Andrea Cova

Articoli di Andrea Cova

Sabato, 21 Novembre 2015 22:08

Mar del Plata - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

"Mar del Plata", l'ultima opera di Claudio Fava, con il suo lucidissimo impegno giornalistico a tutela dei diritti civili ed una intensità narrativa foriera di autentico, vibrante trasporto emotivo, approda sulle tavole del palcoscenico grazie alla regia onesta, vigorosa e coinvolgente di Giuseppe Marini. Una storia vera, testimonianza di incoercibile dignità ed eroico coraggio nutrito dai valori sportivi più sinceri ed incontaminati, accende una luce inquietante sulle atroci nefandezze che insanguinarono l'Argentina della fine degli anni Settanta, quella della feroce dittatura dei colonnelli di Jorge Rafael Videla, dell'efferata repressione di ogni opinione non allineata ai dictat del regime, delle migliaia di innocenti desaparecidos destinati al perpetuo oblio di una morte violenta, deprivata finanche delle lacrime degli affetti più cari. In scena al Piccolo Eliseo fino a domenica 22 novembre, con l'interpretazione di Fabio Bussotti, Claudio Casadio e di una squadra possente e incisiva di giovani protagonisti, magistralmente capitanata dal carismatico Giovanni Anzaldo.

Lunedì, 09 Novembre 2015 18:40

Per un istante - Teatro Argot Studio (Roma)

E' andato in scena al Teatro Argot Studio l'atto unico "Per un istante", prodotto da Sycamore T Company, scaturito da un'idea di Gian Piero Rotoli, scritto ed interpretato da quest'ultimo assieme a Michele Cesari e Marco Palange. Le tortuose, accidentate, scoppiettanti disavventure amorose di un terzetto di coinquilini, tanto solidi ed uniti nel supportarsi reciprocamente, quanto instabili, grotteschi ed immaturi nel rapportarsi con il gentil sesso, intessono la trama di una commedia spassosa e coinvolgente che, tra risate e saporiti colpi di scena, porta con naturalezza lo spettatore all'immedesimazione, elargendo anche arguti spunti di riflessione.

Dante Antonelli in pochi mesi ha saputo conquistare l'attenzione di pubblico e critica con il suo teatro onesto, provocatorio, audace ed ironico. Il giovane regista romano, con il suo progetto "Fäk Fek Fik - Le Tre Giovani", riscrittura del primo capitolo dei "Drammi Fecali" di Werner Schwab da lui concepita assieme alle tre interpreti protagoniste - Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli -, si è aggiudicato i premi per la miglior drammaturgia, per la migliore interpretazione alle tre attrici e come miglior spettacolo al Roma Fringe Festival 2015. Mentre procede lo studio sul secondo testo della tetralogia dei "Drammi Fecali", "Sovrappeso, insignificante: informe", che approderà sul palcoscenico all'inizio del prossimo anno, Antonelli tornerà in scena con "Fäk Fek Fik" a Roma a fine novembre, il 26, 27 e 28, presso Carrozzerie | n.o.t. e a Milano a febbraio nell'ambito di Apache, linea di teatro contemporaneo giunta alla sua terza stagione al Teatro Litta, ora Manifatture Teatrali Milanesi. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione del teatro ed il suo peculiare modo di concepire la creazione artistica, oltre che naturalmente per scoprire qualche dettaglio dei suoi numerosi progetti in cantiere.

Martha Rossi, dopo essersi cimentata nella propria carriera con molti generi musicali diversi - dal rock dei Queen in "We Will Rock You", alle canzoni autoriali di Bennato per "Peter Pan" - affronta in "Cheek to Cheek" un repertorio elegante e senza tempo come appunto quello dei grandi classici dello swing. Al suo fianco sul palcoscenico del Blue Note di Milano, dopo due spettacoli di grande successo interpretati in Germania, Nicolas Tenerani ("Shrek", "Robin Hood", "Sister Act" e "Mamma Mia!") di ritorno in Italia per una serata dedicata alla musica e allo swing nel Tempio milanese del jazz. Questa “one night only” diventerà poi a breve una tournée che toccherà molte piazze approdando in diversi teatri ma con un cambio di crooner al fianco della leading lady: sarà infatti Cristian Ruiz, fresco del successo di Priscilla, a indossare lo smoking d’ordinanza e intonare le stupende melodie che compongono la colonna sonora dello spettacolo, strutturato come un jukebox musical con una sorta di love story che collega i diversi brani.

L'atto unico "Invidiatemi come io ho invidiato voi", scritto e diretto da Tindaro Granata, apre la stagione del Teatro dell'Orologio, inaugurando il trittico che il vivace multisala off - epicentro romano di drammaturgia contemporanea che quest'anno incatena una variegatissima partitura di proposte teatrali lungo la direttrice tracciata dall'hashtag #CambiamentoReale -, dedica a Proxima Res, vivido collettivo artistico, fucina di idee, centro di produzione e alveo privilegiato di studio e incontro. In questo suo secondo progetto Granata, dopo l'epopea familiare raccontata attraverso le emozionanti istantanee di "Antropolaroid", rivolge il proprio sguardo, con chirurgico scrupolo documentario e dolente sensibilità, ad un atroce fatto di cronaca, scandagliato attraverso gli atti processuali e l'aggressione scellerata riservata dallo sfavillante circo mediatico. Ne scaturisce un affresco verista affilato come un pugnale pronto ad inchiodarci alle nostre responsabilità di individui sociali ed esseri umani, capace di disintegrare la patina di rispettabile indifferenza dietro la quale troppo spesso ci trinceriamo confortevolmente, una solidissima ed emozionante testimonianza di teatro civile che intride le coscienze e induce a una non procrastinabile riflessione.

Lunedì, 05 Ottobre 2015 17:16

Geppetto e Geppetto - Teatro India (Roma)

Nonostante l'apparente indifferenza (o forse ostracismo?) delle istituzioni e la conseguente assoluta assenza di risorse economiche a disposizione, prosegue il cammino del Garofano Verde, giungendo temerariamente e orgogliosamente alla ventiduesima edizione. La rassegna, concepita e curata da Rodolfo di Giammarco, è stata anche quest'anno accolta dall'abbraccio protettivo del Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi, che ha offerto per tre serate il Teatro India per raccontare storie in cui autentiche emozioni, improcrastinabili istanze sociali ed i linguaggi della scena teatrale contemporanea si intrecciano nel comune denominatore di un'omosessualità che non richiede accettazione né tantomeno tolleranza, ma l'affettuosa accoglienza che dovrebbe essere naturalmente connaturata ad una società che si fregi dell'appellativo di civile. Protagonisti di questo trittico teatrale Licia Lanera con il reading "La donna nell'uomo" tratto da "Orgia” di Pier Paolo Pasolini, Saverio La Ruina con il work in progress "Masculu e fìammina" e Tindaro Granata con il reading "Geppetto e Geppetto", embrione iniziale della commovente riflessione dell'artista siciliano sul tema dell'omogenitorialità.

Jacopo Venturiero è artista eclettico, attore, regista e doppiatore capace di destreggiarsi con abilità tanto sul palcoscenico quanto davanti ad una macchina da presa. Menzione speciale al premio "Hystrio alla vocazione" 2006, negli ultimi anni ha indossato innumerevoli ruoli spaziando dalla commedia brillante francese di Honoré de Balzac ai tormentosi labirinti interiori di Henrik Ibsen, dalla drammaturgia contemporanea anglosassone più tagliente sino alla tradizione medievale delle Sacre Rappresentazioni, distillate nel più recente spettacolo, "Passio Hominis", che l'ha visto protagonista nel ruolo di Cristo, diretto da Antonio Calenda e al fianco di Lina Sastri. Un giovane interprete con un vivace talento naturale ed una spiccata sensibilità attoriale, coltivati attraverso gli studi accademici, ed impreziositi da una lucidissima visione dello status quo del panorama teatrale italiano.

L'algido pallore di una corsia ospedaliera, atroci reminescenze del passato che affiorano implacabili sino all'inevitabile, estrema resa dei conti: una famiglia dolorosamente simile a tante altre, dilaniata da anni di efferati abusi, è protagonista di "A Christmas Eve", l'opera a quattro voci e lisoformio che sancisce il debutto dell' ensemble ricci/forte nell'impervio territorio della lirica, magistralmente accompagnati dalla pregiata ricercatezza musicale del compositore Andrea Cera. Lo spettacolo nasce come commissione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto che da alcuni anni, accanto alle tradizionali opere di repertorio, incalza giovani artisti e drammaturghi affinché si interroghino su scottanti tematiche sociali e di attualità; quest'anno l'argomento centrale del progetto "Opera nova" è rappresentato appunto dall'abuso sui minori e Stefano Ricci e Gianni Forte lo declinano con la loro consueta potenza visionaria, attenuando la componente visceralmente fisica da sempre parte della loro cifra stilistica, per privilegiare un'indagine psicologica tanto impietosa quanto necessaria, ammantata di emozionante simbolismo.

La C&C Company, frutto della solida sinergia professionale tra Carlo Massari e Chiara Taviani, da cinque anni si prefigge l'obiettivo di raccontare la società nelle sue molteplici sfaccettature, attraverso un linguaggio corporeo asciutto, non imbrigliato da sovrastrutture o stereotipi, analizzando in profondità le dinamiche interpersonali e cercando di portare verità sul palcoscenico. Vincitrice di "ODIOLESTATE_bando di residenze artistiche agostane 2015", la compagnia ha avuto a disposizione il cantiere di drammaturgia contemporanea di Carrozzerie | n.o.t. per lavorare ad un primo studio di "Casher", il nuovo lavoro che debutterà nei prossimi mesi proprio nell'accogliente spazio di via Panfilo Castaldi. Abbiamo incontrato Chiara Taviani, per approfondire l'indirizzo di sperimentazione che la compagnia sta perseguendo e scoprire i numerosi progetti in cantiere.

La giovane e talentuosa Francesca Caprioli porta in scena presso i Giardini della Filarmonica Romana, tradizionale e suggestiva cornice della rassegna estiva "I Solisti del Teatro", la sua personale rilettura drammaturgica e registica del terzo romanzo di Franz Kafka, "Il Castello", rimasto incompiuto e pubblicato postumo nel 1926 a due anni dalla scomparsa dello scrittore praghese. Una compatta e vigorosa compagine di interpreti, forgiata dagli studi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, presta corpo e voce all' universo oscuro, surreale e visionario kafkiano per investigare l'abisso di alienazione, solitudine e frustrazione cui ogni individuo è inesorabilmente condannato dalla burocrazia imperante, da un potere soverchiante e totalmente cieco dinanzi ai più elementari bisogni dell' essere umano, dalla sempre più assordante e dolorosa imperscrutabilità del disegno divino.

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