Dal 5 dicembre al 13 gennaio. Mark Haddon con il suo romanzo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico alle prese con la più grande sfida della sua vita. Merito di «una scrittura seria eppure divertente - come ha sottolineato Ian McEwan - che possiede il raro dono dell'empatia». E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma è si propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo spettacolo ha vinto sette Laurence Olivier Awards nel 2013, tra cui quello per la migliore opera teatrale, per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards. L’opera approda ora in Italia, per la precisione all’Elfo di Milano, con la traduzione di Emanuele Aldrovandi e la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.

Venerdì, 25 Maggio 2018 20:13

Viva l’Italia - Teatro India (Roma)

Il Teatro India accoglie, in occasione del quarantesimo anniversario di uno degli episodi più oscuri ed emblematici della storia del nostro Paese, “Viva l’Italia - Le morti di Fausto e Iaio” di Roberto Scarpetti, il racconto di due diciottenni milanesi frequentatori del centro sociale Leoncavallo, uccisi a colpi di pistola la sera del 18 marzo 1978. A portarlo in scena la regia di César Brie che ritrae i mesi cupi del terrorismo, dalla morte di Aldo Moro fino alla grande strage nera della stazione di Bologna.

È andato in scena al Teatro dell'Elfo di Milano “Coma quando fiori piove”, lo spettacolo di e con Walter Leonardi che rappresenta un divertito, ironico e poetico redde rationem al giro di boa dei 50 anni: durante il suo cinquantesimo compleanno, il protagonista cade in coma profondo e viaggia tra ricordi, possibilità mancate e ipotesi di felicità schivate.

Cosa succede nella nostra vita dopo il dolore di un lutto? L’interrogativo è al centro di “La vita ferma” pièce dolceamara scritta e diretta da Lucia Calamaro, andata in scena al Teatro Franco Parenti di Milano. Dopo aver indagato il dramma della precarietà e della disoccupazione nel suo penultimo lavoro, “Diario del tempo”, Lucia Calamaro indaga con ironia e delicatezza su uno dei temi-tabù: l’elaborazione del lutto.

Sabato, 13 Maggio 2017 10:24

La vita ferma - Teatro India (Roma)

Dal 3 al 21 maggio il Teatro di Roma dedica a Lucia Calamaro una “personale” nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista, presentando al Teatro India un trittico attraverso cui declinare il suo percorso creativo: “La vita ferma” (in scena dal 3 al 14 maggio) è il suo ultimo spettacolo, “uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di tre vivi qualunque - padre, madre, figlia - attraverso l’incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti che questo dolore è comunque il solo a colmare, mentre resiste. Un dramma di pensiero in tre atti che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante gestione interiore dei defunti”.

In scena fino al 29 gennaio una delle produzioni più audaci e provocatorie del Teatro Filodrammatici: Girotondo.com, una brillante e riuscitissima rivisitazione in chiave moderna del testo di Schnizler che riconferma la perfezione del duo Fornasari-Amadio con l'aggiunta di una perfetta comprimaria, Alice Redini.

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

Il giovane Matthieu Pastore, diretto dall’inossidabile Renato Sarti, sbarca al Teatro Litta con il suo Titanic - The Great Disaster - Soliloquio marittimo per 2.201 personaggi e 3.177 cucchiaini. Il testo firmato Patrick Kermann, si configura come un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni. Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia: la parabola del sogno di un emigrante friulano, annegato tra le onde del destino, allegoria del nostro mondo vicino alla catastrofe. Curiosi di conoscere i dettagli di questo inconsueto progetto teatrale ne abbiamo incontrato il protagonista, Premio Hystrio alla vocazione teatrale 2012.

La casa del sonno non è un posto esattamente allegro. E lo capiamo da subito, vedendo alcune foto tetre proiettate sul palco del Teatro Filodrammatici di Milano, che sino al 18 gennaio ha proposto "Notturno, La ragione al sonno", liberamente tratto da "La casa del sonno", di Jonathan Coe, riadattato e diretto da Filippo Renda. Lo spettacolo poi ci porta, con salti temporali continui, all’interno di questa grande e minacciosa struttura che dà un senso di vertigine, non perché sia a picco sul mare, ma per le oscure vicende che uniscono i personaggi che si muovono al suo interno.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è corresponsabile del fatto che al mondo non tutto va bene. Il problema forse è addirittura universale: quando un marziano sbarcherà per davvero sulla Terra ci racconterà che pure alle sue latitudini le cose non procedono affatto come si deve. C'è chi però, come la compagnia Òyes, ritiene infruttuoso abbandonarsi a sterili lamentazioni e preferisce veicolare la propria rabbia attraverso l'attività creativa. La forza di Va tutto bene consiste soprattutto in questo: è un testo scritto e interpretato da un gruppo di trentenni che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà; che osservano il paesaggio che li circonda con uno sguardo al contempo pessimistico e aperto a prospettive ottimistiche, disincantato ma disponibile ad accogliere l'incanto della vita.

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