Sono 15 i percorsi che compongono la nuova Stagione di Progetti del Teatro di Roma, riconosciuto dal MiBACT Teatro Nazionale: 95 spettacoli complessivi, di cui 19 produzioni, 7 prime nazionali, 676 alzate di sipario. Un’offerta che può apparire eccessiva, ma è una messe necessaria, strutturata in capitoli che hanno ciascuno il proprio senso e la propria ragione. Un processo già attivato dalla passata stagione che, attraverso un “cantiere” articolato in progetti e percorsi, ha rilanciato il Teatro della Capitale come luogo “plurale” e di tutti. In questa ottica di teatro della città e di città nel teatro, il direttore Antonio Calbi e il presidente Marino Sinibaldi presentano la Stagione di Progetti 2015/2016, vivace, articolata e multidisciplinare, con un percorso di 12 mesi di continua attività offerta tutti i giorni, a tutte le generazioni di pubblico e con più proposte quotidiane.

Sorpresa. Per scuotere le coscienze anestetizzate non è necessario spararsi un colpo alla testa a Notre-Dame, e neppure decapitare un soldato in mezzo alla strada a Londra, in nome di una presunta fede. C’è chi, come la compagnia Anima nera, ha capito che la vera rivoluzione - indolore, carica solo di risvolti positivi - avviene tra le tavole del palcoscenico. La proposta di spettacoli spiazzanti, che mettono in forse le certezze consolidate, è la miglior ricetta contro il degrado morale e estetico di cui tutti siamo testimoni oculari nella quotidianità. Abbiamo incontrato Aldo Cassano, direttore artistico della Compagnia, nonché regista di tutte le produzioni e protagonista in alcune di esse. Intimacy, l’ultimo lavoro portato in scena, è l’ennesima riconferma di un progetto votato realmente - e non solo per finta, come molti altri soggetti teatrali - allo sfondamento della parete divisoria tra spettatori e attori. Fino al parossismo. Intimacy è allo stesso tempo l’esaltazione più spinta e la critica più aspra al voyeurismo del telespettatore moderno. Gli spettatori vengono invitati in una sala adiacente al palco: dentro una casa-cubo quattro attori (William Lecis, Christian Russo, Giovanni Rho, Federico Tinelli) e quattro attrici (Natascia Curci, Lucia Lapolla, Lorenza Pambianco, Xena Zupanic) mettono in scena il quotidiano flusso di coscienza di persone normali. Storie di tutti i giorni a cui lo spettatore assiste attraverso il buco della serratura. Non metaforico: una serie di fori attorno alla casa-bolla consente al pubblico di sbirciare le vite degli altri. Per chi non capisce l’esperimento, è una presa in giro. Per chi, viceversa, conosce e apprezza il percorso di Anima nera, è un interessante tassello in più da aggiungere al controverso, mai convenzionale percorso della Compagnia.

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