Dal 12 al 17 febbraio. Liv Ferracchiati porta in scena uno spettacolo-studio sull’identità di genere ed il ruolo della società nell’accettazione ed inserimento del transgender all’interno della comunità in cui vive. Un lavoro che coniuga con ironia l’analisi di un fenomeno per alcuni ancora poco chiaro e la capacità di raccontare i mutamenti sociali ed antropologici di un contesto sociale talvolta ostile nei confronti degli individui che si vanno a collocare fuori dal coro.

Il triangolo no, non l'avevamo considerato. Perlomeno, non in queste sembianze così originali, così spiazzanti. Del resto la geometria non è un reato, così come è tutt'altro che criminoso il teatro sperimentale. Di più: il palcoscenico, oggigiorno, è uno dei pochissimi luoghi sulla terra in cui ci si può consentire, seppur con fatica, di reagire ai miasmi dell'omologazione e dell'appiattimento, proponendo al gentile pubblico dei salutari pugni sullo stomaco. Questo è Trilogia del triangolo, proposto al Tertulliano dal 14 al 18 gennaio: un benefico cazzotto in faccia che non rintrona gli spettatori bensì li risveglia dall'intorpidimento spirituale.

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