Giovedì, 17 Ottobre 2013 20:28

Uomo e Galantuomo - Teatro Manzoni (Milano)

Eduardo De Filippo viene ricordato più spesso per la sua maschera di profonda tragicità e ironia che per altre sue doti e talvolta si dimentica come sapesse creare farse dalla comicità prorompente, infantili nelle loro disarmanti ingenuità. E’ il caso di questa gustosissima commedia che il Teatro Manzoni presenta dal 10 al 27 ottobre, "Uomo e Galantuomo", scritta nel 1922 e facente parte di un gruppo d’opere a cui aveva attribuito il nome di Cantata dei giorni pari. Eduardo la scrisse per Vincenzo Scarpetta che ne allestì la prima un paio d’anni dopo usando il titolo "Ho fatto il guaio? Riparerò". E’ interessante ricordare questi antichi dettagli perché la storia tutto sommato somiglia a una fiaba, eppure è stata raccontata così tante volte nel mondo dell’arte. Racconta di una scalcagnata compagnia d’attorucoli di giro che si trovano in una zona di villeggiatura dalle parti di Napoli, invitati da un conoscente che paga loro le spese e l’alloggio in un alberghetto. Ed è qui che ha inizio tutto il primo atto, cioè sul terrazzo abitato temporaneamente dagli artisti che ci fanno di tutto: cucinano, mangiano, litigano, fanno le prove, ricevono visite, compiono sbagli madornali sul filo dei migliori feuilleton di fine Ottocento, alla Feydeau per intenderci.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 21:08

La Serata a Colono - Teatro Argentina (Roma)

Dal 30 gennaio al 17 febbraio. Gli autori italiani contemporanei hanno di che uscirne depressi e frustrati. Se ci sono voluti ben quarantacinque anni perché questa “Serata a Colono” di Elsa Morante, capolavoro teatrale e poetico della letteratura italiana, per di più parto felicissimo di una delle maggiori scrittrici del ‘900, pubblicato dalla Einaudi nel 1968 nella raccolta poetica “Il mondo salvato dai ragazzini”, trovasse la via del palcoscenico, ebbene possiamo tutti star freschi ad aspettarci con maggiore frequenza un’innovazione dal teatro italiano. E c’è voluto l’impegno ostinato di Carlo Cecchi che del testo fu uno dei primi lettori e ammiratori, in ottima compagnia di Carmelo Bene e Eduardo De Filippo, per riuscire nell’impresa di portare in scena un testo difficile, affascinante, densissimo che certamente ha ispirato un regista innovativo e aperto alle sinergie artistiche come Mario Martone.

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