In occasione del centotrentesimo anniversario di "Ecce homo. Come si diventa ciò che si è", l'autobiografia filosofica di Friedrich Nietzsche, Ennio Coltorti riporta in scena dal 7 al 18 marzo al suo Teatro Stanze Segrete lo spettacolo "Il sogno di Nietzsche", che già un buon successo aveva ottenuto al suo debutto l'anno passato.

Dal 4 al 30 aprile. In mezzo a un turbine di affermazioni filosofiche e di teorie, ciò che caratterizza la persona Nietzsche è il forte impulso alla vita e talvolta il prevalere dei sentimenti rispetto alla ragione quando si tratta della propria esistenza e non della filosofia. E’ da questa dimensione del personaggio che si sviluppa il testo teatrale, attraverso le vicende che lo vedono agire, amare, soffrire e reagire alla sofferenza, fisica e sentimentale mediante lo sforzo smisurato e vincente della sua genialità intellettuale. Maricla Boggio lo porta in scena al Teatro Stanze Segrete con protagonisti Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani.

Lunedì, 19 Dicembre 2016 20:40

A porte chiuse - Teatro Stanze Segrete (Roma)

In scena fino al 22 dicembre, al Teatro Stanze Segrete di Roma, il capolavoro di Jean-Paul Sartre, “A porte chiuse”, nella visione del regista e interprete Ennio Coltorti: un asfissiante girone di dannati, un lacerante ed eterno confronto tra anime destinate ad essere l’una il carnefice dell’altra.

Dal 27 marzo al 19 aprile. Dopo aver debuttato con successo al festival di Todi nella scorsa estate, arriva a Roma al teatrino Stanze Segrete di Trastevere, piccolo ma importante spazio storico romano dal cartellone sempre originale e agguerrito, Aleida e il Che di Maricla Boggio per la regia di Ennio Coltorti. Lo spettacolo emoziona e commuove fornendo una doppia lettura del grande comandante Guevara: parallelamente alla narrazione storica e drammatica delle vicende che videro protagonista il rivoluzionario piú amato d’ogni tempo il testo illustra la dimensione umana, intima e sentimentale del personaggio storico facendolo rivivere in una dimensione antiretorica, al di lá del mito, immergendolo nella vita fatta di passioni oltreché di grandi ideali.

La nuova stagione del Teatro Parioli Peppino De Filippo si apre dal 13 al 23 novembre con “Il fu Mattia Pascal”, nella versione teatrale di Tato Russo, dal romanzo di Luigi Pirandello, con protagonista lo stesso Tato Russo. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Insomma viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire.

Un'inedita prospettiva sull'immortale personaggio di Ernesto Che Guevara, raccontato da Aleida, la sua seconda moglie cubana che lo ha conosciuto in quanto guerrigliera e ha poi costituito per lui un solido punto di riferimento sino alla morte, contribuendo anche a diffondere i suoi scritti e la sua ideologia. Emiliano Coltorti interpreta il Che nello spettacolo "Aleida e il Che, L’amore al tempo della Rivoluzione", scritto con certosino scrupolo documentario da Maricla Boggio e diretto da Ennio Coltorti. Abbiamo incontrato Emiliano, attore diviso tra palcoscenico teatrale, cinema e televisione nonchè affermato doppiatore, in occasione del debutto dello spettacolo al Todi Festival 2014, approfittando di questa occasione per scoprire come ha affrontato l'impegnativo personaggio del Che.

Martedì, 05 Febbraio 2013 17:31

Nemici come prima - Teatro Roma (Roma)

Nemici come primaDal 29 gennaio al 10 febbraio. Il teatro di Gianni Clementi suscita sempre simpatia e qualche perplessità, oltre che un bel successo di pubblico che ritengo, in genere, corroborante per la drammaturgia contemporanea italiana: ben vengano, in nome e a beneficio della categoria, autori che chiamano comunque pubblico. “Nemici come prima”, il testo messo in scena al Teatro Roma da Ennio Coltorti che interpreta pure la simpatica canaglia protagonista dello spettacolo coi toni del primo romanaccio Enrico Montesano, scorre per due ore come una fotografia del reale, talmente reale da imporsi come parodia di se stesso: non è la commedia che fa ridere insomma, siamo noi stessi raffigurati sul palcoscenico e proiettati come in una candid camera a risultare non solo comici, ma addirittura ipocritamente cretini e ridicoli.

TOP