Un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Mito, fiaba e quotidianità si intersecano continuamente senza soluzione di continuità all’interno di questa inedita versione del noto testo shakespeariano, con adattamento e regia di Massimiliano Bruno e protagonisti Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini e Augusto Fornari.

Venerdì, 17 Aprile 2015 19:49

Lucido - Teatro Vascello (Roma)

Milena Costanzo e Roberto Rustioni, dopo “Un cerchio alla testa” (vincitore di Dimora fragile), “Està bien” (finalista alla II edizione del premio Dante Cappelletti), “Underground” (vincitore di Cantieri teatrali per Fabbrica Europa) ed “Alice rave time” (finalista al bando Playing Identities), portano in scena l'ultimo frutto del loro lavoro di ricerca comune, mettendosi alla prova con uno dei testi più interessanti di Rafael Spregelburd, drammaturgo intelligente ed attualissimo, capace di dipingere la realtà in modo surreale e carnale al tempo stesso. Tra le sue opere più importanti figurano "Buenos Aires" e la "Eptalogia di Hieroniymus Bosch" (Ubulibri edizioni) contenente sette testi basati sui sette vizi capitali. Realtà di punta della nuova scena argentina, è stato vincitore del premio UBU 2011, come "migliore novità straniera".

Grande ritorno romano per i “Tre atti unici da Anton Čechov” che, dopo essere stati in scena lo scorso anno al Teatro Vascello, hanno scelto per questa stagione la cornice contemporanea delle Carrozzerie | n.o.t. per riproporre tre degli atti unici del grande drammaturgo russo. Uno spettacolo davvero completo, un’eccellente qualità recitativa e una riscrittura originale e contemporanea, assolutamente da vedere.

Roberto Rustioni mette in scena un Čechov con protagonisti affetti dalle nevrosi della contemporaneità: parlano a raffica, si fraintendono di continuo, urlano, piangono, sono umani, troppo umani, sottratti ai samovar o alle immense case di campagna per abitare una stanza stretta e spoglia. Il regista ha scelto di lavorare sull'ascolto, la leggerezza, il senso della misura, la qualità umana complessa, la compresenza simultanea del Reale, del Tragico e del Ridicolo per restituire lo sguardo delicato e ironico di Čechov sulle cose, sul mondo, su di noi esseri umani gravati da un destino ridicolo…

Dal 5 al 23 febbraio. Roberto Rustioni reinterpreta gli scritti giovanili di Anton Cechov: "La domanda di matrimonio", "L'orso" e "L'anniversario". Tre storie di vita attualissime che ripropongono il fulcro del mondo come lo conosciamo, cioè il rapporto fra uomo e donna.

TOP