Dal 7 al 12 novembre. Roberto Solofria e Sergio Del Prete portano in scena la Passione, quel concetto di bisogno viscerale, di ricerca di qualcosa che non si riesce a spiegare con le parole ma con la vita, l’esistenza umana messa a nudo, l’esaltazione e la disgregazione dell’Amore. Un’ode a Napoli viscerale e senza freni, un inno alla vita crudele ma necessario.

Dal 10 al 29 gennaio. Alessandro Gassmann porta al Teatro Eliseo, dopo tre anni di celebrate repliche in tutta Italia, la propria regia della trasposizione del romanzo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Ken Kesey, pubblicato nel 1962, da cui è stato poi realizzato il celeberrimo film. Una messa in scena immaginifica, attenta e sensibile che restituisce, anche grazie ad una riuscita scenografia ed alla bravura dei singoli interpreti, la trattazione innovativa, voluta dall’autore, di un argomento molto delicato come il disagio e gli abusi avvenuti e sempre a rischio negli ospedali psichiatrici.

“Qualcuno volò sul nido del cuculo” è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano; racconta, attraverso gli occhi di Randle Mc Murphy - uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera - la vita dei pazienti di un ospedale psichiatrico statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. La nuova rielaborazione di Dale Wasserman del celebre romanzo, nella versione italiana firmata da Giovanni Lombardo Radice con l’adattamento di Maurizio de Giovanni e la regia di Alessandro Gassman, ce lo avvicina, cronologicamente e geograficamente, spostando la vicenda nell’Ospedale psichiatrico di Aversa, nel 1982. Una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere, un testo che è una lezione di impegno civile, uno spettacolo potente e toccante.

Venerdì 23 ottobre lo spettacolo di Alessandro Gassmann, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey consacrato al cinema da uno strepitoso Jack Nicholson, nell'indimenticabile ruolo di Randle McMurphy, ha aperto la stagione teatrale del Bellini. Una pièce capace di creare un connubio perfetto tra una realtà difficile, come quella di Aversa, contestualizzata nel 1982 ed una storia di denuncia, che prova a raccontare il vero significato della libertà.

Dal 6 al 9 novembre, sul palco dei Filodrammatici a Milano, torna “Illecite//Visioni”, la rassegna di Teatro Omosessuale, con la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi, in collaborazione con CIG Centro d’Iniziativa Gay, Comitato Provinciale Arcigay di Milano. Il festival, promosso dal Teatro Filodrammatici e nato quasi come timida scommessa tre anni fa, ha registrato l’anno scorso un grande successo di pubblico, segno anche che la domanda culturale di questa città, in fermento per l’Expo, sta cambiando e che ci sono spazi culturali in grado di soddisfarla, se non addirittura di prevenirla. Per questo la rassegna ha avuto sin da subito il contributo di Comune di Milano Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Sociali / Casa dei diritti e  Regione Lombardia / Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie con il patrocinio di U.N.A.R. Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità.

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