Si presenta ricco di eventi il cartellone della stagione 2015/2016 del Teatro Parioli Peppino De Filippo, articolato com’è fra commedie della tradizione italiana, classici internazionali, musica, danza ed operetta. Fra gli interpreti che si alterneranno sul palcoscenico di via Giosuè Borsi Lello Arena, Isa Danieli, Sebastiano Somma, Edoardo Siravo, Franco Branciaroli, Ugo Pagliai, Gianrico Tedeschi, Glauco Mauri.

Ci vado per la prima volta, e non me ne pento, al Teatro di Milano per vedere La vie en rose… Chansons, due soli spettacoli sabato 8 e domenica 9 febbraio. Lo spazio è sorprendente, grande, con platea e galleria, un palcoscenico ampio ed alto, non manca proprio nulla in questo teatro, apparso dopo il restauro di una sala degli anni ’70 di proprietà dell’istituto Don Orione e chissà perché avevo l’impressione potesse essere poco più che un oratorio. Non solo mi sbagliavo ma la scelta di proporre, unico in città, uno spazio dedicato esclusivamente alla danza, con idee di cultura, attualità e fantasia davvero godibili, rende onore al maestro Carlo Pesta, gestore del teatro e direttore artistico oltre che presidente del Balletto di Milano, compagnia stabile composta da giovanissimi elementi seguiti dalla direttrice Agnese Omodei Salè e da Marco Daverio, direttore responsabile del teatro. Un solo appunto: il titolo dello spettacolo è quello di una canzone di Edith Piaf, che si avrà modo di ascoltare, ma il grosso dei brani è in prevalenza maschile, in particolare di Aznavour. Meglio sarebbe stato usare come titolo una delle sue canzoni!

La danza come armonia del mondo, sorgente e celebrazione della vita quale evoluzione del movimento: questa la scommessa di un teatro che nasce da un investimento privato frutto di impegno e passione, con la vocazione ad essere punto di incontro di una città fuori dalle élite degli addetti ai lavori, in nome di un luogo storico di accoglienza. Uno spettacolo che unisce la contemporaneità della danza, in stile neo-classico alla trazione della canzone francese. Quadri di un’esposizione, narrazione di storie abbinate ad una canzone: il ritmo vivace e vario di un’antologia. Grande interpretazione di corpi che si muovono fluidi ed espressivi senza l’esasperazione del teatro danza. La precisione e l’eleganza classica incontrano armonie e visioni nuove. Sobrietà, essenzialità e grande raffinatezza nei costumi. Una scena praticamente vuota dove il corpo in movimento è unico e incontrastato protagonista.

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