Andrea Cova

Articoli di Andrea Cova

Sarà in scena al Teatro Stanze Segrete di Roma, dal 7 all'11 gennaio, "Mary Shelley e Frankenstein" di Enrico Bernard, con l'interpretazione e la regia di Melania Fiore. Abbiamo incontrato l'autore e la regista/interprete per scoprire alcuni dettagli di questo progetto inconsueto ed emozionante.

E' andato in scena presso il romano Teatro Stanze Segrete - avvolgente spazio performativo incastonato nel cuore di Trastevere, per l'occasione reso opportunamente claustrofobico ed inquietante - il nuovo lavoro teatrale della Compagnia dei Masnadieri. Dopo i recenti "Coco Chanel. Il Profumo del Mistero" e "Il Castello di K." (adattamento del celebre romanzo di Kafka con il quale la compagnia si è aggiudicata il Premio Cerami 2014 per la migliore regia ed i migliori costumi), Massimo Roberto Beato firma un'intrigante e suggestiva rilettura dell'iconografia dell'incontrastato principe oscuro della letteratura gotica, quel Dracula definitivamente consacrato da Bram Stoker sul crepuscolo dell'Ottocento e poi sul grande schermo dalla magistrale trasposizione cinematografica di Francis Ford Coppola. Protagonisti in scena lo stesso Beato, Jacopo Venturiero, Nicoletta La Terra e Maria Teresa Pintus, con la direzione registica di Jacopo Bezzi.

Venerdì, 26 Dicembre 2014 18:06

Un uomo è un uomo - Teatro Trastevere (Roma)

La Compagnia Marabutti - giovane nucleo teatrale composto da Lorenzo De Liberato, autore e regista, e dagli attori Fabrizio Milano e Stefano Patti - porta in scena al Teatro Trastevere "Un uomo è un uomo", opera firmata nel 1925 da Bertolt Brecht. Una armonica e trascinante commistione di prosa, versi e brani musicali interpretati dal vivo rappresenta l'efficace strumento capace di indurre ad un'autentica riflessione sulla radicale spersonalizzazione dell'individuo, sull'annientamento della sua identità esercitato da un potere cinico e massificante, totalmente sordo alle più basilari esigenze umane. Dinamiche esistenziali devastanti che dall'epoca dell'imperialismo coloniale ritratta nella pièce allungano la propria ombra venefica sino all'attualità sociale ed economica, in cui ciascuno di noi è sempre più ridotto a mero numero seriale, matricola o pedina di un affannoso quanto inutilmente inarrestabile inseguimento del profitto.

Il Teatro di Roma invita la città a festeggiare l’arrivo del nuovo anno al Teatro Argentina per una lunga notte da attraversare e raccontare in musica, parole e immagini. Così, anche il 31 dicembre 2014 il Teatro della Capitale è aperto, trasformandosi in un grande palcoscenico che accoglie gli spettatori a partire dalle ore 19 per lasciarsi abitare in tutti i suoi spazi fino alle prime ore del nuovo anno.

Ha debuttato in anteprima a Roma il nuovo spettacolo scritto e diretto da Woody Neri; dopo il caloroso riscontro di pubblico e critica incontrato da GabbiaNO ovvero "De l’amar per noia", riscrittura del testo di Anton Cechov vincitrice del premio “Argot Off V”, la Compagnia Vanaclù con The Happy Bear Show ci conduce nelle atmosfere surreali di un varietà per adulti e bambini orchestrato da Orso Felice, idolatrata icona televisiva sotto il cui morbido manto di peluche turchese si nasconde un'anima inquieta, un uomo fragile e disorientato divenuto suo malgrado profeta di un'apocalisse imminente. Marco Brinzi e Gioia Salvatori sono i protagonisti di un atto unico capace di coniugare saporita ironia, frammenti di sincera emozione ed originali spunti di riflessione sull' assurdità della dinamiche umane contemporanee, asservite ad un annichilente incomunicabilità e allo strapotere dell'immagine.

Lunedì, 08 Dicembre 2014 21:10

Amore e resti umani - Teatro Cometa Off (Roma)

Un ritorno che avevamo auspicato ed incoraggiato, quello delle sette creature dilaniate, insofferenti ed appassionate di "Amore e resti umani", di cui avevamo fatto fortuitamente la conoscenza sull'intimo palcoscenico del Teatro dei Conciatori sei mesi fa; la drammaturgia lisergica, aggressiva ed emozionante di "Unidentified Human Remains and the True Nature of Love" (1989) del canadese Brad Fraser dirompe in maniera anticonvenzionale grazie alla regia acuta ed immaginifica di Giacomo Bisordi e a un ettagono di interpreti di possente carisma. E se il progetto, ambiziosamente coraggioso, di Barbaròs Teatro ci era parso al debutto dello scorso mese di marzo, un cristallo oscuro ma purissimo di tormentata abiezione esistenziale e di vivida arte teatrale mossa da un'urgenza incoercibile, nella sua nuova incarnazione sembra essere ulteriormente maturato, tramutandosi in quello che senza tema di smentita potremmo annoverare tra i più memorabili lavori transitati in quest'annata oltre i sipari romani.

Torna in scena in una nuova, vivida incarnazione il testo "Matteo diciannove, quattordici" di Giovanni Franci che, dopo il debutto dello scorso anno, assume ora le sembianze di un monologo, affidato alle corde interpretative vigorose e incisive di Fabio Vasco. Nella raccolta cornice del Teatro Manhattan, un incontro intimo riservato a pochi spettatori, interlocutori di un dialogo privilegiato che diviene preghiera, di un percorso di formazione costellato di sofferenze, cadute, slanci ed incrollabile speranza. Abbiamo incontrato l'autore e regista Giovanni ed il protagonista Fabio per scoprire la genesi dello spettacolo, la costruzione di questo complesso personaggio e l'ineffabile sinergia artistica instauratasi tra loro durante il processo creativo.

Bernardo Casertano sarà in scena a Carrozzerie n.o.t. il 4, 5 e 6 dicembre con lo spettacolo "Dino", un monologo liberamente tratto da “Il Re del Plagio” di Jan Fabre, da lui scritto, diretto ed interpretato, con il supporto alla regia di Valentina Cruciani, e le luci e fonica curate da Paride Donatelli. Abbiamo incontrato Bernardo per scoprire la genesi di questo progetto, il messaggio che intende veicolare e le numerose sfaccettature di un personaggio tanto complesso quanto originale.

Domenica, 23 Novembre 2014 15:08

The One - Teatro Belli (Roma)

La tredicesima edizione della rassegna "Trend - nuove frontiere della scena britannica" torna a dischiudere lo sguardo sulle trame drammaturgiche intessute oltremanica: crudi, lisergici, violenti e appassionati ritratti di un'umanità in disarmo, di relazioni tra individui ormai votate alla più assoluta e sconfortante incomunicabilità, costruiti con un linguaggio affilato e diretto ed una potenza espressiva più difficilmente rintracciabili sui palcoscenici nostrani. Opere ed autori poco conosciuti in Italia, drammatizzazioni recenti, un'indagine acuta sulle generazioni più giovani e le loro esistenze frequentemente condotte ai margini di una società inospitale e respingente, al di fuori delle rassicuranti convenzioni, il tutto portato in scena da artisti già apprezzati, compagnie in crescita e vivaci compagini di attori-studenti. E' proprio quest'ultimo il caso del sorprendente e vigoroso atto unico "The One", testo di debutto di Vicky Jones accolto lo scorso anno da un clamoroso successo al londinese Soho Theatre e premiato con il Verity Bargate Award; a proporre questo testo al Teatro Belli, nell'ambito della rassegna Trend, è la Compagnia Twins del Centro Sperimentale di Cinematografia. Incarnano i tre tormentati personaggi protagonisti di un perverso gioco psicologico al massacro i tanto giovani quanto talentuosi Gianmarco Saurino, Margherita Laterza e Barbara Petti, magistralmente diretti con sicurezza e personalità da Roberto Di Maio.

Il virtuosismo e l'impetuosa passionalità delle Rapsodie Ungheresi di Liszt, iridescenti cristalli musicali ispirati all'irrefrenabile istintività e ricerca di libertà dei moti rivoluzionari ungheresi del 1848, costituiscono il leitmotiv di un inconsueto, delicato, moderno e a tratti spiazzante ritratto familiare. Non fermandosi allo schermo deformante di un'ironia grottesca, che talora deraglia in accenti caricaturali, si scova in questo nuova drammaturgia di Luca De Bei la consueta cifra stilistica dell'autore, pregiato incontro di sensibilità ed intelligente capacità di sprofondare tra le pieghe più recondite di anime travolte dalle turbolenze della vita; un testo teatrale indubbiamente divertente ma al contempo costellato di originali intuizioni germinali di autentica riflessione, ben sostenuto dall'acuta direzione registica di Norma Martelli che si affida tout court alle ben calibrate interpretazioni dei tre protagonisti: lo stesso De Bei, in una chiave particolarmente effervescente ed istrionica, la sempre carismatica e ricercata Federica Bern e la possente vis ironica di una Paila Pavese che catalizza magneticamente l'attenzione e le risate dello spettatore.

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