Adele Maddonni

Articoli di Adele Maddonni

Dopo anni ed anni di letture, dopo aver ascoltato superficiali disquisizioni sulle differenze tra giallo e noir, sulle distinzioni tra polizieschi e thriller, sulle inutili sottocategorie che opponevano il giallo mediterraneo a quello anglosassone, si era convinta che esistessero solo due generi di cui tener conto: le storie raccontate da chi sapeva indicare compiti e procedure degli inquirenti (e allora il protagonista era un soggetto che per dovere istituzionale svolgeva le indagini, come un poliziotto, un avvocato, un magistrato) e le storie inventate da chi tali procedure non le conosceva. In quest’ultimo caso il protagonista era un soggetto qualunque, incappato per caso in una vicenda più grande di lui. Cavolo! La stessa cosa che era capitata a lei”.

Mercoledì, 11 Febbraio 2015 20:44

Cinecittà si mostra

Cinecittà si mette in mostra con un percorso espositivo che racconta la sua storia – attraverso filmati, fotografie, costumi e altri oggetti di scena – e il suo presente, aprendo le porte dei teatri di posa e dei set con le scenografie esterne conservate dalle ultime produzioni.
Il percorso storico della mostra vera e propria si apre con la sezione “Perché Cinecittà”, partendo dall’idea di Benito Mussolini di realizzare un grande polo cinematografico a Roma alla fine del 1935 per dare un nuovo impulso all’attività sia in chiave politica che economica. Il modello è l’americana Hollywood, dove si recherà Vittorio Mussolini, giornalista e sceneggiatore, per trarre ispirazione sul progetto. Al momento della fondazione l’area si estendeva su una superficie di 60 ettari, che oggi sono diventati 40; i teatri di posa sono 21.

St. Giovanni del Tirollo. È l’ultimo paese del Tirolo che ci divide, per sempre forse, dalle nostre terre, e qui in questo paese, un sospiro di dolore ci sale imperioso dal cuore e ci domandiamo: Rivedremo più questi luoghi? La mamma gli amici, i colli ameni, i fiumi d’argento, il lago caro e violetto li rivedrò più mai?
Più netta si fa in me la sensazione di quanto mi sovrasta, e di quanto incombe su tutti noi ed un nodo terribile mi serra la gola, e in un canto del vagone, mentre i miei compagni ammirano il pittoresco paesaggio muti, lascio scorrere le lagrime al pensiero che forse sarò sacrificato senza un’ideale, per una causa a me ignota, per una Patria non mia!…”.

Titolo suggestivo per la mostra che conclude le celebrazioni del Bimillenario augusteo al Museo Nazionale Archeologico di RomaPalazzo Massimo, mettendo a fuoco uno degli aspetti che caratterizzarono la riforma politica e culturale del primo imperatore di Roma: la rimodulazione del calendario attraverso l’introduzione di festività legate alle tappe della sua ascesa al potere e per la celebrazione della sua Gens.
Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma con Electa, a cura di Rita Paris, con Silvia Bruni e Miria Roghi, compone una selezione di opere appartenenti alla collezione permanente del museo e altre in prestito da musei italiani e internazionali in un allestimento che si propone di illustrare la rivoluzione operata da Augusto nella scansione del tempo e, in stretta correlazione, dello spazio urbano.

Fino al 22 marzo a Palazzo Braschi a Roma la mostra che celebra cento anni di storia del cinema attraverso le figure dei più grandi costumisti italiani, ricostruendo attraverso l’esposizione di pezzi famosissimi l’evoluzione di una delle figure professionali che maggiormente hanno contribuito al successo del cinema italiano nel mondo.

Sono stanco, fuori moda, sporco di bava e di grasso, sono incazzato e dal profondo della mia imbottitura, salvo il cane e il meccanico, vi odio tutti! Detesto voi e questa dannata città, questo manicomio luminoso per clown, questo divorzio orizzontale che tutto divora e tutto si prende”.

Lunedì, 15 Dicembre 2014 22:26

"La variabile Costante" di Vincenzo Maimone

“Nella mente di Costante il quadro andava chiarendosi. Certo, mancavano ancora delle tessere importanti, ma lo sfondo, il tema generale, sembrava essersi ormai completamente dipanato. Bisognava solo collocare le pedine nella corretta posizione. Come in una sorta di marchingegno meccanico, il funzionamento era collegato alla corretta armonia tra gli ingranaggi. Ed era questa la parte del suo lavoro che Costante amava di più. Quel miscuglio sapiente di mano e ingegno, intuizione ed esperienza”.

I controvalori indicano nel mercato finanziario il valore materiale di un titolo e insieme la disponibilità degli operatori al suo acquisto o alla sua vendita.
In una fase storica in cui si dibatte ampiamente sul valore della cultura, Alberto Casadei ci aiuta a ragionare sul fatto che la letteratura è entrata direttamente in logiche di mercato e noi valutiamo le opere prevalentemente per le loro vendite, per il loro successo di marketing, però i valori della letteratura sono tradizionalmente “valori contro”, tendenzialmente rivolti più alla lunga durata che al realizzo immediato, quindi il controvalore della letteratura deve essere in qualche modo anche tarato sulla lunga distanza, sulla possibilità di durare. Come può conciliarsi questo principio con una prassi editoriale che invece tende a produrre freneticamente titoli che passano da best-seller a fondi di magazzino fuori moda?

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 20:21

Le chiavi di Roma – La città di Augusto

In occasione del Bimillenario della morte di Augusto, quattro mostre aperte in contemporanea per la prima volta in quattro musei diversi: Alessandria d’Egitto, Amsterdam, Sarajevo e Roma, cuore del progetto. Nelle sale del Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano si snodano due itinerari, ispirati da Augusto e dall’Impero Romano, ma con diverse implicazioni: permettere ai visitatori di “camminare” sulla città augustea e “riconoscerne” i luoghi mitici e storici; allo stesso tempo collegare quattro città, quattro musei, quattro modi diversi di essere cittadini romani, per un viaggio interattivo alla scoperta del mondo romano, attraversando le porte del tempo con le chiavi di Roma.

La nuova stagione di mostre presso la sede romana dell’Università eCampus, in via del Tritone 169, si apre con l’esposizione “Artisticamente sostenibile”, che ruota attorno ai temi del riciclo, della contaminazione materica e di un talento sempre più al servizio del pianeta, per promuovere un’arte “consapevole”.

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