Alla scoperta della ricchissima stagione 2014/2015 del Teatro Argentina, in un magistrale equilibrio tra tradizione e innovazione. Ecco tutti gli spettacoli in cartellone.

Il punto interrogativo che campeggia nel titolo di questo articolo non rappresenta uno spaurito refuso o il frutto della prima cocente calura di una stagione estiva che non cessa di farsi desiderare. Lo definirei piuttosto un segno dei tempi. Quelli in cui la politica culturale di una città si articola con fulminei bandi a dir poco bizzarri, postille, ricorsi e lotte intestine. Quelli in cui una rassegna storica e dall'indubitabile valore artistico come il "Garofano Verde", giunta alla ventunesima edizione, sembra condannata all'oblio dettato dalla crisi economica e soprattutto dall'ottusa cecità degli operatori culturali; invece di sostenere, promuovere e valorizzare gli strenui sforzi degli organizzatori di una rassegna che non solo ha ospitato nell'intima cornice del Teatro Belli alcuni degli artisti che hanno contribuito a definire la drammaturgia e l'arte attoriale italiana con maggior vigore negli ultimi due decenni (un elenco inevitabilmente lacunoso include ricci/forte, Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, Andrea Baracco, Valter Malosti, Massimo Verdastro, Luciano Melchionna, Maria Paiato, Valentino Villa e Giovanni Franci) ma ha anche instancabilmente propugnato ideali di uguaglianza, partecipazione e integrazione sociale, l' inestimabile ricchezza di questo patrimonio viene dimenticata a cuor leggero e tutto sprofonda nel silenzio. Così nella speranza di un, tardivo, rigurgito di assennatezza da parte delle istituzioni rivolgiamo lo sguardo a quella che avrebbe dovuto essere una mera anteprima della rassegna, ospitata sul prestigioso palcoscenico del Teatro Argentina, e che ha visto protagonisti Pippo Delbono, con uno studio tratto da "La notte poco prima della foresta" di Bernard-Marie Koltès, e Antonio Latella, con la mise en espace del testo di Federico Bellini "Caro George", magistralmente interpretato da Giovanni Franzoni.

L'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" ha affidato quest'anno il saggio del III anno del Corso di Recitazione a stabilemobile la compagnia di Antonio Latella. Antonio Latella metterà in scena Faust con i giovani allievi dell'Accademia; un FAUST DIESIS che risuona già alterato nella musicalità del titolo. Il saggio sarà articolato in due parti, METRONOMO + DIAPASON, due spettacoli visibili singolarmente a partire dal 27 Giugno presso il Teatro Studio E. Duse in Via Vittoria a Roma o insieme il 5 e il 6 Luglio nella formula maratona, ben nota al pubblico di Antonio Latella.

Pirrotta - Lo CascioNel presentare la Stagione 2014/2015 del Teatro Storchi si conferma la linea di lavoro e di ricerca ormai da anni consolidata dallo Stabile modenese che riconosce nel teatro un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano. È seguendo questo percorso che si delinea un cartellone in cui ancora una volta tradizione e contemporaneità si intrecciano, nel segno di uno stabile regionale che rafforza il suo ruolo di innovazione ma che continua a guardare al suo passato.

Il fronte dell’ antiomofobia sta guadagnando in visibilità, sta combattendo violenze e pregiudizi, sta lottando per diritti civili, sta a volte registrando lo scandalo di alcuni arretramenti ma per fortuna sta anche conquistando legittimità, integrazioni e sempre nuovi spazi di cultura. Ne è una testimonianza oggettivamente felice il sostegno pubblico che a Roma, per impegno prestato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica della Capitale, una manifestazione di teatro legata alla drammaturgia LGBT riceve ormai da ben ventun anni, facendo leva su un insediamento operativo al teatro Belli, con un’estensione di credito, di immagine e di location che dal 2013 giunge istituzionalmente e parallelamente anche dallo Stabile cittadino. Accade infatti che dopo la serata unica ospitata e condivisa dal Teatro di Roma nel giugno dello scorso anno al teatro Argentina, col battesimo di Still Life di ricci/forte, lo stesso direttore artistico di allora, Gabriele Lavia, volle riconfermare una joint venture con la storica rassegna fondata su scenari di teatro omosessuale, riservando in questo fine di stagione un’in-tera settimana a una sorta di ouverture amplificata della manifestazione, iniziativa adesso prontamente confermata e adottata dal neo-direttore dello Stabile, Antonio Calbi. La formula, in attesa di un prodursi di potenziali comunali per l’effettuazione di una normale programmazione del “Garofano Verde” nel dopo-estate, adotta ora il titolo di Altri Amori/Anteprima Garofano Verde.

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 18 al 30 marzo, è di scena "Il servitore di due padroni", una riscrittura della commedia goldoniana da parte di Ken Ponzio, diretta da Antonio Latella e da lui dedicata al grande maestro Massimo Castri. Arlecchino come pietra miliare della nostra tradizione teatrale da cui partire per arrivare a noi, alla nostra società, al modo di fare teatro. Quasi che le menzogne di ieri servano a destrutturare quelle di oggi insieme a molto altro. Per esempio a smontare il teatro, artificio che si nutre di menzogna nel tentativo di avvicinarsi alla verità.

"Francamente me ne infischio" è uno spettacolo, in 5 movimenti, liberamente ispirato al romanzo "Via col vento" di Margaret Mitchell, reso noto al grande pubblico grazie alla versione cinematografica di Victor Fleming (1939) con protagonista Vivien Leigh. E' proprio attorno alla figura di Rossella O’Hara che si indaga ed è lei la regina della pièce, premiata con il Premio Ubu 2013 per la miglior regia e per la miglior attrice (a tutte e tre le interpreti).

Il 5 gennaio a partire dalle ore 16.00 il Teatro Argentina di Roma apre il palcoscenico alla maratona teatrale in cinque movimenti ispirata al romanzo Via col vento di Margaret Mitchell, che Antonio Latella trasferisce dalle pagine del romanzo e dal kolossal cinematografico di Victor Fleming del 1939, alla scena teatrale per raccontare il “sogno americano” in chiave pop e grottesca attraverso il personaggio di Rossella O’Hara, nell’interpretazione di Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca. FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO è l’articolato progetto drammaturgico con cui il regista napoletano è stato recentemente premiato agli Ubu per la miglior regia, (aggiudicandosi il premio per il secondo anno consecutivo dopo l’allestimento del 2012 di Un tram che si chiama desiderio dell’americano Tennessee Williams), e che ha visto trionfare anche le tre attrici protagoniste dello spettacolo votate come “corpo unico”.

Ci sono l'Occidente e gli stereotipi della cultura pop americana, c'è soprattutto la tensione del teatro a farsi pensiero del mondo in Francamente me ne infischio di Antonio Latella, progetto drammaturgico e scenico in cinque movimenti che sarà al Teatro Nuovo di Napoli venerdì 22 e sabato 23 marzo 2013 alle ore 20.00, in cui saranno proposti i primi tre movimenti (Twins, Atlanta, Black), e domenica 24 marzo 2013 dalle ore 12.00, in una speciale maratona cui si aggiungeranno gli altri due movimenti (Match e Tara).

Un tram che si chiama desiderio

Il capolavoro drammaturgico di Tennessee Williams viene scarnificato, attualizzato, vivisezionato, reso ancor più angoscioso ed incandescente grazie al’implacabile specchio ustorio rappresentato dalla regia di Antonio Latella. Abbandonato ogni sentimentalismo melodrammatico o rassicurante pretesa di realismo, il crollo straziante del sogno americano e la perdita di ogni punto di riferimento affettivo ed emozionale non concedono scampo, il baratro della follia si spalanca di fronte a Blanche Dubois, impietosa calamita di irresistibile fascino per la sua anima dilaniata e sofferente. Tragica spirale esistenziale in cui ci immergiamo senza protezioni, complice una messinscena fortemente simbolica ed astratta, proiezione dei tormenti psichici della protagonista.

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