 Febbraio 2015 14:10

Il Gabbiano - Teatro Litta (Milano)

Sino al 22 febbraio al Teatro Litta di Milano va in scena, in prima nazionale, un classico della letteratura russa: “Il Gabbiano” di Cechov. Fu scritto nel 1895, e la sua prima rappresentazione fu, a dispetto della sua odierna notorietà, un totale insuccesso: sembrava sconclusionato e sospeso a mezz'aria. Stanislavskij, con il suo nuovo modo semplice e vero di fare teatro, ma fortemente radicato nell'animo dell'attore, ne fece qualche anno più tardi un successo, presentandolo al “Teatro dell'Arte”. Antonio Syxty lo presenta su una scena sobria, che resta immutata per tutto lo spettacolo.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Martedì, 18 Novembre 2014 20:07

Sogno (ma forse no) - Teatro Litta (Milano)

C'è una “gola profonda” che ha rivelato al sottoscritto una notizia di quelle che scottano: stando a ciò che riferisce questa fonte riservatissima - di cui mai e poi mai rivelerò l'identità - Antonio Syxty non andrebbe pazzo per Pirandello. Come mai, Antonio? Eppure don Luigi da Girgenti, puoi starne certo, avrebbe apprezzato molto tutta la tua produzione artistica, nelle varie fasi in cui si è dipanata fino ad oggi. Avrebbe gradito anche il tuo allestimento di Sogno (ma forse no): potesse lui esser presente in sala come tutti noi alle repliche al Litta, rimarrebbe positivamente turbato da quell'atmosfera misteriosa e inafferrabile che hai saputo con maestria restituire sul palcoscenico. Proverebbe forse - di fronte alle suggestioni cinematografiche che hai introdotto, pur nella sostanziale continuità col testo originale - quella «sensazione strana», quell' «eccitamento del sangue per tutte le vene» di cui il futuro Nobel parlava ai familiari in una lettera del 1887.

Del doman, come è noto, non v'è certezza. Però almeno una sicurezza l'abbiamo: il Litta, anche nella prossima stagione, continuerà come sua abitudine a proporre un cartellone che dispensa dubbi e non convinzioni, enigmi e non risoluzioni, labirinti intricati e non linee rette. Confidenze troppo intime, ultimo titolo della stagione 2013-14, è una summa del Litta-pensiero. Si racconta di incontri casuali o forse non casuali, di relazioni sentimentali che hanno molto di cerebrale e poco di carnale, di psicanalisti un po' matti e addirittura - questa è la cosa che colpisce più di tutte - di consulenti fiscali che hanno un cuore. Non si può pretendere, pover'uomini, che sappiano gestire le faccende d'amore come i bilanci delle aziende però se non altro, come diceva quel film di qualche anno fa, “anche i commercialisti hanno un'anima”.

Domenica, 22 Dicembre 2013 18:13

Sinceramente bugiardi - Teatro Litta (Milano)

Dal 10 al 31 dicembre e dal 7 al 10 gennaio. Gruppo di famiglie in un interno. Borghese, ammobiliato, patinato. Ma qualcosa scricchiola, e questo scricchiolio è il motore di una vicenda che tiene incollati alla poltrona per due ore. Una coppia annoiata dalla routine incrocia una coppietta di freschi fidanzatini. Voilà, la commedia degli equivoci è servita. Sinceramente bugiardi è un titolo che è tutto un programma: un ossimoro che in fondo è la sintesi della vita di ognuno di noi. I drammaturghi italiani hanno tanto da insegnare all’estero, ma di fronte all’asciuttezza stilistica degli inglesi bisogna sedersi e prendere appunti. L’ironia graffiante ma delicata; la capacità di affondare il coltello, ma con fair play; Il rigore, la misura, l’eleganza dell’intelligenza: questa è la marcia in più del teatro made in England.

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