Andrea Cova

Articoli di Andrea Cova

E' andato in scena al Teatro de' Servi in questo primo scorcio di primavera romana "Un bacio dai tuoi papà", la nuova commedia di Gianpiero Pumo dedicata al tema quanto mai attuale dell'omogenitorialità e delle famiglie arcobaleno. Un testo scoppiettante, ironia tagliente al punto giusto contrappuntata da emozionanti aperture di sincero sentimento, una regia (firmata da Gianluca Ferrato) dai ritmi piacevolmente serrati ed estremamente attenta alla caratterizzazione dei personaggi, un quintetto di attori splendidamente assortito formato da Mauro Conte, lo stesso Pumo, Valeria Monetti, Carlo Zanotti e Paila Pavese. Il risultato? Uno spettacolo colorato di quella leggerezza che con intelligenza accarezza il cuore, non dimenticando di suscitare significativi spunti di riflessione per ricordare che "famiglia" è dove c'è amore, non un concetto graniticamente codificato da qualche saccente e retrograda gerarchia.

Lunedì, 28 Marzo 2016 17:43

Modigliani - Teatro Quirino (Roma)

Il travagliato, sensuale, audace ed inconfondibilmente personale universo artistico di Amedeo Modigliani si annoda inestricabilmente con la dimensione esistenziale di un uomo incapace di dominare con la razionalità i demoni delle passioni che lo condurranno inesorabilmente verso la rovina, sullo sfondo della dissolutezza bohémien della Parigi primo-novecentesca. Angelo Longoni costruisce un ritratto affascinante del pittore livornese, evitando con destrezza le sabbie mobili del biografismo documentario, per procedere piuttosto attraverso suggestioni ineffabili ed un costante parallelismo tra la sua sofferta ricerca estetica e gli amori travolgenti che ne costellarono gli ultimi quindici anni del percorso di vita. Ad incarnare il tormentato, impulsivo, carnale Modì, un convincentemente solido ed impetuoso Marco Bocci, attorniato da un affascinante gineceo di talentuose interpreti - Romina Mondello, Claudia Potenza, Vera Dragone e Giulia Carpaneto - nei panni delle quatto donne che più influenzarono la parabola del maestro, muse ispiratrici, voluttuose tentatrici, testimoni dei suoi istanti di fervida creatività così come del suo progressivo sprofondare in un abisso di perdizione e malattia.

Martedì, 01 Marzo 2016 20:47

Cock - Teatro dell'Orologio (Roma)

Sentieri di vita tortuosi e turbolenti che imprevedibilmente finiscono per collidere imponendoci di rivolgere lo sguardo sin giù negli abissi dell'anima, fino ad allora confortevolmente ignorati al ritmo di una rasserenante routine quotidiana. Mentre nel nostro assolato belpaese si dibatte furiosamente su quali requisiti possano sancire la veridicità di un legame affettivo - un medievale vincolo di fedeltà? o forse la sacrosanta aspirazione di tutelare famiglie cementate dall'amore? - il drammaturgo inglese Mike Bartlett già con "Cock" - il cui debutto avvenne nel novembre 2009 al Royal Court Theatre di Londra - sparigliava le carte, raccontando con straordinaria, vibrante acutezza l'incontro di tre anime inquiete, divise tra i loro fantasmi interiori, il terrore della solitudine e la raggelante incapacità di cambiare consapevolmente rotta. Silvio Peroni si prende coraggiosamente cura di questi tormentati protagonisti con una regia rigorosa ed ironica, affidandone affanni ed aneliti a quattro interpreti di grande spessore ed intensità, Fabrizio Falco, Sara Putignano, Jacopo Venturiero ed Enrico Di Troia.

Nella ricercata fucina di teatro contemporaneo di Carrozzerie n.o.t. un week-end all'insegna dell' ufologia e di quei misteri insondabili che non cessano di affascinare ineffabilmente l'animo umano. Il tutto ovviamente declinato in chiave teatrale, attraverso l'ironico, accurato, personalissimo punto di vista di Maurizio Patella, artista genovese che, con sapienza narrativa ed istrionico carisma capace di catturare l'attenzione dello spettatore, ci conduce alla scoperta delle inquietanti vicende che assediarono l'esistenza di un semplice metronotte ligure, Pietro Zanfretta. "Loro" infatti non è una storia inventata. "Loro" è la storia vera del più famoso rapimento alieno in Italia. "Loro" è la storia, costellata di un susseguirsi incredibile di avvenimenti e interrogativi irrisolti, di undici incontri ravvicinati del terzo e quarto tipo che funestarono l'esistenza di Zanfretta, storia che Patella ripercorre sul palcoscenico con funambolica energia ed il gusto di un'artigianalità teatrale piacevolmente d'altri tempi.

Prosegue al Teatro Furio Camillo il festival Labirinto, organizzato dal giovane ed energico Gruppo della Creta, nato nel 2015 dalla sinergica unione di giovani attori diplomati presso la Nuova Accademia Internazionale di Arte Drammatica del Teatro Quirinetta di Roma. Nove spettacoli, incontri letterari e una esposizione di arti figurative per presentare al pubblico romano una compagine teatrale assolutamente interessante e fuori dagli schemi. Per addentrarci nei meandri di questo affascinante Labirinto, abbiamo incontrato due dei giovani artisti del Gruppo della Creta, Cristiano Demurtas e Bruna Sdao.

Dal 3 al 7 febbraio al Teatro India Veronica Cruciani firma la regia di "Due donne che ballano" del drammaturgo catalano Josep Maria Benet i Jornet, con protagoniste Maria Paiato e Arianna Scommegna. L'interpretazione magistrale di due attrici di deflagrante potenza espressiva e carisma incontra, grazie ad una direzione registica asciutta e densa di sensibilità, la storia di due solitudini al femminile, di uno scontro acerrimo e crudo che scolorerà imprevedibilmente in amicizia, solidarietà e conforto reciproco, fino alla condivisione di un destino comune. In occasione delle repliche romane abbiamo incontrato la regista Veronica Cruciani per parlare di questo progetto, dei numerosi altri in cui in passato abbiamo apprezzato la sua cifra registica e di quelli che la coinvolgeranno nel prossimo futuro.

Un lento ma inesorabile divampare, una progressiva erosione che aggredisce sottilmente l'individuo minandone alle fondamenta ogni identità, annichilendone ogni anelito di realizzazione e costringendolo ad un'affannosa sopravvivenza. Assume questi connotati l'universo "lavoro" nella nostra iper-tecnologica, convulsa contemporaneità; una "Combustione. Umana. Spontanea" vividamente tradotta in arte performativa dalla drammaturgia di Valentina Beotti e dalla regia da lei concepita a quattro mani con Bernardo Casertano, in questo acuto e lancinante spettacolo, presentato in prima nazionale giovedì 21 gennaio presso Carrozzerie n.o.t.

Il Teatro Studio "Eleonora Duse", consueta cornice dei saggi di diploma dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, ha ospitato dal 13 al 20 dicembre il capitolo conclusivo del percorso accademico dell'allievo regista Giovanni Firpo; con "Hypnagogia" il promettente artista aretino indaga quel groviglio sinaptico, quella raggelante paralisi che affligge tutti noi, nell'infanzia o in peculiari periodi dell'esistenza, nel brevissimo intervallo che intercorre tra veglia e sonno portando sogno e realtà a confondersi inestricabilmente, abbattendo le rassicuranti difese della logica razionale e lasciando la psiche in totale balia di spettri incombenti e terrificanti presenze annidate nel subconscio.

Domenica, 20 Dicembre 2015 14:02

Tradimenti - Teatro Eliseo (Roma)

Il capolavoro drammaturgico di Harold Pinter approda sul palcoscenico del Teatro Eliseo nella regia di matrice eminentemente cinematografica disegnata da Michele Placido. In primo piano le algide atmosfere borghesi di un ménage a trois ad alta densità cerebrale, nel quale l'irruenza passionale ed il trasporto degli istinti hanno da lungo tempo finito per soccombere sotto un coacervo inestricabile di rimpianti, disonestà, inganni perpetrati verso il prossimo ma in primo luogo verso se stessi, incolmabile insoddisfazione e raggelante solitudine dell'anima. Protagonisti del viaggio a ritroso concepito dal ricercato genio creativo pinteriano, Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione.

"Kamikaze Number Five" è il racconto del dies irae, il giorno dell’ira e del giudizio finale, divenuto terreno, carnale, umano. Il testo racconta le ultime ore di un kamikaze. Mentre si prepara per la fine, egli richiama i fantasmi della sua famiglia distrutta: il padre, il fratello, la madre e la sua unica figlia. Le presenze si uniscono in una Totentanz, una danza macabra, una riflessione sulla morte che attraversa e trafigge la vita. Abbiamo incontrato Giuseppe Isgrò e Woody Neri, rispettivamente regista e interprete di "Kamikaze Number Five", in scena al Teatro dell'Orologio fino a domenica 20 dicembre.

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