Rumore bianco teatrale, così è stato definito “Il Cuore a Gas”, capolavoro del teatro dada scritto da Tristan Tzara e rappresentato per la prima volta, in pieno clima avanguardistico, nel 1921 a Parigi. I personaggi, Occhio, Bocca, Orecchio, Naso, Sopracciglio e Collo vivono, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo surreale e fuori dal tempo e dallo spazio. Li porta in scena al Teatro Trastevere la regia di Andrea Martella, dal 4 al 7 gennaio.

Ci siamo... con “La fabbrica dei bottoni di sughero”, andato in scena dal 20 al 22 settembre con la regia di Andrea Martella, si è aperta ufficialmente la stagione del Teatro Sette, la cui direzione artistica di Michele La Ginestra si è sempre distinta per una programmazione avvincente e coraggiosa che riesce in modo intelligente a conciliare proposte consolidate con compagnie emergenti che diversamente avrebbero difficoltà ad esprimersi.

Ogni thriller che si rispetti inizia con un omicidio. Questo va oltre. Inizia direttamente con un cadavere, l’omicidio qui viene dato addirittura per scontato…Un corpo senza vita accoglie silenzioso il pubblico in sala, in un’atmosfera noir e piuttosto inquietante. Ma si sa, in teatro può succedere di tutto, anche che il cadavere non sia poi un cadavere, o meglio, lo sia stato, o meglio ancora non lo sia stato mai.

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