Trenta sono gli anni del Romaeuropa Festival che in questi giorni apre i battenti. Nella precarietà del panorama culturale attuale, Romaeuropa costituisce una certezza, un appuntamento ormai ineludibile che un pubblico sempre più numeroso attende con curiosità. Dal 23 settembre sino all'8 dicembre, 76 saranno i giorni di spettacolo, 48 gli appuntamenti in tutta Roma, oltre 300 gli artisti che si alterneranno nei 15 luoghi deputati a ospitare le diverse rappresentazioni artistiche. Undici le installazioni, affiancate da un programma di performance, presenti al Digitalife-Luminaria a cui il Macro Testaccio-la Pelanda, come ogni anno, aprirà i suoi spazi. Trentesima edizione, dunque, un compleanno ricco che avrà come punto cardine, intorno al quale ruoteranno tutti gli appuntamenti, la rielaborazione e la storicizzazione di un contemporaneo quanto mai complesso e chiuso a ogni paradigma interpretativo.

Teatro, danza, circo contemporaneo, arte e tecnologia, e soprattutto la musica attraverseranno i 50 appuntamenti del Romaeuropa Festival n. 30, RiCreazione, dal 23 settembre all’8 dicembre in 14 diversi spazi di Roma, in un programma sempre più ricco di incontri con gli artisti e progetti di formazione rivolti al pubblico più appassionato.

Continua sino a domenica 12 ottobre, al Teatro Elfo Puccini di Milano, un imperdibile appuntamento con la danza contemporanea internazionale e nazionale, la rassegna Milanoltre. Generazioni e linguaggi differenti, ricerche coreografiche, incontro tra artisti, tutto vi confluisce.

Venerdì, 28 Settembre 2012 22:03

Desh - Teatro Argentina (Roma)

Desh

Dal 26 al 28 settembre. Dialettica allo stato puro tra la gabbia e il desiderio di liberazione dove il corpo è lo strumento principe. La forza è temperata dalla grazia, dall’abilità possente di giocare con se stessi sfruttando sia l’ironia, sia la complessità dei linguaggi – classico e rituale, contemporaneo – per uno spettacolo totale. La dimensione è la narrazione, non tanto la rappresentazione che travolge; è ricerca sofisticata, simbologia e costante ricerca con uno sforzo di raccontarsi in stili diversi. C’è spazio per la danza, la parola, la voce e il teatro con un uso ampio degli attrezzi di scena. Desh, patria, come meta irraggiungibile, tensione tra le origini da ritrovare e superare e il presente; tra padre e figlio; tra mondi e tempi diversi. Il corpo diventa metafora articolata e versatile del pensiero.

Desh

RomaEuropa Festival 2012

AKRAM KHAN

Desh

26 – 27 – 28 Settembre ore 21.00

Roma - Teatro Argentina

Prima Nazionale

Streaming live on demand su telecomitalia.com

Ideazione  Karthika Nair Akram Khan

Direzione artistica, coregografia, interpretazione  Akram Khan

Visual design  Tim Yip

Musiche  Jocelyn Pook

È Akram Khan a inaugurare Romaeuropa con DESH, che la stampa britannica ha definito con l’appellativo essenziale di «Capolavoro» (The Observer). Nelle coreografie di grande bellezza di Khan trovano spazio racconti, storie, lampi di vita: DESH (che significa Patria) è una ricerca intorno a temi cari a questo coreografo nato in Gran Bretagna da genitori del Bangladesh, un pellegrinaggio nel paese di origine della sua famiglia che attraversa confini e barriere culturali, oscillando tra la realtà e un mondo idealizzato dalla memoria dei racconti paterni.

Durante la sua carriera, costellata da numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, Khan ha prodotto coreografie per solo e per la propria compagnia Akram Khan Company - creata a Londra nel 2000 insieme al producer Farooq Chaudhry - e ha collaborato con artisti provenienti da differenti discipline come Juliette Binoche, Kylie Minogue, Anish Kapoor, Hanif Kureshi, Sidi Larbi Cherkaoui e Sylvie Guillem.

Ospite del Festival fin dal 2002, con DESH  l’artista dà il via ad un nuovo percorso, dove tutte le sue cifre personali si incontrano in una sintesi di straordinaria potenza teatrale. A cominciare dalla sua inedita fusione di danza contemporanea occidentale e Kathak, la danza classica indiana, che lo ha reso uno degli interpreti più sensibili di quella modernità dove le culture s’incontrano, si intrecciano e si scontrano, si confrontano. Oltre che danzatore di grande eleganza e bravura, Khan stavolta si mostra un brillante storyteller, capace di trasformarsi in persone diverse, trascolorando con disinvoltura dall’ironico al tragico. DESH, si avvale della felice collaborazione del visual designer Tim Yip, lo scenografo del film La tigre e il dragone, che ha creato per lo spettacolo una scultura luminescente. A sua volta a Jocelyn Pook si deve una coinvolgente colonna sonora, mentre a Michael Hulls il contributo essenziale delle luci.

 

AKRAM KHAN

Desh

Direzione artistica, coreografia, interpretazione Akram Khan

Visual Design Tim Yip

Musiche Jocelyn Pook

Disegno luci Michael Hulls

Ideazione Karthika Nair, Akram Khan

Scritto da Karthika Nair, Polar Bear e Akram Khan

Drammaturgia Ruth Little

Direttore tecnico Fabiana Piccioli

Produttore Farooq Chaudhry

Co-prodotto da MC2: Grenoble, Curve Leicester, Sadler’s Wells London, Théâtre de la Ville de Luxembourg, Concertgebouw Brugge, Sostenuto da Arts Council England

 

Fonte: Ufficio stampa Fondazione RomaEuropa

 

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