Andrea Dispenza

Articoli di Andrea Dispenza

Fenomeno Lodovica Comello: star di marchio Disney, cantante conosciuta anche oltre i confini dell’Italia, attrice, presentatrice e social star: qui a Sanremo è in assoluto la cantante in gara con il maggior numero di followers sui Social Network. Si presenta con una canzone non così vicino al mood di Violetta, a cui ci ha abituati, ma più melodica, e con una cover impegnativa perché richiama una voce irraggiungibile. Lodovica, infatti, oltre al suo inedito Il cielo non mi basta, si è esibita al Festival con Le mille bolle blu. L’abbiamo conosciuta un po’ di più, qui nella città dei fiori.

Clementino show. Un Vulcano, come il nome del nuovo album di prossima uscita. Il rapper da Napoli con furore, e quanto furore, energia, cuore, passione, è di nuovo nella città dei fiori per animare l’intera città, i colleghi, i giornalisti, i passanti. Che poi sia qui anche per il Festival non è affatto di minore importanza, anzi. Clementino, a Sanremo, ci tiene così tanto che il dispiacere per non poter cantare la sua cover di Svalutation è grandissimo (il brano del rapper infatti è a rischio eliminazione).

Una montagna di immensa bontà, timidezza (chi l’avrebbe detto), talento. Sergio Sylvestre, un Big Boy di due metri e dieci di altezza, ha una voce calda e profonda, un padre haitiano, una madre messicana, una vacanza nel Salento che gli cambia la vita. Cos’è successo dopo quell’estate sulla spiaggia? Vince Amici, conosce Giorgia che gli scrive la canzone con cui gareggia a Sanremo, Con Te, incontra i Soul System (vincitori dell’ultimo X Factor) e decide di incidere con loro la cover del giovedì. Di che canzone si tratta? La pelle nera, neanche a dirlo. L’abbiamo incontrato proprio a poche ore dal debutto della cover con il gruppo.

Capelli meno rosa, eleganza più evidente e portamento più maturo. Si tratta di Elodie, per la prima volta in gara al Festival di Sanremo con Tutta colpa mia, brano scritto per lei anche da Emma. Occhi enormi e fragilità, ma solo apparente, Elodie è l’artista che a Sanremo canta di più la parola “amore” (quasi una trentina di volte nel testo); lo fa con una classe che, se pur già nota, impressiona ancora. Elodie è apprezzata non solo dal pubblico, ma anche dalle colleghe.

Che sia benedetta è una delle esibizioni che ha distribuito brividi e pelle d’oca a non finire. È la prima serata del Festival di Sanremo e c’è molta attesa per Fiorella Mannoia, una delle presenze più criticate, perché più big dei big. Poi Fiorella entra, canta, anzi, interpreta, quasi vive, recita, si esibisce con le corde vocali, il viso, il corpo, con una canzone scritta per lei dalla giovane Amara e che lascia senza fiato. Il messaggio? Semplice e profondo: un inno alla vita, che è perfetta per quanto assurda o complessa. Un’ovazione in sala stampa, la speranza, silenziosa, è che tanto sentimento arrivi anche al pubblico del televoto.

Si chiama Antonio Prestieri, ma chiamatelo Maldestro: così si fa conoscere la nuova proposta che apre le danze la sera di giovedì, qui a Sanremo. Napoletano, rivelazione autorale dalla voce graffiante, appassionato di teatro, gareggia al Festival con Canzone per Federica, che anticipa I muri di Berlino, album in uscita il 24 marzo.

La sua è una delle canzoni più radiofoniche di questo Festival, anche se, dopo la prima puntata, è già a rischio eliminazione. Non se ne preoccupa troppo Giusy Ferreri, Fa talmente male è solo il titolo di una canzone ma non uno stato d’animo. Un brano che entra subito in testa, che anticipa Girotondo, il nuovo album in uscita il 3 marzo e che sembra essere un po’ la scia del tormentone Roma-Bangkok. L’abbiamo incontrata il giorno dopo l’esibizione, non una esibizione qualunque: il Festival di Sanremo è cominciato proprio con lei, la primissima ad aver cantato.

L’atteso ritorno, a Sanremo e sulla scena musicale: Paola Turci. Il solo nome basta, ma se vogliamo ragionare in numeri si tratta di tre Premi della Critica, nove partecipazioni a Sanremo in gara, una vittoria nel 1989 con il brano Bambini, molti riconoscimenti e dischi d’Oro e di Platino e centinaia di concerti in tutta Italia.

Avere vent’anni e salire sul palco di Sanremo, portare con disinvoltura dei baffi di un cantante consumato della scena autorale degli anni Sessanta ed essere ben voluto da tutti. Si tratta di Leonardo Lamacchia, in gara tra le nuove proposte del Festival 2017 con Ciò che resta, una bella ballata quasi soul, classica, che trascina al primo ascolto.

L’emergente (o quasi) che farà la storia. Vedi Negramaro o Gualazzi, quando erano agli esordi, apprezzati come succede ora con Marianne Mirage. Sono tutti (non a caso) della scuderia discografica Sugar di Caterina Caselli, particolarmente abile nell’arte dello scovare talenti. In altre parole si percepisce, inevitabilmente, già da qui a Sanremo, che sta per accadere qualcosa.

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