Simone Cristicchi ha presentato il suo Manuale Di Volo Per Uomo, al Teatro Manzoni di Milano, dal 25 al 27 febbraio 2019. Uno spettacolo di prosa con la regia di Antonio Calenda, in forma di monologo, su bellezza, felicità, dolore, malattia. Sono temi intimi, molto cari all'artista romano, che ha sentito l'esigenza di chiudersi nel silenzio per interrogare la sua interiorità.

Martedì 8 maggio è stata presentata la stagione 2018/2019 del Teatro Sala Umberto, la diciassettesima con la direzione artistica di Alessandro Longobardi. Un cartellone all’insegna della drammaturgia contemporanea e della musica, con una particolare attenzione ai giovani e ad un umorismo sempre acuto e sobrio.

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di quattromila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. Simone Cristicchi presenta “Il secondo figlio di Dio”, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il Cristo dell’Amiata.

Prosegue al Teatro Furio Camillo il festival Labirinto, organizzato dal giovane ed energico Gruppo della Creta, nato nel 2015 dalla sinergica unione di giovani attori diplomati presso la Nuova Accademia Internazionale di Arte Drammatica del Teatro Quirinetta di Roma. Nove spettacoli, incontri letterari e una esposizione di arti figurative per presentare al pubblico romano una compagine teatrale assolutamente interessante e fuori dagli schemi. Per addentrarci nei meandri di questo affascinante Labirinto, abbiamo incontrato due dei giovani artisti del Gruppo della Creta, Cristiano Demurtas e Bruna Sdao.

Jacopo Venturiero è artista eclettico, attore, regista e doppiatore capace di destreggiarsi con abilità tanto sul palcoscenico quanto davanti ad una macchina da presa. Menzione speciale al premio "Hystrio alla vocazione" 2006, negli ultimi anni ha indossato innumerevoli ruoli spaziando dalla commedia brillante francese di Honoré de Balzac ai tormentosi labirinti interiori di Henrik Ibsen, dalla drammaturgia contemporanea anglosassone più tagliente sino alla tradizione medievale delle Sacre Rappresentazioni, distillate nel più recente spettacolo, "Passio Hominis", che l'ha visto protagonista nel ruolo di Cristo, diretto da Antonio Calenda e al fianco di Lina Sastri. Un giovane interprete con un vivace talento naturale ed una spiccata sensibilità attoriale, coltivati attraverso gli studi accademici, ed impreziositi da una lucidissima visione dello status quo del panorama teatrale italiano.

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

"Il Mistero della Mente" è il Festival di Teatro Sociale e delle Diversità voluto dalla Nuova Accademia Internazionale d’Arte Drammatica - Q Academy diretta da Alvaro Piccardi e presieduta da Antonio Calenda. Dell’Accademia e delle sue iniziative è Main Sponsor la Fondazione Roma - Arte - Musei. Il Festival si svolgerà dal 20 al 29 aprile al Teatro Quirinetta e prevede una programmazione ricca di incontri e di spettacoli.

"Magazzino 18" è lo spettacolo di Simone Cristicchi sulle “stragi negate” delle foibe nell’Istria e nella Dalmazia, terre italiane passate poi alla Jugoslavia di Tito. "Magazzino 18" è un grande deposito ancora esistente, nel porto vecchio di Trieste, dove si trovano accatastati povere mobilie, materassi, letti, stoviglie, fotografie, semplici giocattoli, lasciati dagli italiani in fuga, costretti ad abbandonare le loro terre, la loro gente, le loro case. A camminarci in mezzo, si sente la presenza delle persone che li hanno posseduti, si inciampa nella loro vita “inciampata” nella Storia. Cristicchi la racconta in una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Le emozioni ed i sentimenti regalati dal suo spettacolo ci hanno spinto ad intervistarlo, perché i nostri lettori, che lo hanno apprezzato come artista, conoscano qualcosa in più di lui anche come uomo.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Domenica, 30 Novembre 2014 20:48

Magazzino 18 - Teatro Carcano (Milano)

Simone Cristicchi narra al Carcano di Milano sino al 7 dicembre, senza letterarietà, le “stragi negate” delle foibe dell’Istria e della Dalmazia, terre italiane, annesse alla Jugoslavia di Tito dopo la guerra. Lo fa in modo duplice, quasi che sul palco ci siano due Cristicchi: il ragionier Persichetti, che racconta in romanesco, con semplicità e intelligenza del cuore, di singole vite, singoli segmenti umani; e l’artista, che con la sua sensibilità arriva ad avere una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Ne risulta un grande affresco, un “monologo rituale e corale”. Il rito consente infatti, in assenza di memoria scritta, di trasmettere conoscenza e la coralità di voci aiuta a definire lati oscuri della condizione umana. Un Coro di bambini lo accompagna durante lo spettacolo che definirei “carsico”, come le innumerevoli forme di erosione della terra di cui parla, per la complessità, profondità e molteplicità dei sentimenti che evoca.

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