In una taverna improvvisamente apparsa nella Sala Treno Blu del Franco Parenti, accomodati a tavolini in legno a lume di candele già consumate, appare un uomo ben vestito, ma turbato in volto, vestito di bianco ma con l’anima nera, ancora vivo eppure ansimante. Quest’uomo è Svidragajlov, un “malato” frutto della mente di Dostoevskij, uno scommettitore, un affamato di vita che sfida la morte.

Fino al 19 marzo, al Teatro Franco Parenti di Milano va in scena “Delitto e Castigo, una discesa agli Inferi tra lucidità e follia”, spettacolo che si muove a partire dal capolavoro di Dostoevskij e che, grazie all’adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni, sa rendere fortemente attuali temi, sensazioni, disagi e paure di un'epoca lontana eppure vicina.

Cosa rimane dei classici? Una chiave per interpretare il presente? Una lezione per conoscere il passato e le ragioni dell’animo umano? Suggestioni, lezioni di stile, filosofia? Un classico è tale perché rimane attuale a distanza di secoli ed è capace di generare innumerevoli suggestioni. Di questo sono ben consapevoli Alberto Oliva e Mino Manni, fautori del progetto Prospettiva Dostoevskij, un percorso di avvicinamento teatrale a “Delitto e Castigo” che si snoda attraverso spettacoli, lezioni e conversazioni sul grande classico della letteratura russa. Una di queste tappe è stata la pièce “Il topo del sottosuolo”, spin off tratto dalla seconda parte di “Delitto e Castigo”.

C'è chi con granitica certezza si è convinto che Shakespeare fosse antisemita. Ma poi c'è anche chi, come Alberto Oliva e Mino Manni, considera tale questione essenzialmente secondaria, preferendo di gran lunga soffermarsi sulla bellezza inarrivabile della sua letteratura, sulla sterminata vitalità delle sue pagine, che manterranno inalterata la freschezza nei secoli dei secoli. Shylock. Io non sono come voi - in scena al Litta, Sala Cavallerizza, fino all'1 novembre - è un atto d'amore, niente affatto scontato, verso il Bardo.

Una stagione difficile si apre per uno spazio privato, “piccolo”, che ha scelto la via del teatro per professionisti, in un ex capannone industriale della periferia di Milano. Sesta stagione orientata decisamente al contemporaneo per lo Spazio Tertulliano, con venti titoli in cartellone e proposte originali, ispirate a lavori noti ri-scritti e rivisitati.

Lunedì 16 marzo 2015 presso il Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuta l'edizione annuale della serata benefica a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. L’ospedale ha una forte rilevanza internazionale per la ricerca medica all’avanguardia e per le specifiche terapie che vi vengono applicate. Ma è anche uno straordinario simbolo in Medio Oriente di collaborazione tra popoli.

Salieri contro Mozart nella prima “cena con delitto” della Storia. Un duello a colpi di musica, mentre il fuoco della passione brucia insieme al fuoco dell’invidia. L’inevitabile conseguenza di un dialogo fatto di “non detti”, parole schivate e sguardi incrociati, è il delitto, consumato subdolamente, senza il coraggio del gesto plateale, al punto che la morte di Mozart resterà per sempre avvolta nel mistero. A partire dal breve, ma potentissimo testo di Aleksandr Puskin, da cui Peter Shaffer e Milos Forman hanno tratto un grande film, lo spettacolo di Alberto Oliva e Mino Manni, in scena al Teatro Out Off dal 18 febbraio all'8 marzo, propone una discesa negli inferi della mediocrità, dell’ambizione artistica tarpata dal senso di inferiorità.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Dal 5 al 22 novembre. La nuova produzione di Spazio Tertulliano affronta la vicenda dei tre grandi re Shakespeariani, attori di un’incontestabile svolta nella storia della monarchia inglese: se con Riccardo II la monarchia è emanazione divina e caposaldo intoccabile, con Enrico IV ed Enrico V il potere si sgretola e conduce ad una nuova concezione che trova fondamento sul consenso del popolo. I fatti storici dell’Inghilterra del XIV secolo riecheggiano alla luce del nostro tempo: i crimini commessi e i flussi di denaro sperperati dagli scandali del Mose e dell’Expo impongono al popolo il giudizio e l’immediato intervento.

Dal 5 al 22 novembre. "Shakespeare è eterno", non è una frase banale o di facile retorica. L'affermazione è tanto più vera quando, con uno spettacolo come Kings - il gioco del potere, si capisce quanto le tematiche affrontate dal grande autore inglese siano eternamente attuali: genio lui, o sempre uguali gli uomini nel corso della storia? Questa drammaturgia originale scritta da Michelangelo Zeno - tratta dall'Enrieide di Shakespeare - unitamente alla sagace resa registica di Alberto Oliva, riescono a rendere al meglio la sete di potere che ciclicamente acceca chiunque accarezzi il desiderio o la possibilità di mettersi al governo di un popolo: Riccardo II, Enrico IV, Enrico V sono diretti antenati dei politicanti che ancora oggi si alleano e si pugnalano alle spalle pur di salire al potere, non certo per rappresentare le esigenze del paese che governano quanto per soddisfare il loro ego e le loro smanie di onnipotenza.

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