Andrea Cova

Articoli di Andrea Cova

Se l’estate è ormai esplosa, metereologicamente parlando, anche gli appuntamenti teatrali che andranno a costellare questa stagione cominciano timidamente a prendere corpo, tra attese conferme e interessanti novità.

Immancabile ritorno è quello del Globe Theatre di Villa Borghese con la direzione artistica di Gigi Proietti, pronto ad accogliere i suoi affezionatissimi spettatori a partire da giovedì 22 giugno con TROPPU TRAFFICU PPI NENTI, adattamento a cura di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale dell’archetipo attribuito a Messer Angelo Florio Crollalanza da cui Shakespeare trasse il celeberrimo “Molto rumore per nulla”.

Nella suggestiva cornice del Giardino Ritrovato di Palazzo Venezia va invece in scena Alessandro Sciarroni con il suo JOSEPH_KIDS, esperimento di danza contemporanea per bambini e adulti che si prefigge di porre il pubblico dell'infanzia davanti alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione. JOSEPH_KIDS è uno spettacolo che sa divertire e anche far riflettere, facendo maturare l'idea di potersi muovere in uno spazio performativo in maniera mai scontata.

Prosegue con tenacia la stagione del Teatro di Roma che, durante questa settimana, propone in prima nazionale al Teatro Argentina, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, AFRICABAR, lo spettacolo con cui Riccardo Vannuccini conclude la “Trilogia del Deserto” dopo i precedenti “Sabbia” e “Respiro”; ritorna invece al Teatro India QUANDO NON SO COSA FARE COSA FACCIO?, azione performativa di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che, per il terzo anno consecutivo, accompagnerà un piccolo gruppo di spettatori alla scoperta del quartiere lungo viale Marconi, ascoltando un flusso ininterrotto di riflessioni, racconti, piccole osservazioni, che da quel paesaggio partono e in quel paesaggio tornano a confluire.

Da non perdere IL CAVALIERE DEL PESTELLO ARDENTE, testo elisabettiano scritto a quattro mani da Francis Beaumont e John Fletcher, poco frequentato e raramente rappresentato in Italia, che Lorenzo Salveti ha scelto come materia di studio per il saggio del II anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e che verrà portato in scena nel Parco di Villa Piccolomini sull’ Aurelia Antica.

Si apre infine il 19 giugno la IX edizione del NOpS FESTIVAL che proporrà al Teatro Tor Bella Monaca una settimana dedicata ai giovani e alla loro crescita, sia attraverso il confronto con gli addetti del settore, sia nell’incontro con il territorio: cinque compagnie si succederanno in scena nel tentativo di piantare il seme di quella che potrebbe e dovrebbe diventare una comunità giovane, dinamica ed in costante condivisione, che possa ribollire sotto la cenere del panorama teatrale italiano.

Scopriamo assieme all’interno dell’articolo tutti i dettagli su questi e numerosi altri eventi in programma in questa settimana a Roma.
Buon Teatro con SaltinAria!


TROPPU TRAFFICU PPI NENTI
regia e scene di Giuseppe Dipasquale
adattamento di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
in coproduzione con Teatro della Città di Catania
con Roberta Andronico, Filippo Brazzaventre, Pietro Casano, Valeria Contadino, Federico Fiorenza, Luciano Fioretto, Valeria La Bua, Mimmo Mignemi, Giorgio Musumeci, Luigi Nicotra, Gian Paolo Poddighe, Carlotta Proietti, Ruben Rigillo, Valerio Santi e Giovanni Vasta
costumi Angela Gallaro
movimenti coreografici Donatella Capraro
aiuto regista Paolo Merlini
direttore di scena Carmelo Marchese
disegno luci Umile Vainieri
progetto fonico Franco Patimo

La nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre si apre con TROPPU TRAFFICU PPI NENTI (22 giugno – 2 luglio ore 21.15), uno spettacolo in cui lo scrittore Andrea Camilleri e il regista Giuseppe Dipasquale si sono divertiti a mettere in scena un mistero che si celerebbe dietro la vita e le opere del Bardo. Una serie di coincidenze, infatti, porterebbero a credere che Shakespeare fosse in realtà siciliano e più precisamente un certo Michele Agnolo Florio Crollalanza, di origine quacquera, che, per sfuggire alle persecuzioni religiose, visse tra Messina, Venezia, Verona, Stratford e Londra. Fu autore di molte tragedie e commedie, alcune delle quali sembrano essere la versione originaria di altre ben note opere attribuite a Shakespeare, come "Troppu trafficu ppi nnenti", scritta in messinese, che potrebbe essere l'originale di "Troppo rumore per nulla" di Shakespeare, apparsa 50 anni dopo. Lo spettacolo è in coproduzione con Teatro della Città -Catania.
Il Silvano Toti Globe Theatre è l’unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti, che ne cura la direzione artistica.
La stagione 2017 è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale con la produzione di Politeama srl e l’organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Anche quest’anno nelle sere di spettacolo sarà attivo il Globar.

Note di regia
Michele Agnolo (o Michelangelo) Florio (Scrollalanza dal lato materno) (n. 1564?), di origine quacquera, visse parte della sua vita, sfuggendo alle persecuzioni religiose, nelle isole Eolie, a Messina, a Venezia, a Verona, a Stratford e a Londra. Fu autore di molte tragedie e commedie ambientate nei luoghi suddetti, che dimostrava di ben conoscere al pari della lingua italiana, del teatro italiano e della scena italiana. Alcune sue opere rinvenute sembrano essere la versione originaria di altre ben note opere attribuite a Shakespeare, come "troppu trafficu pì nnenti", scritta in messinese, che potrebbe essere l’originale di "Troppo rumore per nulla" di Shakespeare, apparsa 50 anni dopo. Fuggendo con la famiglia, si trovò a vivere per un certo periodo a Venezia, ove pare che un suo vicino di casa, moro, uccidesse per gelosia la propria moglie. Su ispirazione di questa storia scrisse una tragedia: così come Sheakespeare scrisse successivamente l’Otello. Sempre fuggendo per la persecuzione religiosa, arrivò a Stratford,ove fu ospite di un oste guitto e ubriacone, forse parente della madre, che lo prese a benvolere soprattutto perché gli ricordava il proprio figlio morto, William. L’oste prese a chiamarlo affettuosamente "William". A questo punto bastava tradurre in inglese il cognome della madre (da "Scrolla lanza" o "scrolla la lancia" in "shake the speare" o "shake speare") ed ecco il nuovo cognome "Shakespeare". Nasce così WILLIAM SHAKESPEARE, non più perseguibile come quacquero fuggiasco, ma costretto a tenere il mistero sulla sua vera identità e le sue origini. Forse l’oste suo parente era già uno "Scrollalanza" che aveva tradotto il suo cognome, per cui il compianto figlio, già si era chiamato William Shakespeare. Nelle ricostruzioni biografiche successive il grande drammaturgo verrà ritenuto essere il terzo degli otto figli di John Shakespeare. Venuto improvvisamente dal nulla, senza luogo né data di nascita, ed impostosi prepotentemente, soprattutto a Londra, alla ribalta quale drammaturgo ed attore, genera presto curiosità e scalpore, che lo inducono ad accentuare il mistero, per non essere scoperto dai suoi persecutori.
Se davvero Shakespeare fosse siciliano? Ci piacerebbe, per spirito di patria, poterlo credere, ma la storia, si sa, non la si fa coi se! Tuttavia, immaginiamo una Messina in mezzo al mediterraneo così come Shakespeare se la poteva immaginare: esotica, viva, crocevia di intrighi. Immaginiamola seguendo con le orecchie la parlata di quei personaggi che nel vivo di un dialetto carico di umori e ambiguità, dipana le trame di una vicenda originariamente semplice, ma dai risvolti complicatissimi. Immaginiamo che tutto ciò sia il frutto di un carattere tipicamente mediterraneo, se non propriamente siciliano ed ecco che potremo anche credere, anche solo per una volta, che William Shakespeare, di Stratford on Avon, sia potuto essere quel tale Michele Angelo Florio Crollalanza partito in fuga da Messina. Poiché non c’è nulla di meravigliosamente siciliano che il potere complicare, da un dato semplice, una vicenda fino a farla diventare surreale. Moravia amava marcare con Leonardo Sciascia la differenza tra un siciliano e un milanese: un milanese tende a rendere essenziali anche le cose più complesse, un siciliano, diceva Moravia a Sciascia, rende complicate anche le cose più semplici. Ecco, questo “Troppu trafficu ppi nenti” è il modello eterno di un carattere terribilmente semplice, come quello siciliano, che ama complicarsi l’esistenza in un continuo arrovugliarsi su se stesso.
Merito particolare di questa creazione, la lingua siciliana illustre ricostruita nelle sue scaturigini più nobili, con qualche spazio per la modernità del proverbiare e scelte fonetiche che appaiono insolite oggi, ma che dovevano essere consuete in corti dove il latino era la lingua diplomatica. Solennità di portamento e dizione rotonda per tutti tranne nei riquadri burleschi che il Bardo inframmetteva anche nelle più cupe storie per stemperarne l'amaro. Allora (nell'episodio della ronda notturna) si sprigiona l'umor faceto di tre guardie dai modi levantini, dal linguaggio misto di assonanze orientali e di comiche caricature espressive. Per il resto è teatro di parola, in cui espressioni arcaiche danno lo spessore di una cultura antica di secoli ai più ignota, di avere esitato a montare la macchina degli inganni che poi non vengono neanche mostrati: non casualmente il regista ha proposto la scena del balcone che l'originale riserva a un veloce racconto pur essendo il perno di tutto, falciando invece tra i frondosi dialoghi che talora fanno sfuggire i caratteri.
Lo spettacolo ha debuttato la prima volta nell’anno 2000, all’interno della rassegna Sole-Voci Estate catanese 2000 e al Festival De Théâtre “Atelier” che si tiene ogni anno a Sfântu Gheorghe in Romania. Ha girato in Italia e all’estero. Ospite 2005 del Festival Internazionale Shakespeariano di Danzica, ritorna per la seconda volta, dopo otto anni al Silvano Toti Globe Theatre di Roma diretto da Gigi Proietti.
Giuseppe Dipasquale

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE - Largo Aqua Felix (Piazza di Siena), Villa Borghese (Roma)
Dal 22 giugno al 2 luglio 2017, ore 21.15
Biglietti: Parterre (posti in piedi) intero € 10, ridotto € 8; Palco GOLD: intero € 30, ridotto € 27 (settore non disponibile in prevendita); Palco Centrale Livello 1 e 2: intero € 26, ridotto € 23; Palco Centrale Livello 3: intero € 20, ridotto € 18; Palco Laterale 1 Livello 1 e 2: intero € 22, ridotto € 20; Palco Laterale 2 Livello 2: intero € 16, ridotto € 13; Palco Laterale 3 Livello 1 e 2: intero € 14, ridotto € 12 (visibilità ridotta); Palco Laterale 1 Livello 3: intero € 18, ridotto € 15

Info e prenotazioni: telefono 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00); botteghino Viale Pietro Canonica: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19, nei giorni di spettacolo fino alle 21.15
Sito web: www.globetheatreroma.com

 

PALAZZO VENEZIA - RASSEGNA “IL GIARDINO RITROVATO”

Il “Giardino Ritrovato” è promosso e organizzato dal Polo Museale del Lazio nel più ampio ambito di “ARTCITY - Estate 2017 arte musica spettacoli a Roma e nel Lazio”. Il Polo, diretto da Edith Gabrielli, è l’Ufficio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo che gestisce 43 fra musei e luoghi di cultura situati a Roma e nel Lazio. “ARTCITY - Estate 2017 arte musica spettacoli a Roma e nel Lazio”, è un progetto organico di iniziative culturali. Nato nei musei e per i musei, ARTCITY unisce sotto un ombrello comune oltre 100 iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo. Il programma di ARTCITY coprirà l’intera estate 2017, dal 20 maggio al 21 settembre.
“Una delle sfide sul piano della promozione e della valorizzazione del Museo – dichiara il Direttore Gabrielli – consiste nell’interpretare il luogo, il monumento in termini rispettosi. Per questo insieme al mio staff ci siamo seduti intorno a un tavolo e pensato a un programma site specific, vale a dire a iniziative concepite esattamente per questi luoghi, i nostri luoghi della cultura. Il discorso vale per tutti i luoghi di ARTCITY, compreso naturalmente Palazzo Venezia che in questo modo si apre ulteriormente all’arte e alla cultura”.
La scorsa estate “Il Giardino Ritrovato” ha segnato la rinascita di uno dei palazzi storici tra i più significativi della città, dando il via a un progetto di completo riassetto museologico che ha l’obiettivo di trasformare Palazzo Venezia in un luogo di interazione fra le arti, tutte le arti, nella consapevolezza che la tutela del passato deve andare d’accordo con la produzione culturale nella contemporaneità. Anche in occasione di questo secondo ciclo della rassegna, Palazzo Venezia presenta una serie di importanti novità e inaugura un nuovo percorso di visita che restituisce alla fruizione molte zone prima interdette come l’ingresso da piazza Venezia e gli appartamenti papali. Sono stati inoltre completati alcuni restauri come quello degli affreschi nella sala delle fatiche di Ercole ed altri sono in cantiere, come quello della sala del Mappamondo.
La scelta della rassegna di quest’anno, curata dal direttore del Museo di Palazzo Venezia Sonia Martone e da Anna Selvi, direttore dell’ufficio per il teatro e per la danza del Polo Museale del Lazio, con la collaborazione di Davide Latella, punta sulla dimensione internazionale e sulla commistione tra diversi registri espressivi oltre che un occhio attento all’infanzia e adolescenza. È nella direzione di una classicità rivitalizzata da una estetica contemporanea che si è inteso realizzare questa seconda edizione di eventi artistici. Nomi di indiscusso prestigio a livello europeo e mondiale si affacciano sul palcoscenico dei Giardini portando alla conoscenza dello spettatore le loro opere più preziose che sono state già insignite di premi da parte della critica e del pubblico. Ogni sera, lo spettatore potrà sintonizzarsi con “un’opera d’arte in movimento”, che attraverso i diversi linguaggi – danza, parola, musica, video – ha l’ambizione di portare una consapevolezza maggiore sulla nostra epoca, dialogando con la tradizione e offrendo una salda grammatica dei sentimenti.

Martedì 20 giugno 2017
ALESSANDRO SCIARRONI - “JOSEPH_KIDS”
Danza contemporanea per bambini e adulti
invenzione Alessandro Sciarroni
con Michele Di Stefano e Marco D’Agostin
consulenza drammaturgica Antonio Rinaldi
cura del progetto e promozione Lisa Gilardino
comunicazione Beatrice Giongo
produzione Corpoceleste_C.C.00#
in coproduzione con with Armunia/Festival Inequilibrio
con il sostegno di Marche Teatro- Teatro Stabile Pubblico
in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La scena dei ragazzi

Dopo il grande successo di "JOSEPH", il primo solo di Alessandro Sciarroni, che ha visto la luce nel 2011 e che in meno di due anni è stato presentato in 10 paesi europei all'interno delle più interessanti programmazioni di teatro e danza contemporanea, l'autore torna a riflettere sui meccanismi della creazione scenica ripensando la produzione per il pubblico dell'infanzia. "JOSEPH_kids" vede in scena la presenza di un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. Come nella versione per il pubblico adulto, l'interprete va alla ricerca della sua immagine, che di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Joseph fa le sue scelte davanti ad un pubblico/testimone che riesce a seguire l'evoluzione di questo monologo fisico attraverso una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer. Dapprima serio e rigoroso, il viaggio di Joseph diventa ironico e inaspettato quando l'uomo finge un duello western virtuale, intenso mentre la sua immagine si scompone in una magia di raggi di luce e sorprendente, mentre il suo sguardo perde le sembianze umane fino a diventare alieno. La grande immagine proiettata ingloba in questo percorso tutto il giovane pubblico in sala, con un finale inaspettato. Il lavoro intende porre il pubblico dell'infanzia davanti alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione. "JOSEPH_kids" è uno spettacolo che sa divertire e anche far riflettere, che sa far maturare l'idea di potersi muovere in uno spazio performativo in maniera mai scontata. É un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sè

PALAZZO VENEZIA - Via del Plebiscito 118, Roma
Orario spettacoli: ore 21.00
Nei giorni di spettacolo Palazzo Venezia sarà visitabile anche dalle 19.00 alle 23.30
Biglietti: intero 10€, ridotto 5€ (il biglietto del Museo comprende l’accesso allo spettacolo fino a esaurimento dei posti disponibili); biglietto unico, consente la visita anche di Castel Sant’Angelo con validità 3 giorni: Intero 14€, ridotto 7€
Ciclo di conversazioni “Il nuovo nell’antico”: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Dove Acquistare: Biglietteria di Palazzo Venezia - dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.00; nei giorni di spettacolo anche dalle 19.00 alle 22.30
Acquisto presso tutti i punti vendita Ticketone - Acquisto online: www.gebart.it

Info e prenotazioni: telefono 0632810410
Sul web: http://www.giardinoritrovato.it - www.art-city.it

 

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato
prima nazionale
AFRICABAR
Trenta attori in scena più uno sopravvissuti al deserto, al mare e al teatro
uno spettacolo di Riccardo Vannuccini
dedicato a Hande Kader
con i richiedenti asilo del Progetto Teatro In Fuga: Lamin Njie, Yaya Jallow, Yeli Camara, Lucky Emmanuel, Joseph Eyube, Cedric Musau Kasongo, Alhassane Abdoul Aziz, Christian Ela, Mohamed Harmouche, Seny Sysauane, Kouadio Alfred Koffi, Benoit Kevin Siewe, Bangali Dunbia, Ali Diallo, Ella Sunday, Adnan Ali, Faith Okunbor, Joy Maso, Edith Fostes, Kanae Banou, Bonyagni Elhanji Manoumou, Happy Enohense, Emilie Flore Meniaga, Xubi Jusuf, Sahra Cali, Massa Dabo, Yaya Soumhoro, Idrissa Yaro, Kolimbassa Ousmane, Laura Antonini
e con Eva Grieco, Lars Rohm, Alba Bartoli, Maria Sandrelli, Anna Carlier, Riccardo Vannuccini, Caterina Galloni
produzione ArteStudio con Refugee Theatre Company
testi da Thomas Eliot, Vidiadhar Naipaul, Danilo Kis, William Shakespeare, Ingeborg Bachmann, Zbigniew Herbert, Clarice Lispector
scene e costumi Maram Al Jaburi e Yoko Hakiko
luci Paolo Meglio
colonna sonora Rocco Cucovaz
musiche di Underground Youth, Pogues, Simeon Holt
assistente alla regia Valentina Lamorgese
coordinamento Teatro in Fuga per Programma integra Laura Antonini
coordinamento Teatro in Fuga per Armadilla s.c.s. Onlus Monica Di Vico

In occasione della giornata del rifugiato il Teatro di Roma accoglie dal 22 al 24 giugno (ore 21) al Teatro Argentina “AFRICABAR”, una produzione ArteStudio con Refugee Theatre Company, spettacolo nato nell’ambito del progetto TEATRO IN FUGA e dedicato alla questione cruciale del nostro tempo, il fenomeno delle migrazioni forzate. Trenta attori in scena, più uno, sopravvissuti al deserto, al mare, ai fucili e al teatro per dar vita a un reportage in forma di appunti scenici, a una performance che vuole essere un manifesto di conoscenza e aprire una finestra sulla tematica sempre più attuale delle migrazioni forzate.

Dopo i precedenti “Sabbia” e “Respiro”, lo spettacolo “AfricaBar” conclude la “Trilogia del Deserto” di Riccardo Vannuccini. La performance si pone come l’esito del laboratorio teatrale che ArteStudio ha condotto in collaborazione con Programma integra. I rifugiati, nella nuova veste di attori, costruiscono uno spettacolo ricco di suggestioni, mescolando tradizioni, usi, religioni, razze, richiamando una forte partecipazione immaginativa dello spettatore, così da rendere il “teatro” strumento di conoscenza, mezzo per indagare il nostro tempo presente. “Africabar” è una mappa ambivalente: traccia di un di-verso modo di vedere le cose del mondo come fossero sempre l’uno e l’altro assieme: il bianco e il nero, il cielo e la terra, la materia e la musica. “Un teatro simbolico, soprattutto improduttivo – racconta Riccardo Vannuccini – Esercitazione a mano libera, dizionario disorientato, favola e delirio al tempo stesso. In “Africabar” il racconto è una giocosa fluttuazione di cosa in cosa, da questo a quello, da locale a straniero, da maschio a femmina senza mai determinare o dividere le figure. Cerchiamo di evitare la rap-presentazione, la re-citazione dei modelli in uso commerciali, economici; vogliamo riconsiderare l’essere nell’ apertura al suo molteplice, dove una sola scena è simbolo di più accadimenti che si aprono a infinite combinazioni Un teatro che accetta il rischio dell’inconcludenza, che non si inserisce in un ordine prestabilito, e che mette in prova uno scambio fra attore e spettatore reso possibile dal fatto che il corpo non è solo un organismo, un fotogramma, ma il punto di raccolta di un racconto. Cosa può diventare oggi il teatro? Inventare cronache inventate al contrario della comunicazione. Diventare un’azione simbolica che lega in maniera disordinata e necessaria l’Uomo alla Città, la Terra al Cielo, l’Uomo all’Altro Uomo. Un teatro non discorsivo, che non risponde a interrogazioni promosse dall’ordine semantico: un teatro demente o eccedente che dir si voglia. Non sono i dati che ci fanno comprendere la realtà, ma la fantasia con la quale riusciamo a combinarli. La fantasia non è una stravaganza ma una capacità percettiva. La fantasia dello spettatore è libera di giocare e di combinare le scene, le musiche, i corpi. La nostra azione scenica si conclude nel suo stesso apparire, non c’è rimando a nessun supremo, fosse il testo letterario o il comune sentire. Non assisterete dunque ad alcuna recita drammatica, non ci sono racconti o personaggi dove ogni attore fa finta di essere qualcun’altro. “Africabar” non è uno spettacolo ordinato ma disordinato, non c’è nessun messaggio, nessun filo conduttore. Il teatro è inteso come metonimia della vita, azione scenica che supera l’esistenza: l’attore non dice e non riferisce ma significa e canta. Le scene sono semplicemente dei pezzi, Stück, e lo spettacolo è un edificio in rovina, deliberatamente esposto al vento e all’acqua, alle intemperie della scena. “Africabar” è la prova disperata autentica ultima e sciocca dell’impossibilità possibile.”

Giovedì 22 giugno, prima dello spettacolo, saluti istituzionale di Alessandra Morelli Delegato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e Angelo Trovato Prefetto della Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo.

Nota biografica 
Riccardo Vannuccini, Roma 1956, è regista teatrale e cinematografico, autore, attore e studioso delle problematiche dello spettacolo. Ha debuttato in teatro nel 1978 al Festival dell’Avanguardia di Roma, dove erano presenti, tra gli altri, Carmelo Bene e Leo De Berardinis. Ha collaborato con Luca Ronconi, Peter Stein, Vittorio Gelmetti, Renato Mambor. Presenta progetti e spettacoli a Roma al Teatro Argentina (“Respiro” e “Sabbia”), al Palladium (“Femmina”), al Teatro Eliseo (“Come Scimmie fra gli alberi”), al Teatro India (“Oresteia”, “No Hamlet Please”), al Festival dei due Mondi di Spoleto (“Las Meninas”) e a Teheran, Amman, Beirut, Berlino.
Ha realizzato il lungometraggio “Scimmia – autobiografia di R.C.”, è ideatore e curatore di mostre, installazioni e progetti site-specific (Palazzo Venezia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Museo MACRO).
Sugli spettacoli di Riccardo Vannuccini hanno scritto tra gli altri: Jean Paul Manganaro, Maurizio Grande, Carlo Sini, Giovanni Bollea, Pietro Montani, Florinda Cambria, Katia Ippaso, Fabrizio Deriu. Riccardo Vannuccini è direttore artistico di ARTESTUDIO e con il progetto TEATRO in FUGA realizza spettacoli e laboratori di arti sceniche anche in zone di guerra.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, Roma
Dal 22 al 24 giugno 2017 ore 21
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Durata spettacolo: 70’ senza intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

QUANDO NON SO COSA FARE COSA FACCIO?
azione performativa di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
e con Francesca Cuttica e Davide Grillo
collaborazione artistica di Valerio Sirna
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale

Camminare senza una meta precisa lungo un quartiere di Roma ascoltando un flusso ininterrotto di riflessioni, racconti, piccole osservazioni, che da quel paesaggio partono e ritornano, come se fosse da fuori che arrivano i pensieri, mostrando come il nostro vissuto sia continuamente intrecciato con l’esterno. "QUANDO NON SO COSA FARE COSA FACCIO?" è l’azione performativa di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che, dal 19 al 24 giugno (ore 18.45), per il terzo anno consecutivo, accompagneranno un piccolo gruppo di spettatori dal Teatro India lungo viale Marconi: negozi di ultima generazione e vecchie botteghe artigiane, panchine abitate da vecchi del quartiere e parchi popolati da bambini di tutte le etnie, antri, parcheggi e facciate nascoste degli imponenti palazzi.

Gli spettatori, muniti di cuffie e guidati da Antonio Tagliarini, seguono Daria Deflorian che come spesso nel percorso di questa coppia artistica si muove in bilico tra racconto autobiografico e restituzione di una figura. Una figura che questa volta è stata rubata al nostro migliore cinema: Adriana, la giovanissima protagonista di uno dei capolavori del cinema italiano, "Io la conoscevo bene" di Antonio Pietrangeli. Un film del 1965, interpretato da una indimenticabile Stefania Sandrelli. Adriana lascia il suo paese per raggiungere Roma ed è proprio nell’allora modernissimo quartiere Marconi che viene ad abitare con l’aspirazione di farsi strada nel mondo dello spettacolo. Lo stesso regista la descriveva come “ingenua, remissiva, spontanea, dice tutto quello che pensa e forse per questo parla così poco”. E aggiungeva: “ha una capacità di immobilità pari a quella di un sasso”. Il film è di una radicalità sorprendente e di un’attualità sconcertante. Con Adriana per la prima volta nel cinema italiano emerge un personaggio (apparentemente solare, leggero) che non è molto diverso da una “cosa”, adagiata in un puro presente senza sviluppo, sottoposta alle intemperie del mondo che la portano a morire. Se le cose negli anni del boom si trasformano in merci, oggetti di consumo, le persone seguono lo stesso destino, sembra dire con lungimiranza Pietrangeli.
La performance - produzione Teatro di Roma - gioca con il linguaggio cinematografico, anche grazie agli ‘esterni’, con inquadrature che ricordano il primo piano e altre il campo lungo, grazie alla vicinanza della voce che arriva in cuffia agli spettatori. Il copione è fissato, ma la realtà è mutevole e il gioco si arricchisce dei mille imprevisti di una camminata a cielo aperto. "Quando non so cosa fare cosa faccio?" grazie alla figura di Adriana porta alla luce quella zona di intimità che è quel muoversi a vuoto, estenuante a volte, ma il più delle volte illuminante, che tra noi chiamiamo “cincischiare”. Dove andiamo quando finalmente smettiamo di produrre? Si aprono paesaggi reali e paesaggi della mente. Ha detto Werner Herzog in una intervista: “Ho la capacità di guardare fuori dalla finestra per giornate intere, anche quando fuori non succede niente. Posso sembrare catatonico, ma dentro di me non lo sono affatto. Magari nella mia anima stanno infuriando delle tempeste”.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 19 al 24 giugno 2017
Oraro spettacoli: ore 18.45 (appuntamento al Teatro India alle ore 18.30)
Durata spettacolo: 1h15’ (massimo 30 spettatori a replica - si consiglia di indossare scarpe comode)
Prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 7 euro, ridotto operatore 5 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”
Saggio del II anno del Corso di Recitazione
IL CAVALIERE DEL PESTELLO ARDENTE
di Beaumont e Fletcher
drammaturgia e regia di Lorenzo Salveti
scene Bruno Buonincontri
costumi Santuzza Calí
con Francesca Astrei, Matteo Berardinelli, Maria Chiara Bisceglia, Caterina Bonanni, Alessandro Businaro, Dario Caccuri, Chiacchiararelli Simone, Romina Colbasso, Carolina Ellero, Lorenzo Guadalupi, Silvia Gussoni, Domenico Luca, Ignazio Sergio Maniscalco, Francesca Melluso, Marco Valerio Montesano, Ada Nisticò, Tommaso Paolucci, Francesco Vittorio Pellegrino, Nika Perrone, Francesco Pietrella, Rebecca Sisti, Aron Tewelde
allievi registi Tommaso Capodanno, Paolo Costantini, Marco Fasciana
assistente alla regia Alfredo Calicchio
costumista Assistente Paola Tosti
assistenti Costumisti Sofia Colli, Claudia Palomba

Come materia di studio per il saggio del II anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Lorenzo Salveti ha scelto un testo elisabettiano poco frequentato e raramente rappresentato in Italia, “Il Cavaliere del Pestello Ardente”, scritto a quattro mani da Francis Beaumont (1584-1616) e John Fletcher (1579 -1625). Un testo che in chiave ironica e divertita racconta le peripezie di un gruppo di giovani attori che affrontano, armati solo di immaginazione e buona volontà, i ‘guai’ di un allestimento teatrale e le ‘grane’ impreviste che nascono dalle ‘pretese’ di un pubblico esigente.
Londra, 1607, una Compagnia di ragazzi, i “Children of the Queen’s Revels”, s’appresta a rappresentare la propria commedia, ma nel pubblico si nasconde un’insidia. Un droghiere e sua moglie irrompono sul palcoscenico, interrompendo lo spettacolo. Esigono che, in rappresentanza della Confraternita dei Droghieri, il loro apprendista Ralph venga inserito nella trama.
Elmo, scudo, e lancia in resta, Ralph improvviserà la parte di un cavaliere errante armato di un ‘pestello ardente’, il simbolo dei Droghieri. Proteggerà vedove abbandonate, correrà in soccorso di innocenti fanciulle, visiterà castelli incantati, abbatterà mostri e giganti: “e che si possa dire a gran voce che tutte le dodici Compagnie di Londra messe insieme non valgono l’abnegazione, la generosità, il fegato di noi Droghieri!”.
Sconcerto e disperazione degli attori della Compagnia. Proteste. Confusione e scompiglio nella trama.
Ma, la storia va avanti. “Una storia si può sempre cambiare, che diavolo!”, o almeno, può essere contaminata, in nome della gioia condivisa e del divertimento: “Imparino da noi, quelli che sono malati di tristezza, a serbare la fronte spianata e gli occhi ridarelli. Mancasse anche un’ora sola alla morte, ripetete con noi: VIVA L’ALLEGRIA!”.
Firmato, Beaumont e Fletcher, i due ‘dioscuri’ del teatro elisabettiano, compagni d’avventure nella vita e sulla scena, autori di leggeri e briosi dosaggi di esuberanti passioni, di mirabolanti invenzioni eroicomiche e di burlesche variazioni.
Bambini che giocano e si divertono; o uomini che si sono fatti bambini, arretrando dall’età delle pesanti responsabilità, all’età della spensierata baldanza. Cavallo di legno, cimiero in testa, spade in mano: e il mondo è mio.
Il saggio sarà rappresentato a Roma nel parco di Villa Piccolomini (Via Aurelia Antica 164) dal 21 al 25 giugno alle ore 18.
Una seconda edizione dello spettacolo, appositamente ideata per i Giardini della Casina dell’Ippocastano, verrà replicata a Spoleto dal 3 al 6 luglio, alle ore 18, in occasione del Progetto Accademia European Young Theatre 2017, nell’ambito di Spoleto 60 Festival dei Due Mondi.

VILLA PICCOLOMINI - Via Aurelia Antica 164, Roma
Martedì 20 e mercoledì 21 giugno 2017 ore 18
Giovedì 22 e venerdì 23 giugno 2017 ore 10
Posti limitati. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti

Info e prenotazioni: telefono 366.6815543 (ore 10-13 e 15- 17, domenica esclusa)
Sito web: www.accademiasilviodamico.it

 

NOpS Festival al Teatro Tor Bella Monaca | IX edizione

Si apre il 19 giugno la IX edizione del Nops Festival. Una settimana dedicata ai giovani e alla loro crescita, sia attraverso il confronto con gli addetti al settore, sia nell’incontro con il territorio. Il Nops Festival è un luogo di scambio dove i gruppi e le realtà artistiche emergenti possono sostare nel corso del loro viaggio, per conoscersi e farsi conoscere, confrontarsi, esplorare e arricchirsi. In breve, è un tentativo di piantare il seme di quella che potrebbe e dovrebbe diventare una comunità giovane, dinamica, in costante condivisione, che possa ribollire sotto la cenere del panorama teatrale italiano. Per la prima volta il NOpS viene integrato con il premio del pubblico, dando la possibilità ad ogni spettatore presente in sala di dire la propria opinione. La giuria avrà anche una sezione giovane con una rappresentanza dei ragazzi del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca che hanno partecipato durante l’anno al laboratorio teatrale del Teatro. Punti di vista ed età diverse che si incontrano per individuare una direzione comune per il futuro.

Lunedì 19 giugno
CHIUSI FUORI
di Giacomo Buonafede
regia di Sarah Sammartino
con Giacomo Buonafede, Piergiorgio Maria Savarese e Alessandro Cicone
Marinterni | I Nuovi Scalzi
NOpS Festival | Nogu Teatro

Due detenuti, A ed F, compiono la loro fuga dal carcere con l’obiettivo di rispedire i sogni scritti ai compagni carcerati. La polizia penitenziaria infatti, proibisce la condivisione di questi sogni. Nel loro percorso riscoprono scenari dimenticati – mare, bosco, dirupi ecc. – e attuano il piano per compiere il loro obiettivo. Ad un passo dalla realizzazione del loro sogno si spengono i riflettori e si svela la realtà dei fatti…

Martedì 20 giugno
IMPROVVISAMENTE ALICE
Liberamente ispirato a “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll
Scritto e interpretato da Giulia Canali
Regia di Franca Tragni
Luci di Lucia Manghi
Musiche e suoni di Patrizia Mattioli
Registrazioni a cura di Caffettino Area
con le voci di Leonardo Bianconi, Aurelia Cipollini e Leo Ventura
NOpS Festival | Nogu Teatro

Camilla è un’ipotetica ragazza che per una scommessa si mette in viaggio, ma un imprevisto la ferma in un’ipotetica stazione. Improvvisamente il suono della noia accende un ricordo. Un ricordo lontano, forse mai vissuto, forse raccontato o forse solo un sogno? Tutto improvvisamente accade. Ti ritrovi a inseguire un Coniglio Bianco, a parlare del tempo con il Cappellaio Matto, a chiedere informazioni a un Gatto e a scappare da una Regina che taglia teste. Alla ricerca di chi sei.
In coproduzione con Europa Teatri.

Giovedì 22 giugno
L’INCIDENTE | Io sono già stato morto
di Francesco Aiello
con Giulia Pera, Francesco Rizzo e Gianluca Vetromilo
Teatro Rossosimona
NOpS Festival | Nogu Teatro

Francesco è un ipocondriaco, che preferisce rifugiarsi nelle proprie paure anziché prendere di petto la situazione e chiarire con sé stesso cosa ci sia realmente alla base della sua fobia. Il letto e la sua stanza sono il limbo nel quale si trova prigioniero, nonostante le insistenze delle persone che gli stanno intorno. Cos’è, allora, che lo tiene inchiodato al letto, terrorizzato da un esame medico che, per altri, è routine? Il viaggio interiore del protagonista lo porterà a capire qualcosa in più di sé e a fare pace, forse solo momentaneamente, con i suoi fantasmi.

Venerdì 23 giugno
IL TRIANGOLO NO…NON È MAI STATO COSÌ QUADRATO!!!
con Alessia Francescangeli, Riccardo Giacomini e Matteo Montaperto
regia di Riccardo Giacomini
Due e Mezzo
NOpS Festival | Nogu Teatro

Ramon rientra a casa dal lavoro e scopre che sua moglie Maria è in compagnia del suo ex Pedro. Ne nasce una discussione furibonda, durante la quale accadono fatti alquanto strani. I tre iniziano, infatti, a perdere il controllo di ciò che dicono o fanno, come se la loro volontà fosse manovrata da qualcun altro. La lite amorosa viene accantonata e i tre, unite le forze, cercano di capire quale sia l’origine di questo clamoroso scompiglio. Chi si sta divertendo a sconvolgere la vita dei tre amanti?

Sabato 24 giugno
IL DIARIO DI MIA FIGLIA
di Federica Cucco
con Agnese Lorenzini e Ilaria Manocchio
regia di Cristiano Vaccaro
NOpS Festival | Nogu Teatro

“Sei mia figlia, non c’è niente di te che non abbia già visto. Tranquilla, la sotto siamo tutte uguali”. Una giornata, probabilmente una mattina di domenica. Il momento subito dopo la colazione. Troppe cose lasciate a metà e un provino importante che toglie spazio, che occupa i pensieri portando altre mancanze. Il bianco e il nero. Lo spazio e il vuoto. Un equilibrio che sembra non volere arrivare mai. Una camera da letto di una bambina, di una donna. Parole non dette, respiri a metà. Una piccola finestra su un rapporto che danza tra l’infinito e l’oblio. Una madre e una figlia, una figlia che a volta è madre per entrambe. Un continuo scambio di ruoli che porta squilibrio in quella piccola cameretta rosa. Un diario, letto da occhi diversi. Ricordi di un amore che ormai è finito ed è lontano, scandendo comunque ogni pensiero. Un finale freddo, fastidioso, non conclusivo. La storia di una madre, di una figlia e di un diario sul mondo.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, Roma
Dal 19 al 24 giugno 2017 ore 21
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


IL TEATRO CHE DANZA
dal 13 giugno al 15 luglio e poi dal 19 al 27 settembre
11 creazioni per 20 rappresentazioni e 12 coreografi tra autori affermati della scena come Giorgio Rossi, Enzo Cosimi, Cristina Rizzo, Roberto Castello, Ariella Vidach, Silva Rampelli e figure emergenti come Salvo Lombardo, Joao Garcia Miguel con Lara Guidetti, Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán

La danza torna con un cartellone ancora più ricco e articolato al Teatro di Roma con IL TEATRO CHE DANZA, vetrina sulla coreografia contemporanea giunta alla terza edizione che, dal 13 giugno al 15 luglio, con ripresa dal 19 al 27 settembre, accoglierà nomi d’eccellenza e giovani autori/coreografi sui palcoscenici di Argentina e India.
Una finestra da sempre aperta alla creatività, alle plurali forme della performance di oggi, alle nuove tendenze del teatrodanza, che quest’anno conta 11 creazioni per un totale di 20 rappresentazioni e 12 coreografi a firmare il cartellone, tra autori affermati come Giorgio Rossi, Cristina Kristal Rizzo, Roberto Castello, Ariella Vidach, Silva Rampelli, Enzo Cosimi e figure emergenti come Salvo Lombardo, Joao Garcia Miguel con Lara Guidetti, Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán.
Un vero e proprio viaggio coreografico che racconta e riporta sulla scena realtà e visioni differenti, segni di orizzonti culturali e geografici lontani, grazie alla presenza di coreografi e interpreti provenienti da diversi paesi europei e del mondo, molti dei quali under 35, segno della vitalità di un linguaggio pronto a raccogliere e restituire stimoli, paesaggi, ambienti diversi. Coreografie che non sono punti di arrivo, ma indagini in corso. Filo comune delle creazioni è l’indagine sul movimento nello spazio, in particolare quello sviluppato dall’incontro fra i diversi performer: la relazione fra gli individui, e dunque la varietà dei sentimenti che gli incontri innescano, è uno dei temi di ricerca degli autori in programma.
Apre Giorgio Rossi, fondatore e direttore artistico di Sosta Palmizi, che il 13 e il 14 giugno al Teatro Argentina presenta "Sulla felicità" interpretata da 11 giovani danzatori che si interrogano su cosa sia oggi la felicità, intesa come scoperta fisica, personale, emotiva, ritratta scucendo i confini sociali, generazionali, culturali o di genere.
Il 17 e il 18 giugno è la volta di Jayachandran Palazhy, direttore dell’Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore, sul palcoscenico dell’Argentina con "Bhinna Vinyasa", arte e letteratura si fondono con ricordi di esperienze vissute, frammenti di sogni, mutazioni ambientali, migrazioni, su una partitura sonora realizzata dal compositore tedesco Martin Lutz mixando paesaggi elettronici alla musica carnatica dell’India Meridionale.
La rassegna si sposta al Teatro India, il 22 e il 23 giugno, con Salvo Lombardo, già proposto lo scorso anno con "Casual Bystanders", è qui impegnato in una creazione internazionale che coinvolge 6 danzatori, in arrivo da Italia, Lituania, Cina, Russia, Spagna. "Twister" attinge al vissuto e alle memorie dei 6 interpreti, coinvolti nella costruzione di una comunità temporanea dove scambiare le proprie esperienze in uno spazio che da privato si fa pubblico.
Ad arricchire l’offerta sul contemporaneo, Cristina Kristal Rizzo, importante presenza internazionale già fondatrice di Kinkaleri, il 4 e il 5 luglio all’India, con "Prélude", una danza d’ensemble con 7 performer di diversi paesi europei: una composizione astratta in continuo farsi e disfarsi, con l’ensemble che diviene corpo unico in movimento.
Il 6 e il 7 giugno ancora innovazione sul palcoscenico dell’India con il portoghese Joao Garcia Miguel che firma "Skies", un assolo costruito per la danzatrice e coreografa Lara Guidetti, coprodotto dalla compagnia italiana Sanpapié e dalla compagnia portoghese dello stesso Garcia Miguel. Un solo ispirato alle Baccanti di Euripide nel quale si indaga la vita e la morte, la distruzione e la rinascita del divino che è in ogni essere umano. A partire dalla unione di Eros e Thanatos prende corpo una fisicità intensa, spasmodica, lirica ed energica allo stesso tempo.
Sulla scena non mancherà l’irriverenza e l’originalità di Roberto Castello con la sua ultima coreografia, "ALFA-appunti sulla questione maschile", con 5 danzatori impegnati in una partitura che mescola parole, movimento e musica live, e che indaga l’identità maschile e la sua costruzione, 11 e 12 luglio all’India.
Le danzatrici e coreografe Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán, la prima italiana, la seconda di origini cilene, firmano "Mash", 7 e 8 luglio all’India. Con il termine MashUp, in ambito musicale si indica una composizione realizzata miscelando fra loro due o più samples, in modo libero, attraverso l’appropriazione e la manipolazione degli elementi. "Mash" applica, in parte, lo stesso processo nel territorio coreografico, per creare una nuova dimensione relazionale ibrida, dinamica.
"Che ne resta di noi?" è partitura fisica, senza parole, diretta dalla coreografa Claudia Casolaro, che interrogherà gli spettatori del Teatro Argentina il 12 luglio attraverso 6 figure umane in movimento su una scalinata che non porta ad alcun cielo. Una drammaturgia che non segue un filo narrativo, ma procede per associazioni poetico-musicali maturato durante un processo di improvvisazioni del gruppo di lavoro Estia Teatro (Carcere di Bollate), guidato dalla regista Michelina Capato, da Claudia Casolaro e dall’allenatrice del senso teatrale Matilde Facheris.
Il 14 e il 15 luglio al Teatro India appuntamento con Ariella Vidach, coreografa attiva a Milano da molti anni, che indaga da sempre con Claudio Prati il rapporto fra tecnologie robotiche e il movimento umano. "Temporaneo Tempobeat", interpretato da 5 danzatori, perlustra la dialettica fra movimento e suono, a partire dalla vocalità come estensione dell’azione, approdando a gesti che sono pure sintesi, grazie anche all’utilizzo dei media interattivi.
Appuntamento a settembre con "Euforia" di Silvia Rampelli, coreografa di Habillé d’eau, in prima nazionale con Alessandra Cristiani e Eleonora Chiocchini, il 19 settembre al Teatro India. A danzare è lo spazio che si trasforma nella fusione tra movimento, suono, immagine, mentre la voce che irrompe è una ferita che non spiega, non commenta, ma suggella uno spettacolo che può essere letto solo come viene vissuto.
Chiude la rassegna, il 26 e 27 settembre al Teatro Argentina, Enzo Cosimi, coreografo regista tra i più autorevoli della scena, con l’ultimo atto della trilogia Sulle passioni dell’anima: "Thanks for Hurting" Me indaga l’esperienza emozionale e sensoriale del dolore che può trasformarsi in occasione di transito da stati d’animo diversi e farsi momento di purificazione.

CALENDARIO - IL TEATRO CHE DANZA
13 • 14 giugno _ Teatro Argentina
SULLA FELICITÀ _ Giorgio Rossi
17 • 18 giugno _ Teatro Argentina
BHINNA VINYASA _ Attakkalari Centre for Movements Arts Bangalore
22 • 23 giugno _ Teatro India
TWISTER _ Salvo Lombardo
4 • 5 luglio _ Teatro India
PRÉLUDE _ Cristina Kristal Rizzo
6 • 7 luglio _ Teatro India
SKIES _ João Garcia Miguel
7 • 8 luglio_ Teatro India
MASH _ Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán
11 • 12 luglio _ Teatro India
ALFA - appunti sulla questione maschile _ Roberto Castello
12 luglio _ Teatro Argentina
CHE NE RESTA DI NOI? _ Claudia Casolaro
14 • 15 luglio 2017 _ Teatro India
TEMPORANEO TEMPOBEAT _ Ariella Vidach
19 settembre _ Teatro India
EUFORIA _ Silvia Rampelli
26 • 27 settembre 2017 _ Teatro India
THANKS FOR HURTING ME _ Enzo Cosimi

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, Roma
TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, replica del 7 luglio di “Skies” ore 20
Biglietti: intero 15 €, ridotto 12 €
Card IL TEATRO CHE DANZA: 6 ingressi 48 € validi per uno o più spettatori anche per un solo spettacolo

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

Compagnia Atacama presenta
MIGRANTI
nuova produzione 2017
concept, coreografia, regia Patrizia Cavola - Ivan Truol
con Compagnia Atacama
musiche originali Epsilon Indi
costumi Medea Labate - Arianna Pioppi
disegno luci Danila Blasi
produzione Atacama
con il contributo di MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Dipartimento Dello Spettacolo
residenze La Scatola Dell’Arte

Il progetto coreografico si pone l’obiettivo di andare a sondare, attraverso la creazione artistica, le migrazioni, la mobilità, l’integrazione, la diversità culturale, i conflitti e le contraddizioni che ne derivano. Esplorare il concetto di mobilità, movimento interno ed esterno, del singolo e dei gruppi, direzioni e flussi migratori, spostamenti liberi e indotti, invasioni.

Atacama
La compagnia Atacama nasce nel 1997 fondata da Patrizia Cavola, coreografa e danzatrice, e da Ivàn Truol, coreografo, danzatore, attore. Da ottobre 2009 la compagnia ha residenza artistica presso La Scatola dell’Arte di Roma, centro di formazione e produzione Gestione e Direzione Artistica di Patrizia Cavola e Ivan Truol.
Atacama è sostenuta e riconosciuta dal MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo- Dipartimento dello Spettacolo.
Nel 2007 la compagnia ha ricevuto il Premio “Teatro” Città di Aversa 2007, Premio Speciale Compagnia Vincitrice, con lo spettacolo “Istruzioni per rendersi infelici”.
Il video dello spettacolo “La Cama” ha vinto il primo premio al CONCORSO NAZIONALE VIDEOMAKERS FIORIdiTESTA 2007, è stato selezionato in concorso nell’edizione 2003 del Coreografo Elettronico, finalista al Film Festival di Lenola nel 2003 ed ha vinto il primo premioper la migliore colonna sonora alSangiòFilmFestival nel 2004.
Atacama e’ socio AIDAP comparto Produzione all’interno di AGIS FEDERDANZA.
Parallelamente i due coreografi svolgono attività di formazione e tengono seminari in varie città d’Italia. A Roma hanno insegnato presso il Duncan 3.0, LaScatola dell’Arte, il DAF, l’AIAD Accademia Internazionale di Arte Drammatica Teatro Quirino Vittorio Gasman, la Q Academy Nuova AccademiaInternazionale Arte Drammatica Teatro Quirinetta, Accademia Arte Drammatica Cassiopea e presso lo I.A.L.S. Istituto Addestramento Lavoratori dello spettacolo, tenendo seminari di formazione per professionisti. Nel 2010 sono stati invitati ad insegnare presso l’Institutode Estudios Secundarios de la Universidad de Chile. Nel 2014 sono docenti ospiti presso il liceo Coreutico di Teramo.
Nel 2011, nel 2012 e nel 2013 Atacama partecipa al progetto “In scena diversamente insieme”, a cura di Alvaro Piccardi, con finalitàdi integrazione sociale di categorie a rischio di emarginazione, realizzato dal Teatro Quirino – Vittorio Gassman e la Fondazione Roma Terzo Settore, in collaborazione con L’Ass. Sosta Palmizi, con tre laboratori di teatro danza, ideati e condotti da Giorgio Rossi e da Ivan Truol che hanno portato alla creazione di tre spettacoli finali, andati in scena a Roma al Teatro “Quirino – Vittorio Gassman”, il 28 settembre 2011, l’11 giugno 2012 e il 6 giugno 2013.
Atacama cura la Direzione Artistica per la Danza della stagione 2013/2014 e 2014/2015 del Teatro Tor Bella Monaca di Roma – Direzione Artistica di Alessandro Benvenuti, parte della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, e della stagione 2016/2017 del Teatro Tor Bella Monaca di Roma – Direzione Artistica di Alessandro Benvenuti, parte dei Teatri In Comune.
Atacama è luogo di studio, ricerca, sperimentazione e creazione.
Il lavoro di creazione è indissolubilmente legato alla elaborazione di un personale codice coreografico, stile di danza e poetica espressiva. L’indirizzo della ricerca di Atacama è quello della costruzione di un teatro fisico, che si situa in una zona di confine, multidisciplinare, dove il movimento e la danza, l’espressione vocale, il testo, la musica e quale altra forma artistica si riveli necessaria durante la creazione, interagiscono e si integrano.
L’interesse è per la commistione dei linguaggi.
Al centro è il corpo con tutte le sue possibilità espressive. Il nostro modo di praticare la danza non equivale alla riproduzione di un codice prestabilito o di una tecnica acquisita, al contrario mira alla creazione di un linguaggio, continuamente in divenire, attraverso la ricerca, la sperimentazione e anche alla commistione delle diverse tecniche di danza e di altre pratiche fisiche. Particolare attenzione poniamo allo studio e alla ricerca delle “qualità” del movimento. Ci interessa che il movimento sia veicolo di significato.Ci interessa percorrere la scrittura del movimento dall’immobilità e dall’essenzialità di un gesto minimo alla energia necessaria e al rischio insito in un movimento d’alto livello atletico, coniugare il quotidiano con l’acrobatico.
Si ricerca una maniera di danzare che sia espressione dell’essere, che sia accesa dallo scorrere del sentire, che sappia comunicare, turbare, infiammare.
Si ricerca un teatro dell’agire, che si basi sulla forza degli interpreti, sulla qualità della loro presenza, del loro lavoro fisico.
Elemento essenziale della ricerca è il rapporto con la musica che nasce dall’incontro con il compositore Sergio De Vito e il gruppo Epsilon Indi, che ha dato vita ad una lunga e fruttuosa collaborazione.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, all'angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca, 00133 Roma
Venerdì 23 e sabato 24 giugno ore 21, domenica 25 giugno ore 18
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotorbellamonaca.it - www.teatriincomune.roma.it

 

HOME THEATER 46
PAZZO AD ARTE
con Giuseppe Pestillo
Liberamente tratto dall’ “Amleto” di William Shakespeare

Posso prendere un qualunque spazio e chiamarlo teatro”. Peter Brook

Siamo liete di invitarvi alla prima di Home Theater 46, il 23 giugno alle ore 20.00. Primo appuntamento creato da Production46, una produzione privata, nata per promuovere, diffondere e incoraggiare la vera cultura, quella che rende possibile l'evoluzione personale, a cui potrebbe seguirne una collettiva. Perché per trasformare la società in cui viviamo non c'è bisogno di dare aiuto, ma di eliminare la violenza attraverso l'educazione, la bellezza e la buona arte, quella che rende più accessibile e divertente la conoscenza del proprio universo, nonché l'esplorazione del mistero della vita. Ricerche necessarie affinché l'essere umano possa definirsi tale. “Non date aiuto, cambiate il mondo”, scriveva Bertolt Brecht.
È quindi sposando questi nobili ideali- utopici solo se sprovvisti di determinazione e competenza - che ci siam poste l’obiettivo di promuovere cultura di qualità e in generale attività che mettano al centro l'uomo e il suo infinito potenziale. Non solo promozione però, ma anche creazione, organizzazione, e la pronta capacità di offrire soluzioni "a base d'arte" impacchettate ad hoc. Nello specifico, Home Theater 46 si colloca all’interno di uno spin-off dedicato alla produzione di format originali, innovativi e studiati per divertire mentre si diventa migliori.

Gli ospiti saranno protagonisti di un’esperienza culturale e culinaria, curata e ricercata, in un clima di festa ed informale; dove (per questa prima) l’ospitalità delle organizzatrici farà da cornice alla gustosa cucina della Lady Chef Anna Martini e allo spettacolo teatrale “Pazzo ad Arte” di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo, che propone una reinterpretazione inedita dell'Amleto di W. Shakespeare.
Unico interprete, Pestillo, darà vita ad un dialogo in cui i vari personaggi dell’Amleto che si susseguono, scelgono un interlocutore, per quella che potrebbe essere definita una “conversazione a una sola voce”. Lo spettatore quindi, avvolto in un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, viene immerso nel vivo dello spettacolo, assistendo ad una performace che accorcia le distanze e avvicina la sacralità di una pietra miliare del teatro al quotidiano e alla convivialità di tutti i giorni.
L’idea del format è quella di condividere insieme un luogo sospeso, accogliente, contenitore di un incontro unico. La magia del buon teatro incontra la gioia e il gusto dell’arte culinaria e del vino, all’interno di un elegante spazio casalingo.
Home Theater 46 si trova a Roma e l’indirizzo preciso verrà comunicato privatamente solo dopo la prenotazione.

Di seguito i dettagli.

Menù:
-Cestini di panzanella romana (con pachino, cipolla di Tropea, olive taggiasche, basilico, pane agli 8semi, mozzarella)
-Mini Kirsh (con uova, bacon, porro, panna e scamorza affumicata)
-Pasta fredda alla norma (con pomodorini freschi, melanzane fritte, ricotta di bufala e basilico)
-Cous Cous di verdure (con carne o senza)
-Farro caldo con fonduta di gorgonzola, noci e pere
-Bruschette vegetariane (con salse fatte in casa)
-Vassoi di formaggi misti e affettati, con uva pere e noci
-Crumble ai frutti di bosco
-Spicchi freschi di cocomero
Ad accompagnare i piatti: sangria bianca e rossa; vino bianco e rosso da cantine selezionate

Qualche nota in più sullo spettacolo:
L'opera, nata per omaggiare il grande drammaturgo inglese in occasione del IV centenario della sua morte, prende vita dopo un lungo periodo di studio dell'Amleto dove sono state di fondamentale importanza, per lo sviluppo della drammaturgia e la comprensione di determinati nodi drammatici, le analisi che Orazio Costa Giovangigli ha avuto modo di lasciare nei suoi anni di insegnamento, regista e maestro di teatro. Ne è venuta fuori una performance per un solo attore che pone gli spettatori faccia a faccia con la contemporaneità delle amletiche vicende e con i sentimenti e le emozioni universali di cui l'opera shakespeariana è portatrice. «Ci siamo divertiti – spiegano gli autori – a trasformare alcuni dialoghi del dramma in monologhi in cui il personaggio, pur rivolgendosi ad una persona, pare che non ascolti affatto l’altro, come tutti noi sperimentiamo nella quotidianità quando trattiamo il nostro interlocutore come “due orecchie” per i nostri soliloqui e viceversa». Attraverso il Metodo Mimico, Giuseppe Pestillo dà vita a differenti personaggi da Amleto a Laerte, dal consigliere Polonio alla regina Gertrude, riproponendo scene e parole che, pur restando fedeli all’opera shakespeariana, vengono adattate, attualizzate e riproposte al pubblico in modo nuovo.
Venerdì 23 giugno 2017 ore 20 (dinner + performance)
Contributo di partecipazione alla serata: 35 euro.
Necessaria la prenotazione.

Sito web: link evento su fb https://www.facebook.com/events/233971707106581/?ti=icl

 

BOUT TIME
Maria Borgese - dance, choreography
Marco Fioramanti - action painting
Theo Allegretti - piano impro/compositions

La performance "Bout Time" è incentrata su una stretta interrelazione tra danza e musica, intesa come ritmo ancestrale della vita, nonché tra l’elemento visivo che si intreccia con gli altri in gioco.
Gli attori mettono a fuoco degli episodi che emergono anche dall'improvvisazione che è agita come metodo d'indagine interiore e ad un tempo universale.
Il concept di base è fornito dalla drammaturgia di Claudio Marrucci, poeta e scrittore.
I patterns ritmico/sonori/visivi, concepiti in base alle indicazioni drammaturgiche, vengono sviluppati man mano che il discorso si dipana, lasciando che la narrazione venga naturalmente approfondita attraverso l'interplay di tutti gli artisti i quali dialogano ognuno con le proprie peculiarità espressive, con ritmi e figure che si intersecano e si suggestionano a vicenda.
Evento FB: https://www.facebook.com/events/1395591180509065/

Marco Fioramanti inizia la sua attività artistica con una grafica figurativa di indirizzo surrealista e sperimenta varie tecniche incisorie. Nel 1979 si laurea in Ingegneria edile con Giorgio Croci su sperimentali tecniche di consolidamento nei centri storici ed esercita la libera professione per alcuni anni. Nell'82 collabora alla redazione del Manifesto Trattista e si trasferisce per quattro anni a Berlino Ovest, dove fonda il Gruppo Multimediale Trattista Berlin, occupandosi di testi, regia e pittura dal vivo. Prende parte all'Edinburgh Fringe Festival e al Theaterfestival di Monaco di Baviera. Dipinge sul Muro di Berlino simulandone l'abbattimento con la Volkswagen. Soggiorna poi a Barcellona e a New York, dove elabora il rapporto totem-grattacielo. Fanno seguito ricerche sul campo in Cina e Tibet, Marocco e sullo sciamanismo in Nepal. Lavora a tempo pieno nel campo della pittura, installazione e performance. Sperimenta differenti materiali verso un'idea totale dell'arte, mirando al recupero dei segni, dei comportamenti e dei riti d'iniziazione delle culture non-europee. Nel 2000 partecipa con Bertuccioli, Gasparri e Pasqualini alla nascita del Movimento di Arte Clandestina. Nel 2004 pubblica un volume monografico "MARCO FIORAMANTI 1983-2003" (Jouvence ed.) con testi di Pietro Montani, Enrico Mascelloni e vasto materiale iconografico. Nel 2007 è nominato artista-curatore del Padiglione Italiano della XXIV Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Alessandria D'Egitto. Nello stesso anno crea e dirige NIGHT ITALIA, libro/rivista periodico, costola indipendente dell'omonima rivista newyorkese NIGHT, fondata nel 1978 da Anton Perich, pittore, video artista e fotografo per la rivista “Interview magazine” di Andy Warhol. Nel 2010 collabora a un film-documentario sulla storia di Anton Perich e The Factory di Andy Warhol. A New York stringe un sodalizio con Tony Vaccaro.Tiene liberi seminari all'Accademia di Belle Arti di Roma presso la cattedra di Antropologia Culturale.

Maria Borgese, danzatrice coreografa, la sua ricerca approda alla commistione di movimento, gesto, parola e immagine che si fondono e si confondono in un interscambio profondo, dinamico, e dai toni sempre fortemente emotivi. Tra i suoi spettacoli Perché ce l’ho tanto con... e Dammi una rosa (entrambi in co-regia con H. Taheri); le coreografie: Madeleine la folle - Ramakrisna il santo, No perfect life, Marsa Xlockk, Brown Sugar, D’amore e di Libertà (questi ultimi due in collaborazione con il poeta Antonio Veneziani). Collabora da anni agli eventi sulla “performazione” di Antonio Bilo Canella. Ha curato l’autobiografia di Isadora Duncan My life (Castelvecchi), La rivoluzione del movimento (Castelvecchi) e Una storia del flamenco (Elliot). Insegna danza e movimento creativo all’Università Complutense di Madrid; e in Italia per i malati di Parkinson, nell’associazione Parkinzone Onlus. E’ presente in diverse antologie e riviste letterarie tra cui: Laudato sie mi’ Signore, Buon Natale e felice anno nuovo, Poesie per la pace, Ciclostile.

Theo Allegretti, pianista compositore ed improvvisatore, si colloca nel contesto dell’ambient-jazz contemporaneo, ricercando un linguaggio personale che, attraverso la commistione e la rielaborazione di diversi generi e l’uso di sonorità evocative, si rivela in una sorta di “espressionismo spirituale”.
Intraprende studi classici e jazz, perfezionandosi con maestri come Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi e Gianni Lenoci. Nel corso degli anni si cimenta in collaborazioni e composizioni di varia natura, realizzando jingles, arrangiamenti, musiche per radio-tv e teatro ed esibendosi in solo, in recital di poesia e teatro-musica, in diversi ensemble nonché con la confluenza di altre arti.
Si esibisce in piano solo già dall’inizio degli anni ’90, in contesti variegati. A fine marzo del 2016 viene presentato un suo disco in piano solo, basato su testi dei Pre-socratici (tratto dal suo reading-concerto “Memorie del Principio”), pubblicato dall’importante etichetta jazz italiana “Dodicilune” che ottiene ottimi riscontri dalla critica come il riconoscimento dalla prestigiosa rivista JAZZIT "Jazzit likes it".
Una delle sue peculiarità diviene l’interpretazione musicale estemporanea del testo, ricercando nell’azione scenica una coniugazione con la parola. Parte fondante del suo pianismo risiede nella composizione istantanea e nell’improvvisazione intuitiva, alla ricerca di atmosfere visionarie, poetiche e meditative che rappresentano le peculiarità del suo linguaggio espressivo. Non manca l'occasione di saggiare un uso atipico e preparato del piano o di rappresentare in musica paesaggi (reali o immaginari) e opere d’arte, anche in commistione con altre forme espressive.

Claudio Marrucci. Come artista, la sua indagine affronta la percezione del sublime e la sua incarnazione nell’agire pratico e spirituale dell’uomo in relazione alla natura urbana. Come ricercatore indaga il legame tra libertà, censura, scandalo e tabù, e il rapporto tra istituzioni e culture ufficiali, underground e sottoculture; in una dimensione pluridisciplinare. Tra i suoi libri: Antonio Veneziani, Miles, Ammettiamo che l’albero parli, Caro poeta caro amico – a Pier Paolo Pasolini (disco-libro con Andrea Del Monte e Ignazio Gori). Ha ideato e co-diretto la rivista letteraria underground Ciclostile, collaborando tra gli altri con i premi Nobel Toni Morrison ed Elie Wiesel, il premio Oscar Pedro Almodóvar, il premio pulitzer Annie Proulx. Ha tradotto vari autori in italiano (Arenas, León Alberti, Stevenson, Lawrence…). Per la Fandango è traduttore dell’opera omnia di Radclyffe Hall. I suoi testi in lingua italiana, inglese e spagnola, sono presenti nelle maggiori biblioteche del mondo.

IL CANTIERE - Via Gustavo Modena 93, 00153 Roma
Martedì 20 giugno 2017 ore 21.30

Sito web: link evento su fb https://www.facebook.com/events/1395591180509065/

 

Dario D’Ambrosi presenta
IL FESTIVAL DEL TEATRO SOCIALE
9 giugno - 2 luglio 2017

Il Teatro Patologico è lieto di presentare il Festival del Teatro Sociale 2017, sotto la direzione artistica del regista e attore Dario D’Ambrosi, in collaborazione con SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Un Festival i cui protagonisti saranno spettacoli dalle affascinanti e coinvolgenti tematiche sociali e che vedrà esibirsi diverse compagnie integrate provenienti dal territorio di Roma e non solo; moltissime le domande di partecipazione pervenute ma solo sette i gruppi elezionati per la rassegna, quelli che più di altri hanno manifestato e trasmesso il loro coinvolgimento e la seria attenzione agli obiettivi dell’iniziativa: Asac Onlus,
Cooperativa Sociale Gea, Associazione Diverse Abilità, Teatro Buffo, Compagnia Disorganizzata, Nikalos Teatro e Fact - Fort Apache Cinema Teatro.
Un Festival chiamato “sociale” penso sia uno dei momenti più importanti non solo per il teatro ma per la stessa cittàdi Roma; ogni spettacolo presentato da attori con disabilità è sempre un momento rivoluzionario.
Come già dimostrato con il primo Corso Universitario al Mondo di “Teatro integrato dell’Emozione”, il contributo che questi ragazzi danno al teatro e alle arti in genere è straordinario se non addirittura geniale. Il loro lavoro è interamente basato sull’emozione, c’è poco di accademico o prestabilito, per questo ogni istante, ogni scena e ogni parola sono “una botta d’emozione”.
Stiamo vivendo un momento storico di totale apatia: cosa meglio di questo Festival per risvegliare le nostre emozioni?
Dario D’Ambrosi
Dal 9 giugno al 2 luglio 2017, ogni venerdì, sabato e domenica, si proporrà al pubblico un variegato programma di spettacoli che unirà la passione per il teatro, l’attenzione alle tematiche sociali e quel pizzico di follia che da sempre caratterizza la programmazione del Teatro Patologico e le sue attività di teatro integrato che da quest’anno vengono espletate nel primo Corso Universitario al mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione”, realtà riconosciuta nell’ambito del panorama teatrale e sociale internazionale.
Il Festival prevede inoltre una straordinaria trasferta dal Teatro Patologico al Teatro Argentina che ospiterà in data 26 e 27 giugno ore 21 lo spettacolo "Tito Andronico", per la regia di Dario D’Ambrosi e interpretato dagli studenti con disabilità del Primo Corso Universitario al Mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione”.
A seguire in data 1 e 2 luglio lo spettacolo "Tutti fuori…casa!" di Stefania Umana e Francesco Giuffrè, opera che vede in scena il gruppo di attori con disabilità dell’Accademia “La Magia del Teatro” del Teatro Patologico.

Venerdì 23 giugno ore 21
LE COSE CHE ABBIAMO IN COMUNE di Antonino Giuffrè
“La disposofobia è un disturbo mentale caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire una notevole quantità di beni, anche se gli elementi sono inutili, pericolosi o insalubri”. Ecco, con tutto questo il nostro Ugo non è affatto d’accordo. A lui i “beni inutili, pericolosi e insalubri”, invece fanno un sacco compagnia. Molto più di certe persone, a dirla tutta. Tutti quanti prendono le cose, le usano e poi le buttano, così, come se nulla fosse. E alle cose chi ci pensa?

Sabato 24 e domenica 25 giugno ore 21
TEMPO BINARIO di Valentina Esposito
Fra i binari di una stazione ferroviaria si ritrovano gli interpreti di Tempo binario, liberi e detenuti alle prese con il loro viaggio dell’anima, esperti della fuga e della separazione, latitanti della memoria, con una vita diversa e difficile da ricordare. Tra biografia e invenzione, lo spettacolo riflette su alcune fra le pagine più famose de Il tempo ritrovato di Proust, nella direzione di una forma di teatro sociale che costituisca per gli interpreti e gli spettatori uno strumento di rielaborazione emotiva ed intellettuale dei nodi fondamentali che caratterizzano l’esistenza.

TEATRO PATOLOGICO - Via Cassia 472, Roma
Sottoscrizione presso il Teatro Patologico (Via Cassia 472, dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 19 e in occasione degli spettacoli); costo del biglietto 10€
Possibilità di apericena al costo di 5 euro e parcheggio gratuito

Info e prenotazioni: telefono 06 31076259 - 389 4290799, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatropatologico.org, - www.facebook.com/teatropatologico.org

 

Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” con
Motò Produzioni e Teatro Mobile viaggi inconsueti per l’ascolto dei luoghi
PERCORSO SONORO TRATTO DA LA PESTE DI ALBERT CAMUS
adattamento Pina Catanzariti
voce recitante e Rieux Paolo Bonacelli
Paneloux Nicola D’Eramo
Tarrou Pietro Faiella
con la partecipazione di Enrico Vampa, Luca Di Capua, Antonio Perretta, Lavinia Contarini, Letizia Russo, Margherita Arioli, Anna Dall’Olio, Flavio Capuzzo Dolcetta, Domenico Sacco
lungo il percorso sono esposte alcune opere di Umberto Ippoliti
installazioni sonore di Olbos violoncello Susanna Garcia Rubi
consulenza per gli interventi di arti visive Lidia Reghini di Pontremoli
regia di Marcello Cava
assistente alla regia Riccardo Frattolillo
responsabile tecnico Paolo Franco
promozione e ufficio stampa Erika Morbelli
grafica Giacomo Fabbri

Nell’ambito della celebrazioni per gli ottanta anni dalla fondazione è stato sviluppato un progetto multidisciplinare finalizzato alla presentazione in anteprima nazionale in forma di evento de “La Peste” di Albert Camus nei viali dell’INMI Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. L’ascolto della lettura di parti del testo interpretate da Paolo Bonacelli, affiancato da altri attori, musicisti e performer, nell’adattamento di Pina Catanzariti, e per la regia di Marcello Cava, sarà possibile in un viaggio per spettatori-visitatori in alcuni spazi dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, aperto di sera per questa via crucis laica, che verrà presentata in anteprima martedì 20 giugno 2017, nella notte che precede il Solstizio d’Estate.

L’esperimento artistico si avvale della consulenza scientifica della Prof.ssa Valeria Pompejano, francesista dell’Università Roma Tre e Direttore centro Studi italo-francesi Non uno spettacolo, nonostante la voce e la presenza di grandi attori del teatro italiano, non una mostra, nonostante l’esposizione straordinaria di alcune opere di Umberto Ippoliti, ma un’originale possibilità di fruizione dentro un l’ospedale per le malattie infettive che permetterà allo spettatore-visitatore un itinerario in alcuni spazi chiusi e aperti, antichi e moderni, munito di una cuffia audio guida.

“Da questo momento in poi si può dire che la peste fu cosa nostra, di tutti. Fino a qui, nonostante lo stupore e l'inquietudine suscitati da quei singolari avvenimenti, ciascuno aveva proseguito le sue occupazioni, come gli era stato possibile, al suo solito posto. E certamente questo doveva continuare; ma una volta chiuse le porte, tutti si accorsero di essere presi nel medesimo sacco e che bisognava cavarsela. In tal modo, ad esempio, un sentimento così individuale come la separazione da una persona cara diventò subito, sin dalle prime settimane, lo stesso di tutto un popolo, e, insieme con la paura, la principale sofferenza di quel lungo periodo d'esilio.”

OSPEDALE “LAZZARO SPALLANZANI” - Via Portuense 292, Roma
Martedì 20 giugno 2017 ore 21
Biglietti: ingresso libero, prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromobile.eu

 

PANELLA - Antico forno in Roma dal 1929 presenta
LA FESTA DEL PANE
nel nome della Dea Cerere
Da mercoledì 21 a venerdì 23 giugno 2017

Nel cuore di Roma, nella splendida cornice di Largo Leopardi (via Merulana), rivive la Festa del Pane organizzata dallo storico forno Panella. Ideata negli anni ’80 da Maria Grazia Panella la festa, dedicata alla dea della fertilità Cerere, restituisce la tradizione - in uso nell’antica Roma - legata alla distribuzione gratuita di pane alla popolazione. Parteciperanno all’evento volti noti del mondo dello spettacolo.
L’azienda, che è attiva nell’Urbe dal 1929, ha deciso di ripristinare l’evento che dimostra quanto, grazie all’impegno dei privati, la capitale possa riemergere e tornare ai fasti tradizionali. Da qui il motto prescelto “a Roma non c’è solo mondezza ma anche chi fa Feste”.
Mercoledì 21 giugno sarà allestita la piazzetta antistante il forno con balle di fieno e fasci di grano provenienti dalla campagna romana. Giovedì 22 verrà consegnato alla popolazione del pane nelle fasce orarie 10-12-16-18. Venerdì 23 Maria Grazia Panella racconterà la storia del pane, la sua trasformazione fino ai giorni nostri.
Le tre giornate saranno rallegrate da spettacoli a sorpresa e da chiunque voglia donare un proprio contributo. È un’iniziativa, quella proposta, che soddisfa il palato in una saziante, serena e conviviale romanità.
L’antico forno Panella è noto, sia in Italia, sia all’estero, per la genuinità delle materie prime utilizzate nella creazione di prodotti che sono frutto di una lavorazione artigianale. Ogni giorno rinnova la tradizione con ingredienti che vengono lavorati con sapienza, per offrire continuamente un prodotto di altissima qualità.
Il pane è il cibo base di una sana alimentazione e, soprattutto, è simbolo di vita, nel senso più rigoglioso, rinnovato, gioioso. Con l’antico forno Panella diviene anche una vera e propria arte da celebrare.

Sito web: www.panellaroma.com

 

STORIE: RACCONTI DI TERRE, UOMINI E DEI
Erodoto Project in concerto
Bob Salmieri: Tenor and soprano sax, Klarinet, daf, krakab
Alessandro de Angelis: Pianoforte, Rhodes piano
Giampaolo Scatozza: Drums, kajon
Carlo Colombo: Percussioni

Erodoto Project presenta "Storie: racconti di Terre, Uomini e Dei".
Musica dall'anima "latina", con spiccati riferimenti alle atmosfere, ai colori, alle melodie del Bacino del Mediterraneo. Jazz nostrano, la cui trama si intreccia in un ordito fatto di Miti, di Medioriente e di Sicilia. Il repertorio è composto da brani originali, e da alcune canzoni della tradizione popolare del Sud Italia che hanno come tema il viaggio e il migrare; brani come "Amara terra mia" reso celebre da Domenico Modugno, o Ti nni vai di Rosa Balistreri, acquistano così una nuova attualità, i cui protagonisti, sono i migranti che attraversano oggi il nostro Mare, testimoni della infinita epopea del migrare.

TEATRO VILLA PAMPHILJ - Largo 3 Giugno 1849, 00164 Roma (Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a)
Martedì 20 giugno 2017 ore 18.30
Biglietti: ingresso 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 065814176
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it

 

Fondamenta
SULL’ARGOMENTO DELLA NOSTRA FELICITÀ, NEMMENO UNA PAROLA, SIGNORE.
NEMMENO UNA PAROLA
con Giuseppe Palazzolo e Francesco Terranegra
regia Giancarlo Sammartano
scena e costumi Daniela Catone

Lo spettacolo, liberamente ispirato e composto da Il Calapranzi di Harold Pinter e Teatro 2 di Samuel Beckett, è una pièce nera in un atto che nasce dall’accostamento senza urti tra due autori ugualmente privi di candore, ricchi di umori velenosi. In una stanza si concentra, per vie diverse ma con esito analogo, tutto il teatro possibile, tutta l’azione che può nascere da un dialogo senza dialettica tra due bellimbusti – più attori che personaggi - frammentati come le storie che li contengono.

TEATRO VILLA PAMPHILJ - Largo 3 Giugno 1849, 00164 Roma (Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a)
Giovedì 22 e venerdì 23 giugno 2017 ore 18.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 065814176
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it

 

Compagnia Di Filippo Marionette di Offida
APPESO A UN FILO
costruzione e interpreti Remo Di Filippo, Rhoda Di Filippo Lopez
con l’aiuto di Jose Antonio Putxades, Claudio Perroni, Filippo Di Filippo, Santiago Ducreix
regia Remo Di Filippo
costumi Daniela Sergiacomi
musica Luca Nutricati

È uno spettacolo senza parole dove si incontrano tanti personaggi diversi che raccontano la propria storia con i loro movimenti. È un’esplorazione sul respiro e i dettagli dei movimenti delle marionette, e come i manipolatori posso interagire con questi piccoli personaggi. Una messa a fuoco che porta ad una dimensione introspettiva e trasporta altrove.
"Appeso ad un Filo" è il primo spettacolo della compagnia "Di Filippo Marionette".
E 'stato presentato per la prima volta il 12 dicembre 2012 al Teatro Teresa Pamies di Barcellona e da li non si è più fermato... Grazie a questo lavoro la compagnia è stata in grado di viaggiare ed esibirsi nei circuiti teatrali professionali di 13 nazioni: Italia, Spagna, Belgio, Svizzera, Austria, Francia, Olanda, Germania, Argentina, Stati Uniti, Perù, Grecia e Australia, raggiungendo circa le 400 repliche.
“Appeso ad un Filo” è uno spettacolo senza parole dove si incontrano tanti personaggi diversi che raccontano la propria storia con i loro movimenti. Questo spettacolo è un'esplorazione sul respiro e i dettagli dei movimenti delle marionette, e come i manipolatori posso interagire con questi piccoli personaggi.
Uno spettacolo pieno di poesia, ingenuo poiché genuino, delicato e intimo.
Lo sguardo, diretto sulle marionette, è una messa a fuoco che porta ad una dimensione introspettiva; e trasporta altrove. I piedi del marionettista, sempre presenti sullo sfondo, sostengono l'attaccamento di questa nuvola al terreno. Spettacolo adatto ad un pubblico familiare e al bambino che dimora dentro di noi.

LA COMPAGNIA : Di Filippo Marionette è stato creato da Remo Di Filippo nel 2012 dopo due anni di lavori e di ricerca nel mondo delle marionette, alla "Casa Taller de marionetas Pepe Otal" a Barcellona. Rhoda Lopez è entrata nella compagnia nel 2014. La compagnia si è esibita nei circuiti professionali di tredici nazioni: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Peru, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, e spera di continuare a condividere il mondo con le loro marionette, e condividere le loro marionette con il mondo. Attualmente con sede in Italia, "Di Filippo Marionette" si occupa anche della direzione artistica dei “Festival Hors Lits Offida" (Fuori dai letti), e “International FOF” (Figura Offida Festival) ad Offida, una cittadina in provincia di Ascoli Piceno.
www.difilippomarionette.com

Remo Di Filippo: Laureato in storia del teatro all’università di Bologna, (DAMS). Si forma in questi anni come attore, studiando la commedia dell’arte, la maschera neutra, la maschera larvaria, la pantomima, la voce e il movimento. Lavora come attore in varie compagnie italiane, e nel 2010 si avvicina al mondo del teatro di figura, grazie alla scoperta di un piccolo e affascinante laboratorio nel centro di Barcelona: “Casa taller de marionetas de Pepe Otal”. In questo teatro-laboratorio, scopre la nobiltà del legno, e le sue infinite facce, e riscopre i fili che lo legano alla sua infanzia. Cosí con tanta illusione nasce Gino, la sua prima marionette. Da allora il desiderio di costruire e investigare aumenta e inevitabilmente anche le marionette si moltiplicano. Molte persone lo accompagnano in questo viaggio, con il loro lavoro e la loro amicizia, formando tutti insieme una gran famiglia. Per questo motivo la compagnia si chiama “ Di Filippo Marionette”.

Rhoda Di Filippo Lopez: Grazie a il trio musicale “The Sirens” (www.redtopcreations.com), Rhoda é venuta in Italia dal’Australia e ha incontrato la magia della marionetta con “Di Filippo Marionette”. Laureata d'Arte in Teatro Musicale, ha lavorato in molte produzioni teatrali come attrice, cantante, ballerina e presentatrice. E 'stata premiata come migliore attrice per il suo lavoro in "Lorelei", un musical originale, ed ha anche lavorato sul piccolo schermo in film e TV "The Great Mint Swindle”, "StreetSmartz" e "Marx e Venus". Rhoda ha lavorato nel teatro di figura in varie forme e in diversi spettacoli, tra cui “The African Magician" con Barking Gecko Theatre Company e nel New York Fringe Festival 2014, “The Warrior and the Princess" con Blue Moose Productions. Rhoda sta vivendo i suoi sogni con la compagnia Di Filippo Marionette!
www.difilippomarionette.com

Sabato 24 giugno 2017 ore 11

In collaborazione con Università Roma Tre –Dams e Teatro Verde
Laboratorio "COME NASCE UNA MARIONETTA"
con Remo di Filippo e Rhoda Lopez di Offida
Per ragionare, capire e muovere una marionetta a 9 fili (metodo Lancaster) esplorandone le potenzialità e imparando a respirare insieme.
Max 15 partecipanti dai 14 anni in su
Sabato 24 giugno 2017 ore 15 - 17

SEI PERSONAGGI - STUDIO PRETESTUALE SUL TEATRO

Una compagnia di attori, sei personaggi, un dramma. I personaggi della celebre opera di Luigi Pirandello raccontano la loro storia appoggiandosi sul ritmo degli attori, sul loro respiro, sul loro battito, in uno spettacolo in bilico tra finzione e realtà, tra il “qui ora” e l’ ”altrove”, tra drammaturgia e vissuto. Il Collettivo Teatrale Peter Pan si cimenta in una messa in scena del testo pirandelliano, un testo che racconta l’essenza più pura del teatro, inteso come arte, il Teatro con la “T” maiuscola.
A cura di Collettivo Teatrale autogestito Peter Pan (residenza, young adult)
Sabato 24 giugno 2017 ore 18

TEATRO VILLA PAMPHILJ - Largo 3 Giugno 1849, 00164 Roma (Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 065814176
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it

 

Una produzione Teatro Villa Pamphilj
55 MINUTI E 20 SECONDI
di e con Valeriano Solfiti ed Emiliano Valente

È tempo di baciarsi, è tempo di amarsi, è tempo di rivoluzione. Due cicli di vita, una bimba che cresce, un anziano in punto di morte, si intrecciano, si sfiorano, ciclicamente si uniscono.

Il tempo. Per definirne lo scorrere abbiamo creato una convenzione, un conteggio, una definizione. Ma come agisce davvero su di noi? Quali accadimenti ce lo rallentano, ce lo accelerano, quali accadimenti fanno saltare la convenzione?
Siamo noi che viviamo ogni giorno nello spazio. Le nostre azioni rimangono nello spaziotempo come immagini, fotogrammi destinate a segnare un evento, a segnare un prima e un dopo.

TEATRO VILLA PAMPHILJ - Largo 3 Giugno 1849, 00164 Roma (Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a)
Domenica 25 giugno 2017 ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 065814176
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it

 

Teatro e Infanzia con
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
l’Arte nel Cuore in scena al Brancaccio con dedica ai bambini siriani
Presentano la serata evento Alex Pacifico e Simone Susinna


Martedì 20 giugno alle 20,30, il teatro Brancaccio di Roma (Via Merulana 244) ospiterà lo spettacolo "Sogno di una notte di mezza estate", una rilettura in chiave moderna dell'opera di W. Shakespeare, realizzato nell’ambito del progetto “Laboratorio teatrale integrato per persone disabili adulteʺ, finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute.

L’adattamento dello spettacolo, diretto dalla regista Marta Iacopini, interpretato dagli allievi diversamente abili e normodotati dell’Accademia L’Arte nel Cuore Onlus di Daniela Alleruzzo, ha lasciato intatta la storia originale che ruota attorno alle vicende amorose di Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio, complicate dall’arrivo del folletto Puck che crea scompiglio tra gli amanti.

Prosegue l’impegno dell’associazione sul tema dei diritti violati con la speciale dedica ai bambini siriani vittime del conflitto che da oltre 6 anni sta insanguinando il Paese e, più in generale, all’infanzia negata perché ʺla guerra non è un gioco, - condanna la presidente Daniela Alleruzzo – e nessun adulto ha il diritto di interrompere i sogni di un bambino, cioè la vitaʺ.
In occasione dello spettacolo, infatti, come riconoscimento del lavoro che Unicef svolge quotidianamente con i suoi progetti a tutela dei minori, verrà consegnata al direttore generale Unicef Italia, Paolo Rozera, una maglia autografata da tutti gli allievi dell’Accademia che hanno così voluto contribuire a veicolare un messaggio importante: non bisogna mai rassegnarsi alla normalità della guerra.

Presentatore della serata evento sarà il lifestyle blogger e talent scout Alex Pacifico, ospite d’eccezione Simone Susinna, il top model internazionale finalista dell'ultima edizione dell'Isola dei Famosi.

Le coreografie sono di Francesca Cinanni e Carmen De Sandi. I costumi sono di Annalisa Di Piero e la scenografia è di Pasquale Cosentino.

Lo spettacolo è realizzato anche grazie al sostegno di Siae, Poste Italiane, L’Oreal Italia, Sisal, Bcc Roma, Exxon Mobil, Studio Zito, Il Fiore del Deserto, Bardi Edizioni, Università Niccolò Cusano, Dimensione Suono2, Cnb Comunicazione

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Martedì 20 giugno 2017 ore 20.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it

 

Articolo di: Andrea Cova

Nella consueta terra di mezzo tra la chiusura della stagione invernale e l’annuncio degli appuntamenti dell’estate romana, limbo negli ultimi anni di sconfinata durata causa le tristemente note lungaggini burocratiche, si inscrivono però rassegne di indubbio interesse.

Il Teatro di Roma presenta un trittico di nuove proposte in arrivo dalla Lombardia, selezionate dal progetto-concorso NEXT LOMBARDIA, che per una settimana vedrà susseguirsi in scena al Teatro India tre spettacoli - LA SIRENETTA di Giacomo Ferraù, QUALCOSA A CUI PENSARE di Emanuele Aldrovandi con la regia di Vittorio Borsari e VEDI ALLA VOCE ALMA di Lorenzo Piccolo con la regia di Alessio Calciolari - espressione delle idee di giovani autori e interpreti, per un percorso all’interno degli stati d’animo, delle problematiche, dei turbamenti, delle attese e speranze che accompagnano le nuove generazioni.

Sempre il Teatro di Roma, ma questa volta sul palcoscenico del Teatro Argentina, apre la rassegna IL TEATRO CHE DANZA, vetrina sulla coreografia contemporanea giunta alla terza edizione, con Giorgio Rossi, fondatore e direttore artistico di Sosta Palmizi, che si interroga SULLA FELICITÀ e Jayachandran Palazhy, direttore dell’Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore, che propone BHINNA VINYASA.

Volge al termine in questa settimana la settima edizione del FESTIVAL INVENTARIA che, nella sua ultima tappa al Teatro Studio Uno, accoglierà due spettacoli della categoria monologhi/performance, THE YELLOW BRICK ROAD e SOLO UNA STELLA MORTA, per poi salutare il pubblico in grande stile domenica prossima con la sezione CORTI TEATRALI e, ovviamente, le attese premiazioni!

Infine in arrivo anche un piccolo gioiello teatrale pronto ad allietare l’epilogo della settimana: si tratta della rivisitazione di IL GIOCO DELL'AMORE E DEL CASO di Pierre de Marivaux, con la regia di Lorenzo Lavia e in scena i talentuosi allievi della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, in collaborazione con l’ Accademia di Costume e Moda ed il Conservatorio di Musica Santa Cecilia. Le premesse per uno spettacolo da non perdere ci sono dunque davvero tutte.

I dettagli sui singoli spettacoli e sugli eventi in programma in questa settimana a Roma all’interno dell’articolo.

Buon Teatro con SaltinAria!

Dal 30 aprile all’11 giugno. Dopo ben undici anni approda nuovamente a Roma l’incantato Grand Chapiteau del Cirque du Soleil pronto a spalancare la propria soglia, disvelando un regno popolato di creature magiche, misteriose ed ineffabilmente seducenti, quello di “Amaluna”. La ricercata arte circense della sontuosa compagnia canadese incanta ancora una volta il pubblico romano con la sua inconfondibile alchimia di acrobazie mirabolanti, virtuosismi atletici, costumi scintillanti, scenografie sfarzose e travolgente musica dal vivo; senza impiegare alcun animale nei propri spettacoli, gli artisti della celebre compagine fondata oltre trent’anni fa in Quebec da Guy Laliberté e Gilles Ste-Croix fondano il loro successo duraturo e sempre crescente solo sul proprio vigoroso talento, su una dedizione incoercibile ed una meticolosa attenzione al dettaglio, e soprattutto su una creatività portentosa capace sempre di sprigionare, ad ogni capitolo del loro percorso, nuovi universi di struggente bellezza.

Pronti ad un’iniezione di effervescente linfa vitale e contagioso entusiasmo nel segno di un eclettico incontro di molteplici forme d’arte? Il festival Dominio Pubblico, giunto alla sua quarta edizione, rilancia la scommessa arricchendosi di una proposta ancor più completa e variegata, tra teatro e danza, musica e arti visive, audiovisivi e workshop, mantenendo ben salde la sua identità comunitaria e la volontà di coltivare e far incontrare una nuova generazione di artisti e spettatori. Al timone di questo ambizioso progetto venti impavidi ragazzi rigorosamente under25, seguiti con cura e partecipazione dal direttore del progetto Tiziano Panici. Abbiamo intervistato tre di loro - Gabriele Di Donfrancesco, Andrea Montesano e Fortunata Laurenti - per scoprire quali sorprese ci riserverà Dominio Pubblico dal 30 maggio al 4 giugno al Teatro India.

Mesi di travolgenti nuove avventure attendono l’ensemble ricci/forte: un sempre più caloroso riconoscimento in tutto il mondo dell’unicità della loro arte teatrale, il debutto nell’opera lirica, sentieri di ricerca che si intersecano con quelli di altri prestigiosi artisti dalle energie creative affini, l’incoercibile desiderio di non porre mai freni alla sperimentazione che da un decennio emoziona incessantemente il pubblico. Stefano Ricci e Gianni Forte ci accompagnano alla scoperta degli innumerevoli progetti in cantiere, spiriti erranti in costante ricerca di autentica bellezza.

Domenica, 30 Aprile 2017 12:35

La Classe - Teatro Marconi (Roma)

Ha debuttato in prima nazionale al Teatro Marconi il nuovo progetto di Giuseppe Marini che, dopo il brillante successo di “Mar del Plata”, torna a proporre un lavoro capace di coniugare autentico impegno civile con un teatro di prosa di ricercata fattura e dalla vivida potenza espressiva. Lo spettacolo, la cui drammaturgia, acuta sintesi di molteplici, attualissimi spunti di riflessione, è firmata da Vincenzo Manna, nasce con il contributo di soggetti operanti nei settori della ricerca (Tecné), della formazione (Phidia), della psichiatria sociale (SIRP) e della produzione di spettacoli dal vivo (Società per Attori), nonché sotto l’egida di Amnesty International Italia. Sullo sfondo di un contesto sociale degradato, inesorabilmente destinato a precipitare verso l’abisso, ne è protagonista un coraggioso insegnante fermamente deciso a non arrendersi allo status quo e al contrario caparbio nell’ incoraggiare i propri turbolenti allievi a cogliere l’attimo fuggente delle loro esistenze; ad incarnarlo, magnificamente, sul palcoscenico è l’ottimo Andrea Paolotti, mentre la sua irrequieta classe dirompe del talento vitale e genuino di Cecilia D'Amico, Carmine Fabbricatore, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Giulia Paoletti e Haroun Fall.

Agognate una lussureggiante isola utopica in cui le asfissianti dinamiche servo-padrone si ribalteranno svelando da un lato le infinite nefandezze di coloro che detengono saldamente il potere e dall’altro la nobiltà e generosità d’animo dei loro sottoposti, costantemente esposti a vessazioni di ogni sorta? Precursore di questa chimera fu il drammaturgo francese Pierre de Marivaux che, nella sua opera “L’isola degli schiavi” del 1725, ipotizzò questo repentino mutamento di prospettive, destrutturando le norme codificate della Commedia dell’Arte ed arrivando a congetturare tesi di assoluta modernità (oltre sessant’anni prima del deflagrare della rivoluzione francese!). Dopo la memorabile regia strehleriana del 1994/1995, ha debuttato al Piccolo Eliseo il nuovo adattamento italiano a cura di Ferdinando Ceriani - anche regista - e Tommaso Mattei, con la ricercata scenografia ed i pregiati costumi di Marta Crisolini Malatesta ed un quintetto di interpreti coeso e brillante: Giovanni Anzaldo, Ippolita Baldini, Carla Ferraro, Stefano Fresi e Carlo Ragone. Una produzione Khora.Teatro e Teatro Stabile d'Abruzzo.

Poliedrica, determinata, raffinata e seducente, Guenda Goria è artista dalle mille sfumature e in costante ricerca e sperimentazione: musicista, regista ma soprattutto attrice, oggi nei panni dell’ambiziosa ed assolutamente priva di scrupoli Claudia, in “RISIKO - Quell’ irrefrenabile voglia di potere”, in scena fino al 9 aprile al Teatro della Cometa, uno spettacolo di Francesco Apolloni con la regia di Vanessa Gasbarri. Addentriamoci alla scoperta del suo caleidoscopio di sfumature con questa intervista a tutto tondo.

E’ tornato in scena al Teatro Brancaccino nell’ambito della rassegna “Lo Spazio del Racconto”, il delicato ed emozionante atto unico “Le Scoperte Geografiche”, firmato da Marco Morana e diretto dalla regista Virginia Franchi. Dopo il successo del debutto romano dello scorso anno e la partecipazione alla rassegna di teatro omosessuale “Illecite/Visioni” organizzata dal Teatro Filodrammatici di Milano, Michele Balducci e Daniele Gattano tornano a condurci per mano lungo gli oceani burrascosi del sentimento, novelli Colombo e Magellano alle prese con le scoperte geografiche dell’esistenza.

CONVOCAZIONE URGENTE:

Domani, mercoledì 15 marzo - ore 12.00

A causa dell’inerzia delle Istituzioni e delle promesse eluse,
il direttore artistico Luca Barbareschi
convoca urgentemente una conferenza stampa
per annunciare la chiusura del Teatro Eliseo.

Vi attendiamo domani mattina
a Via Nazionale 183

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro Eliseo

TOP