Fino al 19 marzo, al Teatro Franco Parenti di Milano va in scena “Delitto e Castigo, una discesa agli Inferi tra lucidità e follia”, spettacolo che si muove a partire dal capolavoro di Dostoevskij e che, grazie all’adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni, sa rendere fortemente attuali temi, sensazioni, disagi e paure di un'epoca lontana eppure vicina.

C'è chi con granitica certezza si è convinto che Shakespeare fosse antisemita. Ma poi c'è anche chi, come Alberto Oliva e Mino Manni, considera tale questione essenzialmente secondaria, preferendo di gran lunga soffermarsi sulla bellezza inarrivabile della sua letteratura, sulla sterminata vitalità delle sue pagine, che manterranno inalterata la freschezza nei secoli dei secoli. Shylock. Io non sono come voi - in scena al Litta, Sala Cavallerizza, fino all'1 novembre - è un atto d'amore, niente affatto scontato, verso il Bardo.

Dal 3 al 15 giugno. Dopo il successo di Portami in un posto carino, Assassine e La mia massa muscolare magra, l’ormai consolidato duo artistico Tobia Rossi-Manuel Renga torna a Teatro Libero per parlarci nuovamente di sessualità e scoperta di sé con Bagnati, una commedia che indaga le perversioni dei figli della “Milano bene” nell’estate dell’EXPO.

Salieri contro Mozart nella prima “cena con delitto” della Storia. Un duello a colpi di musica, mentre il fuoco della passione brucia insieme al fuoco dell’invidia. L’inevitabile conseguenza di un dialogo fatto di “non detti”, parole schivate e sguardi incrociati, è il delitto, consumato subdolamente, senza il coraggio del gesto plateale, al punto che la morte di Mozart resterà per sempre avvolta nel mistero. A partire dal breve, ma potentissimo testo di Aleksandr Puskin, da cui Peter Shaffer e Milos Forman hanno tratto un grande film, lo spettacolo di Alberto Oliva e Mino Manni, in scena al Teatro Out Off dal 18 febbraio all'8 marzo, propone una discesa negli inferi della mediocrità, dell’ambizione artistica tarpata dal senso di inferiorità.

Domenica, 01 Marzo 2015 15:56

Mercurio - Teatro Libero (Milano)

Se ne potrebbero citare a iosa di libri, film, testi teatrali nei quali viene affrontata, in maniera non banale, la sindrome di Stoccolma: la sindrome che unisce irrevocabilmente la vittima al suo carnefice. Questo è il caso di Mercurio, uno dei tanti libri affascinanti di Amélie Nothomb che ha in sé numerose stratificazioni - tra romanzo psicologico, sentimentale e thriller -, che Corrado d'Elia decide di portare in scena con la sua regia al Teatro Libero fino al 10 marzo.

Una cosa è certa: il commissario Maigret avrebbe provato una simpatia istintiva nei confronti dell’omicida Charles Alavoine. Senza dubbio lo avrebbe consegnato alla giustizia, ma di fronte alla carica umana di questo medico di campagna si sarebbe commosso, accantonando per un attimo il contegno burbero che lo contraddistingueva. Parliamo di Maigret perché è il personaggio più noto creato da Georges Simenon. E Lettera al mio giudice è il romanzo del narratore belga che Giuseppe Scordio ha riportato al Tertulliano per la seconda volta, dopo una prima assoluta nella scorsa stagione che aveva riscosso grande attenzione da parte del pubblico.

Sabato, 24 Gennaio 2015 17:12

La Locandiera - Teatro Litta (Milano)

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Litta ospita Corrado d’Elia, l’amatissimo direttore-attore-regista del Teatro Libero, il quale offre fuori casa una divertente messa in scena ‘bon bon’ creata per un celebre testo goldoniano, "La Locandiera". Si presenta con una compagnia nutrita, composta da Monica Faggiani, Alessandro Castellucci, Gustavo La Volpe, Andrea Tibaldi, Marco Brambilla e Tino Danesi. E’ di Corrado d’Elia, ovviamente, non solo la regia ma pure l’ideazione scenica, mentre le luci sono di Alessandro Tinelli e le foto di scena di Angelo Redaelli. Tutta questo concentrato di talento serve a produrre fin da subito un colpo d’occhio notevole: mentre il pubblico prende posto si ritrova a osservare il palco già illuminato, con un fondale di muri rosa confetto, luci diverse su vari scaffali e costumi indossati da chiunque appaia in scena contraddistinti da colori fluo, o quanto meno stravaganti e plasticosi. Anche la musica è pop, francese, allegra e, incredibile, quando lo spettacolo inizia, i testi sono originali e di antica foggia. Un vero Goldoni sotto mentite spoglie?

Sabato, 06 Dicembre 2014 21:09

Amleto - Teatro Litta (Milano)

Dal 27 novembre al 7 dicembre la Compagnia Teatro Libero è in scena presso il Teatro Litta di Milano con l'"Amleto" di William Shakespeare, proposto con la regia e l'interpretazione di Corrado d’Elia. Versione metropolitana, resa contemporanea, scomposta in quadri di esposizione con dissolvenze luminose e sonore, stridenti, come i sentimenti violenti di Amleto. Una rilettura quasi psicoanalitica dalla parte di Amleto, un’autoanalisi tra follia, coscienza, desideri contrastanti di vendetta e di giustizia: dove finisce l’una e inizia l’altra? Una prospettiva originale, leggermente claustrofobica e ossessiva, un lavoro di grande sforzo per gli attori che devono inserirsi con agilità in una macchina complessa. Ottima l’interpretazione corale. Testo smembrato, ridotto, mai snaturato.

Corrado d’Elia è attore, regista, produttore e direttore artistico del Teatro Libero di Milano, quindi pure dei Teatri Possibili che si aprono in diverse città italiane con scuole per attori e altre figure dell'universo teatrale, compresi tecnici e registi. Da anni ci ha regalato spettacoli interpretati in modo profondo e coinvolgente, portando sempre più spesso sul palco dei monologhi in cui ha fatto rivivere numerosi personaggi, molti divenuti veri e propri cult, con tanto di fan adoranti. Ora il Libero propone un nuovo debutto nazionale, in scena dal 27 giugno fino al 15 luglio, "Non chiamatemi Maestro": un omaggio a Giorgio Strehler progettato e diretto da Corrado d’Elia che lo interpreta, solo sul palco, seduto su uno sgabello alto, con un leggio di fronte a sé e gli spettatori non solo di fronte ma anche attorno a lui, invitati a sedersi ai due bordi laterali del palcoscenico.

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